Morte Ospedale

Antonio Manganelli morto, il capo della Polizia è Alessandro Marangoni

Il capo della Polizia Antonio Manganelli

Il capo della Polizia Antonio Manganelli è morto nella mattina di mercoledì. Il decesso è avvenuto nel reparto di rianimazione dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato da oltre tre settimane. Il 24 febbraio Manganelli era stato operato d’urgenza per l’asportazione di un edema cerebrale, ma le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni a causa delle complicazioni derivanti da un’infezione respiratoria. Antonio Manganelli aveva 62 anni e fino all’ultimo momento aveva lottato contro il male che lo affliggeva, non dimenticando di prestare con impegno il suo servizio presso la Polizia di Stato. Domani sarà predisposta la camera ardente dalle 14 a Roma, presso la Scuola Superiore della Polizia di Stato in via Pier della Francesca. Il suo posto è stato preso da Alessandro Marangoni, vice capo vicario della Polizia.

  • Antonio Manganelli
  • Ricoverato d'urgenza a febbraio
  • Laureato in Giurisprudenza
  • Docente di tecnica di Polizia giudiziaria
  • Capo della Polizia dal 2007
  • Direttore della Polizia criminale
  • Il capo della Polizia
  • Il prefetto Manganelli
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Muore legato al letto in ospedale dopo un TSO: in un video choc le ultime ore di agonia

video morte ospedale

Una lunga agonia registrata in un video che ripercorre le ultime 82 ore di F.M., ex maestro elementare deceduto legato al letto nell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Il video choc è stato mostrato dalla famiglia in esclusiva all’Espresso e mostra i tre giorni trascorsi dall’uomo prima del decesso: in collaborazione con l’associazione “A buon diritto” di Luigi Manconi, i familiari hanno voluto mostra l’agonia del loro caro perché fatti simili non si verifichino più. Le immagini sono in streaming e sono mandate in onda venerdì alle 12.32, lo stesso orario in cui, tre anni fa, l’ex maestro fu portato nel reparto psichiatrico del nosocomio campano, uscendone morto dopo tre giorni.

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Cagliari, ginecologa muore dopo il parto nella clinica in cui lavorava

clinica villa elena cagliari

Alla clinica privata Villa Elena di Cagliari Simonetta Sulis di 37 anni, anche lei ginecologa della stessa clinica, è morta di parto. I colleghi hanno fatto di tutto per tentare di salvarla, ma non è servito a niente. La donna è arrivata alla clinica con le doglie. Dopo la nascita del bambino è stata soggetta ad una emorragia e, nonostante si sia fatto ricorso ad un intervento chirurgico, la donna è morta. Il bambino sta bene. Per Simonetta si è trattato del secondo figlio, dopo la nascita di un bambino che adesso ha cinque anni.

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Trasfusione di sangue sbagliata: muore cardiopatico

ospedale careggi firenze

Un errore gravissimo che è costato la vita a un malato cardiopatico. È accaduto all’ospedale Careggi di Firenze dove è stata fatta una trasfusione alla persona sbagliata: qui era ricoverato un paziente, di 60 anni, gravemente cardiopatico le cui condizione erano già gravi. Per cause ancora da chiarire però è stato sottoposto a una trasfusione di sangue che era in realtà destinata a un altro paziente con problemi vascolari, anch’egli ricoverato: non solo la procedura era quella errata, ma il gruppo sanguigno era diverso, cosa che ha causato uno choc allergico che ha portato alla morte del paziente in pochi giorni.

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Roma, latte in vena invece della soluzione fisiologica: muore neonato

ospedale san giovanni roma

E’ morto un neonato all’ospedale San Giovanni di Roma, a causa di un tragico errore. Il bimbo, di pochi giorni, è nato prematuro e dopo pochi giorni ha iniziato a stare male ed è morto. Ci sono ancora molti punti oscuri nella vicenda e gli inquirenti stanno indagando per capire come siano andati i fatti e di chi siano le responsabilità del gesto. Al bambino infatti, invece della flebo di soluzione fisiologica, è stato iniettato in vena il latte. Un errore tragico che ha portato alla morte del piccolo.

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Torino, giocavano a bruciare un formicaio con l’alcol: muore un bambino

torino ragazzi ustionati

E’ morto uno dei due ragazzi che hanno riportato delle ustioni mentre cercavano di bruciare per gioco un formicaio con dell’alcol. Il fatto si è svolto a Rivalta di Torino, in un bosco non molto lontano dal centro abitato. Il ragazzo aveva 12 anni ed era insieme a quattro amici. Il giovane era stato ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove si trovava dal 18 giugno scorso.

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Civitavecchia, nonno fa cadere bimba dal balcone

bambina cade palazzo nonno civitavecchia

Una bambina di un anno e mezzo a Civitavecchia è morta dopo essere precipitata dal secondo piano di un palazzo. La bambina si trovava affacciata al balcone di casa in braccio al nonno. L’incidente è stato causato da un movimento improvviso tra le braccia del nonno. Secondo le prime ricostruzioni che hanno effettuato gli inquirenti si è trattato di un incidente. Le indagini hanno portato a scoprire che alle 13 i nonni erano andati a prendere la bambina all’asilo, che si trova a poca distanza dalla loro casa.

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Protesi al seno scadute, donna muore dopo la rimozione

ospedale san martino genova

E’ una vicenda ancora piena di misteri quella che si è svolta a Genova. Concetta A., una donna che viveva nel quartiere di Marassi, è morta dopo un intervento all’istituto Tumori dell’ospedale San Martino. La donna sedici anni fa si era sottoposta ad un intervento per l’applicazione di una protesi al seno, che adesso era stato necessario rimuovere. Tutt’ora gli inquirenti stanno indagando, per riuscire a capire se ci sia un legame tra la causa della morte e le protesi al seno che le erano state impiantate nel 1996.

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Sorbitolo killer, errore nelle etichette

sorbitolo killer ospedale

Continuano le indagini da parte della Procura di Trani sulla morte di Teresa Sunna a Barletta e l’avvelenamento di altre due donne. Gli inquirenti si stanno ora concentrando sull’errore di confezionamento o etichettatura che sarebbe alla base della morte della giovane. La sostanza ingerita dalla donna non era sorbitolo, integratore alimentare innocuo, ma nitrito di sodio, una tossina contenuta in alta percentuale, circa il 70% nella sostanza ingerita dalla donna. Ora bisogna stabilire se l’errore sia di etichettatura su una confezione già finita, o nella produzione stessa della sostanza con lo scambio tra sorbitolo e nitrito di sodio.

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Napoli, una donna portata priva di vita all’ospedale con lividi sul corpo

napoli donna morta ospedale

E’ stata portata priva di vita all’ospedale Cardarelli di Napoli una donna nella serata di ieri. I medici hanno riscontrato sul corpo della vittima lividi e segni di contusione. La vicenda rimane ancora avvolta nel mistero. Le forze dell’ordine stanno al momento indagando per capire come siano realmente andati i fatti. La donna è stata portata all’ospedale dal marito, dal cognato e da un amico della giovane donna. Il marito ha spiegato ai medici dell’ospedale di aver trovato il corpo della donna a terra nella sua abitazione.

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Palermo, primi risultati dell’indagine sulla morte di una donna dopo la chemio

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Arrivano i primi risultati dell’indagine effettuata sul caso della donna morta successivamente ad una seduta di chemio al Policlinico di Palermo. Il decesso della donna di 34 anni, che ha lasciato il marito ed un figlio di sette mesi, è avvenuto lo scorso 29 dicembre. I primi risultati dell’indagine interna parlano di un errore effettuato dai medici. Alla donna sarebbero stati somministrati novanta milligrammi di una molecola chemioterapica invece che nove. Uno zero avrebbe fatto la differenza e avrebbe causato la morte della giovane donna.

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Oggi i funerali di don Verzè, la Guardia di Finanza acquisisce la cartella clinica

Le foto del funerale di don Verzè

Dipendenti e personalità hanno salutato don Luigi Verzè, morto la mattina del 31 dicembre per arresto cardiaco, nella camera ardente allestita all’interno del San Raffaele. I funerali sono ora in corso a Illiasi, in provincia di Verona, il paese dove è nato. Qui il sacerdote sarà sepolto nella tomba di famiglia in attesa dei permessi per essere tumulato dietro l’altare della cappella della Madonna della Vita, nel polo sanitario da lui creato. Tante le personalità del mondo dello spettacolo e della politica tra cui Al Bano Carrisi, il primo ad arrivare, che ha cantato l’Ave Maria, Guido Podestà, presidente della Provincia, Vittorio Malacalza, consigliere del cda della Fondazione San Raffaele, l’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, Massimo Cacciari e Renato Pozzetto.

  • Le foto del funerale di don Verzè
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Vasto, un uomo è morto in sala operatoria dopo un intervento

ospedale vasto vittima intervento

Nicolino Gianfelice, sessantenne molisano, è morto per un’emorragia successivamente ad un intervento all’ospedale San Pio da Pietrelcina a Vasto, in provincia di Chieti. L’uomo era stato operato nella mattina di ieri per l’asportazione di un tumore al rene, ma nel pomeriggio i medici avevano deciso di effettuare un altro intervento a causa dei valori bassi dell’emoglobina. L’uomo è entrato vivo in sala operatoria, ma è uscito senza vita.

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Partorisce bimba senza vita e muore poco dopo: shock a Castellammare di Stabia

ospedale castellammare

Carmela De Luca, una donna di 26 anni è morta sabato mattina in una clinica di Castellammare di Stabia dopo aver partorito una bambina prematura di otto mesi nata morta. Le circostanze del decesso della donna non sono ancora chiarite e la Procura di Torre Annunziata che ha disposto l’autopsia sulla salma. Carmela è morta poco prima delle 6 a dopo aver subito un’operazione chirurgica di emergenza.

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Morte le gemelle siamesi nate a Bologna

Morte le gemelle siamesi a Bologna

Sono morte le gemelle siamesi nate a Bologna un paio di mesi fa. Il decesso, avvenuto martedì sera, è stato confermato dall’ospedale Sant’Orsola in una nota in cui si fa sapere che le piccole “sono decedute alla presenza dei genitori”. La storia delle gemelle ha commosso l’Italia perché la loro vita è stata in pericolo fin dalla nascita. Le bimbe erano nate unite per l’addome e il torace, con un unico cuore e un fegato fuso. I genitori avevano saputo subito con un’ecografia che sarebbero nate così ma non avevano voluto interrompere la gravidanza.

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