Crisi Economica
Organi umani in vendita on line? La crisi aggrava il fenomeno

L’ultimo caso è quello di una donna russa di 26 anni, Iekaterina, che ha messo all’asta online su un noto portale locale, la sua anima per l’equivalente di 12mila euro. Disperata dopo la separazione, con figli e madre a carico, non sapeva più come pagare le spese correnti e aveva bisogno anche di ristrutturare casa. Aveva già venduto tutto quello che possedeva, compreso l’abito da sposa: le rimaneva soltanto se stessa. I reni? Senza non si può vivere, ma l’anima, quella sì, anche senza si può vivere. Alla fine qualcuno l’ha comprata quell’anima, per 12mila euro, salvandola da una situazione di incertezza. Iekaterina però non è la sola: nel mondo il commercio di organi umani online è in crescita e lo è anche nel nostro paese, dove la crisi ha letteralmente spremuto troppe persone.
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Rino Barca, segretario regionale Fsm-Cisl, e Franco Bardi, della Fiom-Cgil, hanno deciso di scendere dal silos dell’Alcoa. I due avevano preso la decisione di rimanere a 70 metri di altezza per protestare contro la chiusura degli impianti. Adesso, dopo un incontro fra i rappresentanti dell’azienda e una delegazione di lavoratori, la società ha assicurato che lo spegnimento degli impianti sarà attuato in maniera molto più rallentata rispetto alle previsioni. In particolare dal 12 ottobre si procederà a spegnere due celle al giorno e la fine delle operazioni dal 31 ottobre slitterà al 3 novembre.
Leggi l'articoloAlcoa in crisi per il complotto dell’America pagato dall’Italia? [FOTO]
L’Alcoa è in crisi, un dato di fatto di cui abbiamo dovuto renderci conto negli ultimi tempi. Una crisi alla base della quale stanno tanti motivi, ma sicuramente una crisi in qualche modo già annunciata, come tante nel nostro Paese. Basti ricordare l’Ilva di Taranto o lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. E non si tratta soltanto della mancanza di prontezza di spirito per investire. In questo caso dietro la crisi si potrebbe nascondere molto di più. Si tratta di veri e propri retroscena dai risvolti inquietanti e che senza dubbio fanno riflettere. Nella questione è implicata anche l’America.
Guarda le foto e leggi l'articoloScontri a Madrid, spagnoli in piazza contro le banche
Un’inchiesta nel cuore delle proteste che stanno scuotendo la Spagna e Madrid, dove a raccontare quello che sta avvenendo nella penisola iberica è la gente, gli Indignados, quelli che sono scesi in piazza contro le banche. Lo racconta il Corriere, mostrando le immagini dell’ultima grande manifestazione per le strade della capitale, quella che ha visto giovani e anziani, uomini e donne di tutte le età marciare contro Bankia, il quarto istituto bancario del paese che è stato nazionalizzato per evitare la bancarotta. Le proteste continua in Spagna e dalle fila della gente per strada arriva anche un pensiero per l’Italia: la situazione nei due Paesi è molto simile, e noi potremmo essere i prossimi.
Guarda le foto e leggi l'articoloSuicidi per la crisi, manichini impiccati ai ponti

Una protesta alquanto macabra quella messa in scena dai militanti de La Destra a Roma dove sono stati appesi dei manichini impiccati sui ponti lungo il Tevere per protestare contro il governo e i suicidi dovuti alla crisi economica. Una scelta discutibile per esprimere il dissenso nei confronti della politica dell’esecutivo, mettendo in scena dei “finti” suicidi che richiamano le vere tragedie, quelle che portano a togliersi la vita davanti a problemi di varia natura, tra cui quelli economici. La protesta è stata rivendicata dai militanti con un comunicato dove ci si scaglia contro il governo, la Bce e ABC (Alfano, Bersani e Casini), colpevoli di “suicidare gli italiani.
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Paolo, 44enne di Castelfranco, non si aspettava certo quella telefonata nel cuore della notte, anche perché era convinto che la moglie fosse a Vicenza, a fare il turno di notte come badante. Invece la moglie era stata arrestata durante una retata della polizia, faceva la prostituta nelle strade della Castellana e del Vicentino. Una notizia pesante, che l’uomo sicuramente non si attendeva. La moglie aveva tenuto nascosto tutto per evitare di turbare ancora di più il marito, già gravato dal peso della depressione e di quel lavoro che non riusciva a trovare.
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Gli studenti del movimento draghi ribelli si sono diretti in via XX Settembre a Roma per proseguire la loro protesta contro la crisi e le banche presso il ministero dell’economia. L’area in questione è presidiata dalle forze dell’ordine che presidiano tutti gli accessi al ministero anche sul lato di via Cernaia, mentre gli elicotteri tengono sotto osservazione tutta la zona dall’alto.
Leggi l'articoloPoliziotti in piazza contro la crisi: “I veri indignati siamo noi”

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Anche i poliziotti si preparano a scendere in piazza per protestare contro le scelte del Governo, per quanto riguarda i tagli al settore dell’ordine pubblico e affermano di voler arrivare fino al Senato o al Viminale. La Questura di Roma, però dopo gli scontri di sabato, sembra prendere tempo. Nel frattempo il sindacato di polizia lancia la prima provocazione: “Ce la daranno, non ci possono negare proprio nulla”; sottolinea Claudio Giardullo, segretario generale della Silp Cgil. E c’è chi aggiunge: “I veri indignati siamo noi, altre che storie”.
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