Cronaca Napoli

Leggi tutte le ultime notizie di Napoli, fatti di cronaca dal meraviglioso Golfo campano. Approfondimenti, foto e video della problematica e trasformista città di Napoli.

Fare l’amore in pubblico? Coppia di Napoli beccata all’Università

Effusioni in Santa Croce

Fare l’amore in pubblico? E’ successo a Napoli, all’Università Federico II. La vicenda sarebbe accaduta lo scorso 8 marzo. Molto probabilmente i due volevano festeggiare in questo modo la festa della donna. In ogni caso tutto è avvenuto sotto gli occhi di alcuni testimoni, che hanno raccontato la curiosa vicenda. Secondo le testimonianze, due studenti dell’Università sarebbero stati sorpresi a fare l’amore davanti a tutti, nel sottoscala della Facoltà di Fisica. Il luogo, precisamente, è quello dell’edificio di Monte Sant’Angelo.

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Città della Scienza a Napoli: salta l’accordo per la ricostruzione

In fiamme la Città della Scienza a Napoli

Tempi difficili per la ricostruzione della Città della Scienza a Napoli. Sono passati ormai molti mesi dalla distruzione del polo tecnologico ed era previsto un accordo fra il Comune e la Regione. Il tutto doveva essere sancito dalla presenza del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Tuttavia sembrano non esserci le condizioni adatte per firmare l’intesa. Il vicesindaco, Tommaso Sodano, e l’assessore regionale Guido Trombetti hanno cercato di trovare un compromesso, ma non si è giunti a nessuna conclusione. Il nodo cruciale è rappresentato dalla bonifica dell’area di Bagnoli, rivendicata dal Comune.

  • Rogo alla Città della Scienza
  • Vigili del fuoco in arrivo
  • Macerie al museo a Napoli
  • Incendio al museo della scienza
  • Dipendenti fuori dalla Città della Scienza
  • Vigili del fuoco fuori dal museo
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Donna segregata al Vomero, i medici: “Sarebbe morta tra poco per malnutrizione”

Napoli, donna segregata in casa dalla madre da 8 anni

Ha rischiato seriamente di morire Chiara, la donna di 36 anni che ha vissuto otto anni segregata in casa dalla madre, senza mai uscire di casa. Secondo i medici dell’ospedale San Giovanni Bosco che la tengono in cura dopo la liberazione avvenuta pochi giorni fa, la vita della 36enne sarebbe stata ad alto rischio per malnutrizione, visto che era arrivata a pesare appena 40 chili, alimentata solo con succhi di frutta e nulla di cucinato. ‘Quando è arrivata sembrava uscita da un campo di concentramento‘, dichiarano i sanitari, e il primario del reparto di psichiatria Massimo Parlato, che attualmente segue la vicenda della ragazza, aggiunge: ‘Stiamo facendo di tutto per farle riacquistare le forze, e speriamo, anche grazie alla riabilitazione, di portarla sulla strada del recupero‘. Molto resta ancora da chiarire sulla vicenda, a cominciare dal fatto che nessuno fosse a conoscenza delle condizioni in cui viveva la ragazza del Vomero, uno dei quartieri più eleganti di Napoli. Non gli inquilini o il portinaio dello stabile, ma soprattutto nessuno dei parenti di Chiara, vissuta per otto lunghi anni tra i rifiuti senza vedere la luce del sole. La mamma di Chiara, un’insegnante 69enne in pensione, ha ottenuto dal gip gli arresti domiciliari, e si è difesa sostenendo di non aver mai segregato in casa la figlia, ma che era lei non voleva avere contatti con l’esterno. Anche questo aspetto dovrà essere chiarito dagli inquirenti.

  • Sequestrata per otto anni
  • L'interno della casa
  • Vomero, Napoli
  • Il condominio
  • L'appartamento degli orrori
  • Il soggiorno
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Gianni Maddaloni, chi è il vero Enzo Capuano de L’oro di Scampia?

palestra maddaloni

Gianni Maddaloni è il nome vero del personaggio di Enzo Capuano, interpretato da Beppe Fiorello nel film “L’oro di Scampia“. L’ambientazione è quella di un contesto sociale dominato dal degrado e dalla malavita e nel prodotto cinematografico si intende raccontare tutto ciò, proponendo la storia di Gianni e Pino Maddaloni, le cui vicende e la cui vita trovano un rispecchiamento nei ruoli di Enzo e Toni Capuano. Il film diretto da Marco Pontecorvo è tratto da “La mia vita sportiva”, di Gianni Maddaloni. Viene raccontata la storia di un uomo, che si impegna per sottrarre i ragazzi di Scampia alle strade e alla malavita attraverso lo sport, soprattutto per mezzo del judo.

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Terra dei fuochi in Campania: storia e retroscena di una strage [FOTO & VIDEO]

Terra dei fuochi non deve morire: l'impegno dei vip

Con il termine Terra dei fuochi si intende un’area territoriale compresa fra le province di Napoli e di Caserta. Il suo nome deriva da una frase che Roberto Saviano ha usato nel libro “Gomorra“. L’appellativo fa riferimento alla presenza di roghi nocivi destinati all’eliminazione dei rifiuti, spesso tossici, che vengono smaltiti illegalmente abbandonati in zone non predisposte per l’accoglienza di essi. La situazione è arrivata ad un livello drammatico, perché l’inquinamento dell’aria generato da questi roghi sta influendo molto sulla salute pubblica della popolazione che vive in quel territorio.

Il Senato ha approvato il provvedimento sulle emergenze ambientali e industriali, convertendo un decreto legge che rischiava di scadere. Il decreto dispone una mappatura delle aree a rischio nel territorio tra Napoli, Caserta e Ilva e uno screening sanitario di massa. In più è prevista la presenza dell’esercito in quelle aree.
Il provvedimento è passato con 174 voti favorevoli, 58 contrari e 12 astenuti. Il M5s ha votato no, come la Lega nord. Astenuta Sel.

Il decreto obbliga poi i contadini e i proprietari dei terreni a consentire l’accesso alle varie aree. In caso contrario finiranno in una black-list e gli sarà tagliato l’accesso al credito.

  • Vip per la Terra dei fuochi
  • Francesco Mandelli
  • Paolo Ruffini
  • Camila Raznovich
  • Luca Agnelli
  • Caterina Balivo
  • Selvaggia Lucarelli
  • Gigi Datome
  • Enzo Salvi
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Terra dei Fuochi: a che serve l’esercito?

esercito sacchi spazzatura

Nella terra dei Fuochi sarà mandato l’esercito. Lo ha annunciato il sottosegretario di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano, che ha detto come il Governo abbia dato un parere favorevole ad impiegare i militari in Campania, in modo da contrastare in maniera più efficace il problema delle ecomafie nel territorio tra Napoli e Caserta. Il sottosegretario ha spiegato che le forze politiche sono state d’accordo nell’approntare una soluzione di questo tipo e nell’utilizzare le leggi per risolvere quella che si configura come una vera e propria emergenza.

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Avellino: è morta Carolina Sepe, partorì in coma [VIDEO]

Carolina Sepe

Carolina Sepe è morta, la donna in coma da quattro mesi era rimasta ferita alla testa lo scorso 25 agosto durante una lite, a Lauro, in provincia di Avellino. Carolina era incinta, le sue condizioni apparvero subito gravi. proprio lo scorso 19 dicembre, all’ospedale Cardarelli di Napoli, diede alla luce la piccola Maria Liliana alla 28esima settimana di gravidanza. Il parto, con la piccola che è nata con poco più di un chilo di peso, apparvero a tutti come un miracolo. La piccola è ancora in terapia intensiva e le sue condizioni sono stabili.

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Terremoto a Napoli e nel Molise: scossa di magnitudo 4.9 [VIDEO]

terremoto napoli molise

Un terremoto a Napoli e nel Molise si è verificato alle 18:08. La scossa di magnitudo 4.9 è stata avvertita in Campania e in Molise. Il paese più vicino all’epicentro del sisma è Castello del Matese, in provincia di Caserta. La scossa è stata avvertita a Napoli, ad Avellino, in Puglia e anche a Roma. Soprattutto a Napoli sono molti i cittadini che si sono rivolti alle autorità e hanno segnalato l’accaduto sui social network. Il sisma si è generato a 10 chilometri di profondità, secondo quelle che sono state le indicazioni fornite dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Pochi minuti prima della scossa più intensa se n’era registrata un’altra, sempre nell’area del Matese, di magnitudo 2.7.

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Terra dei fuochi, Carmine Schiavone alle Iene: “Lo sapevano tutti”

Terra dei fuochi: manifestazione a Napoli per dire basta alla devastazione

Carmine Schiavone torna a parlare della Terra dei Fuochi. Questa volta sceglie la tv, concedendo un’intervista a Le Iene, il programma di Italia Uno. Racconta di se stesso, della sua carriera e del successo a capo dei Casalesi, la scelta di pentirsi e il rapporto tra politica e malaffare che ha condannato un intero territorio. Rifiuti tossici e industriali, provenienti dalle aziende del Nord Italia ed Europa, ma anche scarti di centrali nucleari interrati ai margini delle autostrade, nei campi coltivati: la ricostruzione di decenni di camorra che mette insieme criminali e politici.

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Pane abusivo a Napoli: l’ultimo giro d’affari della camorra

pane

La camorra non ha confini se si tratta di malaffare, arrivando fino al pane, il cibo base che tutte le famiglie portano a tavola ogni giorno, mattina e sera. Forni abusivi che cuociono chili di pane nocivo e tossico, pagnotte, focacce e dolcetti e sui cui la criminalità organizzata ha messo le mani, creando un giro d’affari milionario. Il tutto in barba alle regole, comprese quelle sanitarie: nei forni si bruciano anche le bare che arrivano dalle esumazioni dei cimiteri di Napoli e Caserta. Gli scarti del legno, copertoni, gusci di nocciole: si brucia tutto per poter cuocere il pane. Anche le farine sono illegali, prodotti di scarto della lavorazione regolare, che arrivano ai panettieri abusivi per il tramite della camorra. Un vero giro d’affari in mano ai clan, contro cui le forze dell’ordine e le associazioni devono combattere ogni giorno.

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Rifiuti tossici in Campania, Le Iene: metalli pesanti negli ortaggi

rifiuti tossici campania le iene

Continuano le indagini sui rifiuti tossici in Campania a Le Iene. Questa volta Nadia Toffa, dopo aver mostrato i dettagli delle terre contaminate, ha deciso di far analizzare una pianta di pomodori, fra quelle coltivate nei luoghi inquinati dallo smaltimento illecito di materiale industriale. Dalle analisi è emerso che in questi ortaggi è presente una grande quantità di metalli pesanti. Il problema è grave, perché, attraverso il consumo dei prodotti ortofrutticoli, possono insorgere delle patologie da non sottovalutare.

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Quattro giornate di Napoli: dov’è finito oggi quell’entusiasmo?

quattro giornate di napoli

Forse anche per Gennarino quello era soltanto un gioco: ai bambini, si sa, piace giocare alla guerra. D’altronde giocare deve essere la principale preoccupazione di un dodicenne, qualsiasi sia il momento e il luogo in cui è nato. E allora perché dovremmo pensare che quello per Gennaro Capuozzo non fosse soltanto un gioco come tutti gli altri? Forse perché c’è morto o forse perché in quel tempo a Napoli e in tutta Italia nemmeno i bambini avevano la voglia e il tempo di giocare.

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Giancarlo Siani, 28 anni fa la camorra uccideva il giornalista che urlava la verità [FOTO & VIDEO]

Giancarlo Siani: il giornalista ucciso dalla camorra

Sono passati 28 anni dalla morte di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, raggiunto dai colpi delle armi a bordo della sua Citroën Méhari sotto casa, in piazza Leonardo, al Vomero, Napoli. Oggi il ricordo del giornalista è ancora più vivo: la sua auto è ripartita, i motori sono stati accesi e a guidarla lungo le strade della città è stato Roberto Saviano. La Mehari diventa così un simbolo vivo: dopo aver macinato migliaia di chilometri per raccontare la camorra e la violenza che ha insanguinato Napoli e provincia, oggi torna in strada per ricordare il giornalista che non si volle piegare. “La ripartenza della Mehari significa che riparte tutto. Riparte anche Napoli“, dice Saviano al volante dell’auto. Un corteo dal luogo dell’agguato alla sede del Mattino, in via Chiatamone, dove si terrà un convegno dedicato alla legalità. Ventotto anni dopo il ricordo di Giancarlo Siani non è spento, anzi: continua a camminare e a illuminare una professione che a volte tarda a riconoscere i veri eroi, quei “giornalisti giornalisti” che rischiano la vita per poche lire, spinti solo dalla necessità di raccontare la verità, per quanto scomoda sia.

  • Giancarlo Siani: omicidio della camorra
  • Giancarlo Siani: assassinio
  • Giancarlo Siani: giornalista ucciso
  • Giancarlo Siani: ucciso dalla camorra
  • Giancarlo Siani: giornalista da Torre Annunziata
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Rifiuti tossici in Campania: perché dire no al termovalorizzatore

Ottobre 2010 Boscoreale, Italia: le quattro giornate del Vesuvio

La questione dei rifiuti a Napoli la conoscono tutti o, meglio, tutti credono (e dicono) di conoscerla e in realtà ne sanno molto poco. C’è anche chi, invece, quella storia dovrebbe conoscerla, ma preferisce far finta di sentirla ogni volta per la prima volta. Eppure di inchieste e processi ce ne sono ormai talmente tanti che la verità dovrebbe essere di dominio pubblico: se non fosse che da un lato c’è chi non vuole sapere e dall’altro chi preferisce non informarsi, perché solo così potrà continuare a dire che è colpa dei napoletani se di tanto in tanto (troppo spesso) si ripropone l’emergenza rifiuti. D’altronde sono loro che non vogliono l’inceneritore, né il termovalorizzatore sulle loro terre.

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Rifiuti tossici in Campania: ricostruita la mappa grazie alla testimonianza di un pentito [FOTO & VIDEO]

Rifiuti tossici in Campania

I rifiuti tossici in Campania costituiscono un problema annoso, che ha determinato un forte inquinamento e attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Come ha fatto notare Roberto Saviano, l’emergenza rifiuti a Napoli ha determinato l’arrivo di 8 miliardi di euro in dieci anni. Un grosso affare quindi, dietro il quale si nasconde l’impronta della camorra e, allo stesso tempo, una questione che non si è mai riusciti (o voluto) risolvere completamente. Le inchieste nel tempo sono state diverse, ma la complessità della situazione rimane, ripresentandosi, di tanto in tanto, come la punta dell’iceberg di un caso sommerso.

  • Esame del territorio
  • Acqua inquinata
  • Analisi del territorio
  • Area con materiali pericolosi
  • Area con rifiuti nocivi
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