Testimone di Geova rifiuta la trasfusione e muore

Testimone di Geova rifiuta la trasfusione e muore

Testimone di Geova rifiuta la trasfusione di sangue e muore

Una testimone di Geova ha rifiutato la trasfusione di sangue ed è morta nell’ospedale di Bordighera, in provincia di Imperia. Un caso che farà discutere: Annunziata Iannicelli, 68 anni, ha preferito morire piuttosto che infrangere le regole della propria religione. I Testimoni di Geova, infatti, vietano le trasfusioni di sangue sostenendo che violano la dottrina di fede. Il divieto vale anche nel caso estremo in cui la trasfusione è l’unico modo per salvarsi la vita, come nel caso di Annunziata.

Inutile l’appello della figlia della vittima al tribunale per costringere la madre ad accettare la trasfusione. La legge parla chiaro: nessuno può imporre una cura se il paziente è in grado di intendere e di volere.

Il calvario della donna è iniziato il 24 febbraio, quando è stata ricoverata all’ospedale Saint Charles di Bordighera per problemi gastrointestinali e di cuore. In seguito a un infarto le erano stati impiantati una valvola mitrale meccanica, due bypass e un pacemaker. Era stata dimessa ma, dopo pochi giorni, le sue condizioni sono peggiorate per cui è tornata in ospedale.

Il 4 marzo ha subito un grave attacco respiratorio. È stato allora che i medici le hanno proposto la trasfusione di sangue. Nemmeno il rischio della morte ha convinto Annunziata ad andare contro la sua fede: la donna si è rifiutata. Inutile l’intervento della figlia che non è riuscita a convincerla ad accettare la trasfusione. La donna così è morta per quello che, ovviamente, non può essere catalogato come caso di malasanità, come quello che vede indagati due chirurghi toscani.

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Dom 17/04/2011 da

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17 aprile 2011 14:45

Ogni persona è libera di sottoporsi a determinate cure e la signora ha mantenuto le sue convinzioni religiose che vanno rispettate.

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17 aprile 2011 17:08

NON SONO I TESTIMONI DI GEOVA A VIETARE LE TRASFUSIONI MA è UN COMANDO ESPLICITO CONTENUTO NELLA BIBBIA. I TESTIMONI SONO GLI UNICI A TENERNE CONTO

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Epico 18 aprile 2011 12:13

La scelta del testimone di Geova non è libera.Se avesse accettato la trasfusione sarebbe stata considerata automaticamente dissociata(espulsa) dalla congregazione dei tdg.L’espulsione avrebbe comportato il totale isolamento dai suoi ex confratelli.La Torre di Guardia 1/11/1994: “Ci sono occasioni, però, in cui un servitore di Geova non può mostrare compassione. (Confronta Deuteronomio 13:6-9). ‘Cessare di mischiarsi in compagnia’ di un intimo amico o di un parente che è stato disassociato può mettere a dura prova un cristiano. In tal caso è importante non lasciarsi impietosire… “.

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Ale 19 aprile 2011 14:21

La terapia trasfusionale non è scevra da rischi!

Infatti un autorevole rivista scientifica asserisce:
“Unfortunately, we lack data that define the benefits of transfusing red cells. these data are not easily obtained. Indeed, it has been said that if stored red cells were a new biologic proposed to the Food and Drug Administration today, they would not be approved for transfusion because of the lack of data adequately demonstrating efficacy”.
Weiskopf RB, Transfusion 1998; 38:517

Quindi anche se un Testimone di Geova è deceduto NON è DETTO che la Terapia trasfusionale lo avrebbe sicuramente salvato.

Anzi molte persone muoiono come conseguenza delle trasfusioni!

I Testimoni di Geova rifiutano UN TIPO di terapia non tutte le cure mediche.

Aggiungo che NON è vero che se un Testimone di Geova accetta sangue o emoderivati viene automaticamente dissociato. Non è così!

Comunque sia chi accetta le trasfusioni che chi le rifiuta RISCHIA!!
Chi le accetta rischia perchè non costituiscono una terapia priva di pericoli. Chi le rifiuta rischia perchè le cure alternative possono essere efficaci ma meno rapide nell’agire.

Ognuno ha il diritto di decidere quale rischio correre fra i due.

Chi rischia la vita per dei PRINCIPI, vedi i soldati a Nassiria, viene considerato con rispetto!

Alessandro

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19 aprile 2011 19:47

LE STESSE PERSONE CHE FANNO “GUERRA” AI TESTIMONI DI GEOVA PER IL RIFIUTO ALLE TRASFUSIONI DI SANGUE, SONO PERSONE CHE NON SI FANNO ALCUN SCRUPOLO NEL PRATICARE O ACCETTARE L’ABORTO!ARROGANDOSI IL diritto DI TOGLIERE LA VITA, E NON SI FANNO SCRUPOLI NEL SOTTOPORRE IL LORO CORPO, LA LORO VITA A UNA MORTE AL RALLENTATORE DANDOSI AI VIZI, AL FUMARE SIGARETTE ETC, ETC.
MA SI RENDONO CONTO CHE SONO IPOCRITI MORALISTI????????
MARY

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Paolo 20 aprile 2011 01:45

bellissima risposta :) un abbraccio

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Epico per Ale 20 aprile 2011 10:11

Trasfusioni pericolose? Sì certo, come qualsiasi altra pratica medica. Come sempre quel che conta è valutare il rischio in rapporto ai benefici. E’ inutile fare trasfusioni per una blanda anemia, ma in altri casi è indispensabile. Se è possibile operare con minime perdite di sangue non serve trasfondere per cautela, ma di fronte a un grave trauma con emorragia è inutile porsi la domanda. O si trasfonde o il paziente muore.

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 10:34

“Quindi anche se un Testimone di Geova è deceduto NON è DETTO che la Terapia trasfusionale lo avrebbe sicuramente salvato…”
Con la trasfusione avrebbe avuto la possibilità(le stime affermano di infezione 1/50 milionidi casi e sono stato basso).Avendola rifiutata quale possibilità?

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ALE+x+Epico+e+altri....visto+che+eravamo+partiti+da+qui!! 26 aprile 2011 22:52

26 APRILE 2011
Il decesso di una testimone di Geova, l’Asl: “Morte non è attribuibile a fattori emorragici”
Bordighera (IM) – Questo quanto sostiene la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, una volta acquisite le relazione dei sanitari che l’hanno avuta in cura
In riferimento alla pubblicazione dei recenti articoli sul decesso di una paziente testimone di Geova (Annunziata Iannicelli di 68 anni – ndr), a causa di una mancata trasfusione, la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, acquisite le relazione dei sanitari che l’hanno avuta in cura, precisa che “La signora è stata ricoverata presso il reparto di terapia sub-intensiva dell’Ospedale di Bordighera il 10 aprile ed è deceduta il 14 aprile per patologie relative all’apparato cardio-respiratorio e non per problematiche di tipo emorragico, che potevano richiedere come intervento sanitario la somministrazione di emotrasfusioni”.
di Mario Guglielmi
Fonte: http://www.riviera24.it

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 10:41

“Anzi molte persone muoiono come conseguenza delle trasfusioni!..”le stime parlano di 1/50.000.000- 1/100.000.000 di casi di infezione.Milioni di persone al mondo vengono salvate da trasfusioni di sangue per non contare poi le tantissime circostanze in cui l’impiego di sangue ed emoderivati rimane assolutamente indispensabile. Si pensi alle patologie tumorali, del sangue, agli interventi chirurgici maggiori, ai politraumatizzati, alla chirurgia dei trapianti di organo, che richiede l’impiego di enormi quantità di prodotti ematici.

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 10:47

Milioni di persone vengono salvate grazie alle trasfusioni di sangue,per non contare le tantissime circostanze in cui l’impiego di sangue ed emoderivati rimane assolutamente indispensabile. Si pensi alle patologie tumorali, del sangue, agli interventi chirurgici maggiori, ai politraumatizzati, alla chirurgia dei trapianti di organo, che richiede l’impiego di enormi quantità di prodotti ematici.

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 10:56

LE STESSE PERSONE CHE FANNO “GUERRA” AI TESTIMONI DI GEOVA PER IL RIFIUTO ALLE TRASFUSIONI DI SANGUE…Nessuno fa guerra ai testimoni di Geova.Si sta discutendo su affermazioni ingannevoli riguardo alle trasfusioni di sangue.

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Epico per anonimo 20 aprile 2011 11:03

LE STESSE PERSONE CHE FANNO “GUERRA” AI TESTIMONI DI GEOVA PER IL RIFIUTO ALLE TRASFUSIONI DI SANGUE…”Nessuno sta facendo guerra ai testimoni di Geova.Si sta discutendo sulle false affermazioni riguardo alle trasfusioni.

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Ale x epico 20 aprile 2011 11:39

Innanzi tutto ringrazio Epico per avere espresso il Suo parere con garbo.
Aggiungo anche io qualcosa.
Nel corso di una conferenza tenuta di recente, medici esperti provenienti dal Canada, dall’Europa, da Israele e dagli Stati Uniti hanno discusso su informazioni preparate per aiutare i medici a curare i pazienti senza fare uso di sangue. A questo convegno, tenuto in Svizzera, è stato detto che, contrariamente a ciò che pensano molti, il tasso di mortalità nei pazienti a cui viene somministrato sangue è in realtà più elevato di quello dei pazienti non trasfusi. In genere i pazienti Testimoni sono in grado di lasciare l’ospedale prima di quelli a cui è stato somministrato il sangue, cosa che a sua volta di solito riduce i costi del trattamento.

“I medici riconsiderano le trasfusioni di sangue”
“Un programma nato per aiutare i Testimoni di Geova presenta vantaggi per tutti”
Sotto questo titolo, lo scrittore di articoli medici Kris Newcomer ha scritto nel Rocky Mountains News: “Più di 100 medici di Denver si sono uniti per venire incontro alla chiesa dei Testimoni di Geova, che considera il sangue una sostanza sacra da non donare o trasfondere nel corso di interventi chirurgici o di altre pratiche mediche”. Il dott. Greg Van Stiegmann, che partecipa al Programma di medicina e chirurgia senza sangue presso la clinica universitaria di Denver (Colorado, USA), ha detto: “In sostanza abbiamo organizzato i membri della facoltà che erano disposti a cambiare il proprio modo di fare”.
Van Stiegmann ha detto che anche se il programma si rivolge ai testimoni di Geova, essi non sono i soli a rifiutare il sangue.
Ci sono sempre più persone che starebbero meglio se non ricevessero sangue. “Facciamo tutto il possibile per non trasfondere nessuno. . . . Stanno emergendo dati molto positivi da studi multipli indicanti che la prognosi lontana per i malati di tumore al loro primo intervento migliora molto se non li si trasfonde né prima né dopo l’intervento”, ha detto Van Stiegmann.
L’articolo proseguiva dicendo: “Questo cambiamento di tendenza nella medicina moderna è una buona notizia per i testimoni di Geova del Colorado, che si calcola siano oltre 10.000. Il libro di Genesi, nell’Antico Testamento, contiene il brano: ‘non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue’, che per i Testimoni significa che non bisogna assumere sangue in nessun modo, trasfusioni comprese”.
“L’abuso di tecnologie mediche è un fattore determinante nella lievitazione dell’attuale spesa sanitaria. . . . Le trasfusioni di sangue si distinguono per il loro alto costo e per l’elevato rischio. Per questo l’American Joint Commission on Accreditation of Hospitals giudica l’impiego delle trasfusioni di sangue ‘massivo, ad alto rischio e facilmente soggetto a errori’”. — “Transfusion”, luglio-agosto 1989.
In Italia, come in altri paesi, è scoppiato, più di una volta, uno scandalo relativo al sangue. A quanto si afferma, migliaia di litri di sangue sarebbero stati distribuiti ai centri trasfusionali senza i necessari controlli e le debite precauzioni, mettendo così a repentaglio la salute di migliaia di cittadini, che rischiano di contrarre malattie come AIDS o epatite o altre. Commentando la scandalosa situazione che ha messo i profitti al di sopra della salute delle persone, Luigi Pintor, direttore del quotidiano Il manifesto (8 giugno 1995), ha iniziato il suo articolo con queste parole: “Beati i testimoni di Geova che . . . rifiutano per motivi religiosi le trasfusioni di sangue. Saranno i soli che, leggendo… i giornali, possono infischiarsene di quel che avviene . . . nelle industrie e nelle cliniche che il sangue, il plasma e i relativi derivati commerciano e somministrano al prossimo”.
“È la sostanza più pericolosa che usiamo in medicina”, dice del sangue il dott. Charles Huggins. E lui certamente lo sa; è il direttore del centro trasfusionale di un ospedale del Massachusetts (USA). Molti pensano che per fare un’emotrasfusione basti trovare qualcuno con un tipo di sangue compatibile. Ma oltre al sistema ABO e al fattore Rh per cui il sangue è sottoposto di routine alle prove crociate di compatibilità, possono esserci circa 400 altre differenze per cui le prove non vengono fatte. Infatti, il cardiochirurgo Denton Cooley osserva: “Una trasfusione di sangue è un trapianto d’organo. . . . Penso che esistano certe incompatibilità in quasi tutte le emotrasfusioni”.
L’OPINIONE DI ALTRI MEDICI:
‘La chirurgia senza sangue non è solo per i testimoni di Geova ma per tutti i pazienti. Sono convinto che tutti i medici dovrebbero praticarla’. — Joachim Boldt, docente di anestesiologia, Ludwigshafen am Rhein, Germania.
“Anche se oggi le trasfusioni di sangue sono più sicure che in passato, comportano ugualmente dei rischi, tra cui quello di avere reazioni immunitarie e di contrarre l’epatite o malattie trasmesse per via sessuale”. — Terrence J. Sacchi, docente di medicina.
“La maggioranza dei medici non ci pensa due volte prima di trasfondere, e lo fa con grande facilità e in maniera indiscriminata. Io no”. — Alex Zapolanski, primario di cardiochirurgia al San Francisco Heart Institute.
“Non riesco ad immaginare nessun intervento convenzionale all’addome che in un paziente normale richieda come prassi l’emotrasfusione”. — Johannes Scheele, docente di chirurgia, Jena, Germania.
“Non tutti i pazienti rifiutano le trasfusioni omologhe come fanno i testimoni di Geova”, afferma il Journal of Vascular Surgery. “Nondimeno, i rischi di contagio e di immunomodulazione dimostrano chiaramente che dobbiamo trovare alternative per tutti i pazienti”.
Una rivista menzionava anche il fatto che alcuni medici non sono disposti a rispettare la volontà dei pazienti che rifiutano il sangue. I testimoni di Geova, ad esempio, non accettano le emotrasfusioni a motivo del comando biblico di ‘astenersi dal sangue’. (Atti 15:28, 29) A questo proposito, però, venivano citate le seguenti parole del giurista francese Michel de Guillenchmidt:
‘Dovremmo essere grati ai testimoni di Geova perché, sollevando il problema, non solo hanno richiamato l’attenzione sui propri diritti, ma hanno anche aiutato l’intera comunità medica a comprendere i pericoli delle trasfusioni di sangue. Questo, a sua volta, incoraggia gli scienziati a perfezionare le metodiche di chirurgia senza sangue’.
Uno degli articoli di Meditsinskaya Gazeta cominciava dicendo: “È stato detto che la trasfusione di sangue è un po’ come il matrimonio: Nessuno sa come andrà a finire”. Poi, dopo aver osservato che ‘il sangue umano è come le impronte digitali: non esistono due impronte identiche’, la rivista chiedeva: “È possibile oggi garantire con sicurezza che il paziente non contrarrà infezioni in seguito alla trasfusione?” La risposta era: ‘Anche in paesi che hanno conseguito risultati eccezionali in campo medico non esiste un sistema di controllo efficace per i derivati del sangue’.
Il prof. Luc Montagnier, lo scopritore del virus dell’AIDS, afferma: “L’evoluzione delle nostre conoscenze in questo campo indica che un giorno le trasfusioni di sangue dovranno sparire”. Nel frattempo le alternative al sangue stanno già salvando delle vite.
CONCLUDENDO,
pur sottolineando che i motivi che spingono i Testimoni di Geova a rifiutare le emotrasfusioni sono PRETTAMENTE di natura morale e cioè riflettono una PIENA aderenza alla volontà di Dio espressa e chiaramente spiegata nella Sua parola scritta: LA BIBBIA. E quindi sono un segno di totale COERENZA con quanto credono e predicano.
Le informazioni aggiunte sono solo per dimostrae che oggi molti medici preferiscono optare per terapie alternative che sono sicure efficaci e accessibili a tutti.
CORDIALI SALUTI
Alessandro

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 20:14

Scusa Ale per quanto riguarda le citazioni che hai riportato,vista la materia alquanto delicata,esprimo il mio disappunto e ti faccio sapere che non le considero vere fino a quando non le documenti.

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21 aprile 2011 14:46

Sei liberissimo di considerarle come vuoi! In fondo anche LA BIBBIA dice e incoraggia più volte a VERIFICARE!
1Tessalonicesi 5:21 “esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.”
1Giovanni 4:1 “Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo.”
(versione CEI)ecc. ecc………
LETTERATURA SCIENTIFICA A FAVORE DELLA MEDICINA SENZA SANGUE CE N’è A VOLONTà! Medici a favore di trattamenti che evitino le trasfusioni ci sono in ogni Ospedale. Magari CAMBIANO I MOTIVI nel senso che I MEDICI lo fanno per RAGIONI economiche e di evitare i rischi delle trasfusioni MENTRE come già detto i Testimoni di Geova evitano le trasfusioni per MOTIVI PRETTAMENTE di natura morale e cioè riflettono una PIENA aderenza alla volontà di Dio espressa e chiaramente spiegata nella Sua parola scritta: LA BIBBIA. E quindi sono un segno di totale COERENZA con quanto credono e predicano.
PICCOLA BIBLIOGRAFIA DI LETTERATURA SCIENTIFICA
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in patients with obscure gastrointestinal bleeding. Am J Gastroenterol 2005;100(5):1058–64.
[PMID: 15842579]………………………………………………………..Per ragioni di copyright POSSO SOLO SEGNALARE ALCUNI ARTICOLI.
Inoltre dato che i dubbi li hai te sta a te accertare e verificare se ne hai voglia!
TUTTO DIPENDE DAI TUOI MOTIVI!
COMUNQUE I TESTIMONI DI GEOVA PREDICANO LA BUONA NOTIZIA DEL REGNO E NON FANNO CAMPAGNE CONTRO LE TRASFUSIONI Nè MOSTRANO ALCUNA INGERENZA PER FARE EMANARE LEGGI CONTRO LE TRASFUSIONI: è una loro scelta che alcuni condividono altri no e poi ognuno decide di conseguenza!
Cordiali saluti

ale

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21 aprile 2011 15:31

BRAVO EPICO VAI A DOCUMENTARTI E POI…..PARLA.
MARY

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Epico+per+Ale 20 aprile 2011 20:34

Per quanto riguarda invece la natura morale che induce i testimoni di Geova al rifiuto delle trasfusioni ho degli appunti da fare:
1) – in campo medico il sangue non è considerato alimento. La trasfusione non è usata mai come alternativa alla nutrizione.
Perciò qualificare la trasfusione un “mangiare-nutrirsi” è un arbitrio da parte della dirigenza geovista. Geova non gli ha dato il potere di far passare per realtà nutrizionale ciò che scientificamente non è considerata tale;

2) – istologicamente il sangue è considerato un tessuto.

Perciò fare una trasfusione equivale ad eseguire un trapianto. Cosa che il CD ritiene lecita dal 1/9/1980;
Ora se, agli occhi di Dio la trasfusione è vietata, come spiegare il silenzio di Geova nel non aver insegnato per tanti anni al suo popolo questa dottrina essenziale, tollerando dai suoi devoti una pratica per Lui ripugnante?Questa divieto è in vigore dal 1961. In quell’anno, infatti, La Torre di Guardia del 15 luglio, alle pp. 446-448, rispondendo alla domanda se accettare una trasfusione comportasse la disassociazione, affermò: «Le ispirate Sacre Scritture rispondono di sì.

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ALE risponde a Epico 21 aprile 2011 16:20

Il punto di vista di Dio a questo riguardo fu ben descritto dall’erudito biblico Joseph Benson: “Bisogna osservare che questa proibizione di mangiar sangue, data a Noè e a tutti i suoi posteri, e ripetuta agli israeliti nella maniera più solenne, sotto la legge di Mosè, non è mai stata revocata, ma, al contrario, è stata confermata sotto il Nuovo Testamento, Atti xv; e resa in tal modo un obbligo perpetuo”.
Nel corso dei secoli molti hanno cercato di attenersi fedelmente a questa legge divina. Per esempio, nel 177 E.V., quando i nemici religiosi accusarono falsamente i cristiani di mangiare i bambini, una donna di nome Biblide protestò: “Come potrebbero [i cristiani] divorare i bambini, mentre è loro proibito persino di cibarsi del sangue di bruti animali?” Tertulliano (ca. 160-230 E.V.) confermò che i cristiani del suo giorno si rifiutavano di mangiare sangue.
E Minucio Felice, un avvocato romano vissuto fin verso il 250 E.V., affermò: “Siamo tanto lontani dal cibarci di sangue umano che fra i nostri cibi non annoveriamo neppure il sangue delle bestie da macello”.
Alcuni anni più tardi, durante il Sinodo Trullano tenuto a Costantinopoli nel 692 E.V., fu enunciata la seguente regola: “La Sacra Scrittura vieta di mangiare sangue animale. L’ecclesiastico che consuma sangue dev’essere punito con la deposizione, il laico con la scomunica”.
Poi, circa 200 anni più tardi, Reginone, abate di Prüm (che si trova nell’attuale Germania), indicò che la proibizione biblica di mangiare sangue era ancora rispettata ai suoi giorni. Egli scrisse: “La lettera degli apostoli inviata da Gerusalemme dice che queste cose si devono osservare. (Atti 15) Inoltre [i cristiani devono astenersi dal mangiare] qualcosa che è stato ucciso da un animale, poiché anche questo è strangolato; e dal sangue, cioè non dev’essere mangiato col sangue. . . .
“Nello stesso tempo bisogna considerare anche questo: che una cosa strangolata, e il sangue, sono considerati alla stessa stregua dell’idolatria e della fornicazione. Perciò sia proclamato a tutti quale grave peccato è mangiare sangue, dato che è classificato insieme agli idoli e alla fornicazione. Se alcuno viola questi comandi del Signore e degli apostoli, sia sospeso dalla comunione della chiesa finché non si sia debitamente pentito”.
Nel XII secolo il sangue era ancora estesamente considerato sacro. Per esempio, l’ecclesiastico Joseph Priestley (1733-1804) scrisse: “Nel 1125 d.C., Ottone, vescovo di Bamberga, fu di valido aiuto per la conversione dei pomerani . . . Vale la pena di notare che, fra le istruzioni date a queste persone in merito alla loro nuova religione, c’era la proibizione di mangiare sangue o animali strangolati; da cui risulta che a quell’epoca, in Europa come in tutte le altre parti del mondo cristiano, questo alimento era considerato illecito”.
Étienne de Courcelles (1586-1659), teologo del XVII secolo, era ugualmente convinto che i cristiani non dovevano mangiare sangue. Egli spiega Atti 15:28, 29 con queste parole:
“Qui gli apostoli non intendevano trasmettere comandi circa l’evitare cose da cui sarebbe stato naturale rifuggire, e che erano proibite dalle leggi dei gentili, ma solo circa cose che a quel tempo erano piuttosto comuni, e facendo le quali i gentili convertiti di recente non avrebbero pensato di peccare, a meno che non fossero stati ammoniti. Infatti, anche se ovviamente sapevano di dovere evitare ogni forma di adorazione idolatrica, non capivano subito che le cose sacrificate agli idoli erano da evitare; analogamente, benché considerassero un delitto spargere sangue umano, non consideravano alla stessa stregua il mangiare [sangue] animale. Gli apostoli, con il loro decreto, desideravano porre rimedio all’ignoranza di tali persone; pur liberandole con esso dal giogo della circoncisione e di altri precetti legali, ciò nondimeno informavano che si dovevano conservare quelle cose già osservate dall’antichità da quegli stranieri che rimanevano fra gli israeliti, [cose] come quelle trasmesse a Noè e ai suoi figli.
Nel XVIII secolo, il famoso scienziato ed erudito biblico Isaac Newton espresse il suo interesse per la santità del sangue. Egli dichiarò: “Questa Legge [dell’astenersi dal sangue] era più antica de’ giorni di Moisè, essendo ella data a Noè, e a’ suoi Figli molto prima de’ giorni di Abraham: E perciò quando gli Apostoli, e i Seniori nel Concilio in Gerusalemme dichiararono che i Gentili non fossero obbligati a farsi circoncidere, e ad osservar le Mosaiche Leggi, n’eccettuarono quella d’astenersi dal sangue, e [dalle] strangolate bestie per cibo; come Legge di Dio antica [imposta] non solamente a’ figli d’Abraham, ma pur anche a tutte Nazioni”.
La proibizione di mangiare sangue è riconosciuta ancora oggi in alcune sfere. Per esempio, l’Encyclopedia of Bible Difficulties, pubblicata nel 1982, dichiara: “Sembra si possa concludere molto chiaramente che dobbiamo ancora rispettare la santità del sangue, visto che Dio lo ha costituito simbolo del sangue espiatorio di Gesù Cristo. Perciò nessun credente che desideri ubbidire alla Scrittura deve consumarlo”.
Quindi molti hanno sostenuto — e alcuni lo sostengono ancora — che la proibizione di mangiare sangue dev’essere osservata dai credenti. I testimoni di Geova sono d’accordo. Certo il fatto che oggi la maggioranza dei “cristiani” non segue questa legge scritturale non rende i Testimoni irragionevoli. È invece un’altra indicazione di quanto la cristianità si è allontanata dal vero cristianesimo.
Che dire però delle trasfusioni di sangue? A quanto sembra, neppure gli ebrei ortodossi, che evitano scrupolosamente di mangiare sangue, trovano da ridire su questa pratica. Per esempio, l’opera Jewish Medical Ethics dice: “Invariabilmente è stato permesso donare sangue, anche se solo per conservarlo temporaneamente nelle banche del sangue o come pagamento”.
11 Numerosi scritti del secondo e terzo secolo confermano che i cristiani di quel periodo comprendevano che la proibizione non era una cosa del passato; si applicava a loro. Infatti, The Works of the Rev. Joseph Bingham fa questa precisazione:
“Era usanza della Chiesa Cattolica, fin quasi al tempo di Sant’Agostino, astenersi dal mangiare sangue, in conformità alla norma stabilita dagli Apostoli per i convertiti gentili: perciò secondo le più antiche leggi della Chiesa tutti gli Ecclesiastici erano obbligati ad astenersene sotto pena di degradazione [rimozione dall’ufficio]”.
Perché, allora, le chiese della cristianità non seguono oggi questa “norma”? I commenti di Martin Lutero suggeriscono la risposta. Benché personalmente incline a non riconoscere alcun concilio, Lutero disse di Atti 15:
“Se vogliamo avere una chiesa che si conformi a questo concilio (com’è giusto, giacché è il primo concilio e il più importante e fu tenuto dagli stessi apostoli), dobbiamo insegnare e insistere che da ora in poi nessun principe, signore, cittadino o contadino mangi oca, coniglio, cervo o maiale cotto nel sangue, . . . [e] devono specialmente astenersi dalle salsicce di sangue, . . . Or dunque, cominci chi vuole o chi può a mettere la cristianità in armonia con questo concilio; allora io sarò lieto di seguirlo”.

Sono dunque soltanto i testimoni di Geova a pensare che il comando di astenersi dal sangue si applichi alle trasfusioni di sangue?
Uso del sangue in medicina
Anzitutto, i primi cristiani come avrebbero considerato in generale l’uso del sangue in medicina? Centinaia di anni prima degli apostoli, un medico scrisse al re Esar-Addon in merito alla cura che stava somministrando al figlio del re. Il medico riferì: “Shamashshumukin sta molto meglio; il re, mio signore, può essere felice. A partire dal 22 (gli) darò sangue da bere, (ne) berrà per 3 giorni. Per altri 3 giorni (gli) darò (sangue) per uso interno”. Qualsiasi fedele ebreo di quel tempo, o qualsiasi vero cristiano in seguito, avrebbe approvato una simile cura?
Un medico del II secolo, Areteo di Cappadocia, descrive come veniva usato ai suoi giorni il sangue per curare l’epilessia: “Ho visto alcuni tenere un calice sotto la ferita di un uomo appena ucciso e bere un sorso di sangue!” Anche Plinio, naturalista del I secolo, riferisce che veniva usato sangue umano nella cura dell’epilessia. E si continuò a usare il sangue per scopi medici per un bel po’ durante l’Era Volgare. Lo storico Reay Tannahill cita un esempio: “Nel 1483, per esempio, Luigi XI di Francia era moribondo. ‘Peggiorava di giorno in giorno, e le medicine non gli giovavano affatto, benché fossero di una strana natura; infatti egli sperava ardentemente di rimettersi col sangue umano che veniva tolto a certi bambini e che egli trangugiava’”.
Sì, l’uso del sangue intero in medicina ha una lunga storia. Non c’è dubbio che molti credevano nelle sue facoltà terapeutiche, anche se Areteo aveva i suoi dubbi. Le Scritture, comunque, non ammettono eccezioni al comando di ‘astenersi dal sangue’. Si può obiettare però che queste “cure” richiedevano di prendere il sangue per bocca, cioè di berlo. Che dire dell’uso medico del sangue mediante trasfusione?
La trasfusione e il decreto apostolico
Si ritiene che la prima trasfusione di sangue di cui si ha notizia abbia avuto luogo nel 1492 e sia stata somministrata a papa Innocenzo VIII. Ecco il racconto di un contemporaneo: “Nella città [Roma], intanto, tribolazioni e decessi non sono mai cessati; in primo luogo, infatti, in poco tempo sono morti tre bambini di dieci anni, dalle cui vene un certo medico ebreo (che aveva promesso la guarigione del papa) ha tolto del sangue. L’ebreo, infatti, aveva detto loro che intendeva guarire il pontefice, se solo avesse avuto una certa quantità di sangue umano e giovane; per cui ha ordinato che venisse tolto ai tre bambini, ai quali dopo la flebotomia ha dato un ducato ciascuno; poco dopo essi sono morti. L’ebreo è fuggito, e il papa non è guarito”.
Nella seconda metà del XVII secolo furono fatti altri esperimenti con le trasfusioni di sangue. Il medico italiano Bartolomeo Santinello dubitava della loro utilità in medicina. Comunque si opponeva ad esse anche per un’altra ragione. Ecco ciò che scrisse:
“Ci sia consentito di superare un po’ i confini della medicina e, per soddisfare più che a sufficienza il lettore curioso, dopo aver già provato l’incoerenza della trasfusione per ragioni mediche, ci sia concesso di confermare ulteriormente quell’incoerenza con la testimonianza delle sacre pagine così che infatti divenga chiara la ripugnanza della trasfusione non solo per i medici, ma anche per qualunque erudito. . . . Tuttavia lo scopo di quel vietato uso del sangue era che gli uomini non se ne nutrissero, perciò sembra interessare meno alla nostra causa; nondimeno lo scopo di quel comando contrasta così con l’odierna trasfusione, così che colui che ne fa uso [della trasfusione di sangue], sembra opporsi a Dio che tende alla mitezza”.
Sì, per Santinello le trasfusioni di sangue andavano contro la legge di Dio. L’erudito danese Thomas Bartholin era dello stesso parere. Nel 1673 scrisse: “In anni recenti l’intervento della trasfusione ha superato i limiti, dato che ha introdotto nel cuore del malato, attraverso un’apertura in una vena, non solo liquidi fortificanti, ma sangue caldo di animali o [sangue] da un uomo a un altro . . . In effetti il dott. Elsholtz (nel cap. 7 del New Clyster) adduce come pretesto che il decreto apostolico deve effettivamente essere compreso in relazione al prendere sangue per bocca, non in relazione all’infusione in vena, ma entrambi i modi di prendere [sangue] servono al medesimo scopo, quello di alimentare o risanare con questo sangue un corpo malato”.
È dunque chiaro che non è soltanto oggi che si discute se il sangue si debba usare come alimento o per le trasfusioni. È una controversia antica. Le prime trasfusioni di sangue non riuscirono sul piano medico, ma quello che preoccupava particolarmente certi eruditi era il fatto che andavano contro la legge di Dio.
Le trasfusioni di sangue del nostro tempo hanno avuto più successo se si considera il numero dei pazienti che sono sopravvissuti alla cura. Ciò nondimeno, come i sinceri studiosi della Bibbia che li hanno preceduti, gli odierni testimoni di Geova non possono essere d’accordo con il largo impiego di una sostanza in modi che Dio proibisce. Anche se la loro presa di posizione può essere fraintesa, da parte loro i Testimoni sono decisi a ubbidire al decreto apostolico: ‘Astenetevi dal sangue’. — Atti 15:29; 5:29
Il divieto biblico vale anche per il sangue umano?
Sì, e così lo intesero i primi cristiani. Atti 15:29 comanda di ‘astenersi dal sangue’. Non dice di astenersi solo dal sangue animale. (Confronta Levitico 17:10, dove si vieta di mangiare “qualsiasi sorta di sangue”). Tertulliano (che scrisse in difesa delle convinzioni dei primi cristiani) disse: “Comprenderemo che il divieto del ‘sangue’ è (un divieto) che vale assai più per il sangue umano”. — The Ante-Nicene Fathers, Vol. IV, p. 86.
Si può davvero equiparare una trasfusione al mangiare sangue?
In ospedale, quando un paziente non può essere alimentato per via orale, viene alimentato per via endovenosa. Ebbene, se uno che non ha mai preso sangue per via orale lo accettasse sotto forma di trasfusione, ubbidirebbe al comando di ‘astenersi dal sangue’? (Atti 15:29) Prendiamo il caso di una persona a cui il medico abbia detto di astenersi dall’alcool. Rispetterebbe il divieto se smettesse di bere alcool ma se lo facesse trasfondere direttamente nelle vene?
CHE DIRE DEI CAMBIAMENTI NEL CORSO DEL TEMPO?
Proverbi 4:18 “La strada dei giusti è come la luce dell’alba,
che aumenta lo splendore fino al meriggio.” (VERSIONE CEI)
Detto questo Caro Sig. Epico sei libero di pensarla come ti pare e se le tue DOMANDE sono per provocare allora stiamo perdendo tempo tutt’e due se invece VUOI delle risposte e sei disposto ad accettare la VERITà puoi parlare con itestimoni di Geova che sono a tua disposizione nella zona dove abiti.
SENZA OFFESA ti menziono un detto che dice: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai idea! ”
In un suo libro il prof. Vincent R. Ruggiero si dice sorpreso che a volte anche le persone intelligenti sostengano che la verità è relativa. Egli fa questo ragionamento: “Se ognuno determina la propria verità, l’idea di uno non può essere migliore dell’idea di un altro. Sono tutte sullo stesso piano. E se tutte le idee sono uguali, a che serve fare ricerche in un dato campo? Perché scavare per trovare risposte nel campo dell’archeologia? Perché ricercare le cause della tensione in Medio Oriente? Perché cercare la cura del cancro? Perché esplorare la galassia? Queste attività hanno senso solo se alcune risposte sono migliori di altre, se la verità è qualcosa di separato e distinto dalle opinioni individuali”. — The Art of Thinking.
CORDIALI SALUTI
ALE

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21 aprile 2011 15:25

GRAZIE PAOLO. MARY.
PER ALE: ECCELLENTI RISPOSTE MA EPICO NON CI ARRIVA………NON PERDERE DEL TEMPO, CHE SI TENGA LA SUA OPINIONE!
MARY.

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Epico+per Mary 21 aprile 2011 15:58

Vedi Mary,per fortuna non tutti i tdg sono come te,ed è a loro che io mi rivolgo.L’esempio Cristiano che dai non è certo da imitare.Comunque scusami se non ci arrivo e ti chiedo umilmente di aiutarmi.La questione è stabilire se un’emotrasfusione equivalga a “mangiare sangue”. Ormai anche la letteratura del Movimento geovista ammette che la trasfusione di sangue equivale a un trapianto (cfr. la rivista “Svegliatevi!” del 22 ottobre 1990, p. 9; l’opuscolo geovista “Salvare la vita col sangue: in che modo?”, Roma 1990, p. 8). E’ evidente che una trasfusione non corrisponde a un pasto, piuttosto il trattamento trasfusionale corrisponde a un trapianto di tessuto o di organo. Quale potere nutritivo avrebbe un’alimentazione a base di sangue? Il sangue trasfuso, così come un rene o un fegato trapiantato, non viene usato dal corpo come semplice alimento. Eppure il Movimento geovista si sforza di convincere gli affiliati che un’emotrasfusione equivalga ad alimentazione per via venosa. Infatti, in un noto manuale di propaganda geovista (“La verità che conduce alla vita eterna”, Roma 1990, p. 167) è scritto: «Alcune persone possono ragionare che ricevere una trasfusione di sangue in effetti non significhi “mangiare”. Ma non è forse vero che quando il paziente non può mangiare per bocca, i medici spesso lo alimentano con lo stesso metodo secondo cui si somministra la trasfusione di sangue? … Se un medico vi dicesse di astenervi dall’alcool, significherebbe ciò semplicemente che non dovreste prenderlo per bocca ma che lo potreste trasfondere direttamente nelle vostre vene? Naturalmente no! E così, “astenersi dal sangue” significa non immetterlo affatto nel nostro corpo».

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Epico+per+Mary 21 aprile 2011 16:01

È del tutto fuorviante fare un paragone tra alcol e sangue: si tratta di fluidi decisamente diversi tra loro. L’alcol si trova in una forma che è direttamente assorbibile dall’organismo come alimento, invece il sangue – una volta trasfuso – non viene digerito o utilizzato come cibo; il sangue resta lo stesso tessuto fluido con le sue funzioni e strutture. Inoltre, per usare la stessa metafora citata dalla fonte geovista, la prescrizione del medico di “astenersi dall’alcool” imporrebbe al paziente di non far uso di uno sciroppo antitosse, di un colluttorio, di un dopobarba o di una soluzione antisettica perché contenenti alcol? E ancora, se a un paziente viene prescritto di non “mangiare carne”, verrebbe violata tale prescrizione, allorché lo si sottoponesse a un trapianto d’organo (fegato, cuore, rene …)?

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Epico+per+Mary 21 aprile 2011 16:03

Per adoperare il sangue come alimento, esso dovrebbe essere mangiato: dovrebbe passare per l’apparato digerente (bocca, stomaco, intestino ecc.), essere metabolizzato, cessando quindi di svolgere quelle funzioni vitali per le quali, invece, viene trasfuso; d’altronde, avete mai visto un medico prescrivere il sangue come alimento per ristabilire un paziente malnutrito?

La speciosità dell’argomentazione geovista si evidenzia meglio ricorrendo a un’illustrazione. Considerate due soggetti, incapaci di alimentarsi da soli e per questo ricoverati in ospedale; uno di loro viene solo trasfuso, l’altro viene alimentato per via intravenosa. Quale dei due riceve nutrimento? E’ chiaro che non si prescrive una trasfusione per far fronte a un caso di malnutrizione, mentre l’emoterapia è necessaria per sostituire qualcosa che il corpo del paziente ha perso, ad esempio le emazie necessarie per la funzione di trasporto di ossigeno ai tessuti. Pertanto, dal punto di vista medico, non ha senso tentare di stabilire un’equivalenza tra l’emoterapia e il sostentamento con il sangue, o un’alimentazione a base di sangue.

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23 aprile 2011 18:09

EPICO CARO…..CHI HA DETTO CHE SONO tdg?
EPICO CARISSIMO
PRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!………………………….

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Epico+per+Ale 21 aprile 2011 16:34

“..Bisogna osservare che questa proibizione di mangiar sangue, data a Noè e a tutti i suoi posteri, e ripetuta agli israeliti nella maniera più solenne, sotto la legge di Mosè, non è mai stata revocata, ma, al contrario, è stata confermata sotto il Nuovo Testamento, Atti xv; e resa in tal modo un obbligo perpetuo..”.
A proposito di questa affermazione mi viene una domanda:come spieghi il silenzio di Geova nel non aver insegnato per tanti anni al suo popolo questa dottrina essenziale, tollerando dai suoi devoti una pratica per Lui ripugnante?Come mai i primi due presidenti della Watch tower erano favorevoli alle trasfusioni?anzi perchè Russell le pubblicizzava addirittura?

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ALE+risponde+a+Epico 21 aprile 2011 17:23

TI TORNO A RIPETERE:

Proverbi 4:18 “La strada dei giusti è come la luce dell’alba,
che aumenta lo splendore fino al meriggio.” (VERSIONE CEI)
che dice: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai idea! ”
I testimoni di Geova ammettono francamente che nel corso degli anni il loro intendimento del proposito di Dio ha subìto molti aggiustamenti. La conoscenza del proposito di Dio è progressiva, quindi devono esserci dei cambiamenti. Il proposito di Dio non cambia, ma la luce che egli dà di continuo ai suoi servitori richiede che essi modifichino il loro punto di vista.
Bibbia alla mano, i Testimoni fanno notare che la stessa cosa avvenne anche ai fedeli servitori di Dio del passato. Abraamo aveva un’intima relazione con Geova; ma quando partì da Ur quell’uomo di fede non sapeva in quale paese Dio lo stesse conducendo, e per molti anni non fu affatto sicuro di come Dio avrebbe adempiuto la promessa di fare di lui una grande nazione. (Gen. 12:1-3; 15:3; 17:15-21; Ebr. 11:8) Dio rivelò molte verità ai profeti, ma c’erano altre cose che essi allora non comprendevano. (Dan. 12:8, 9; 1 Piet. 1:10-12) Anche Gesù rivelò molte cose agli apostoli, ma sino alla fine della sua vita terrena disse loro che avrebbero dovuto imparare tante altre cose. (Giov. 16:12) Alcune di queste, come il proposito di Dio di introdurre i gentili nella congregazione, non furono comprese finché gli apostoli non videro ciò che stava effettivamente accadendo in adempimento della profezia. — Atti 11:1-18.
Come ci si poteva aspettare, quando i cambiamenti hanno richiesto che si accantonassero idee radicate, per alcuni è stata una prova. Inoltre non tutti gli aggiustamenti dottrinali sono avvenuti semplicemente, in una volta sola. A motivo dell’imperfezione, a volte c’è la tendenza ad andare a un estremo o all’altro prima di riconoscere la posizione corretta. Ciò può richiedere tempo. Perciò alcuni che sono inclini a essere critici hanno inciampato in questo. Facciamo un esempio:
Già nel 1880 le pubblicazioni della Watch Tower avevano trattato vari particolari relativi al patto abraamico, al patto della Legge e al nuovo patto. La cristianità aveva dimenticato la promessa di Dio che per mezzo del seme di Abraamo tutte le famiglie della terra si sarebbero certamente benedette. (Gen. 22:18) Ma il fratello Russell desiderava moltissimo capire come Dio l’avrebbe adempiuta. Pensava di aver visto nella descrizione che la Bibbia fa del giorno di espiazione ebraico indicazioni del modo in cui questo avrebbe potuto adempiersi in relazione al nuovo patto. Nel 1907, quando si parlò di nuovo degli stessi patti, dando particolare rilievo al ruolo dei coeredi di Cristo nel recare all’umanità le benedizioni predette nel patto abraamico, alcuni Studenti Biblici furono molto contrariati.
All’epoca certi ostacoli impedivano di avere un chiaro intendimento della questione. Gli Studenti Biblici non comprendevano ancora in modo corretto quale posizione occupasse allora l’Israele naturale in relazione al proposito di Dio. Questo ostacolo non fu eliminato finché non divenne più che evidente che agli ebrei come popolo non interessava essere usati da Dio nell’adempimento della sua parola profetica. Un altro ostacolo era l’incapacità degli Studenti Biblici di identificare in modo corretto la “grande folla” di Rivelazione 7:9, 10. Questa identità non divenne chiara finché la grande folla non cominciò in effetti a manifestarsi adempiendo la profezia. Neanche quelli che criticavano aspramente il fratello Russell capivano queste cose.
Alcuni che si professavano fratelli cristiani accusarono falsamente La Torre di Guardia di negare che Gesù fosse il Mediatore fra Dio e gli uomini, di ripudiare il riscatto e di negare la necessità e la realtà dell’espiazione. Questo non era affatto vero. Ma alcuni che lo dicevano erano personaggi di primo piano e indussero altri a seguirli. Può darsi che avessero ragione su alcuni particolari che insegnavano in relazione al nuovo patto, ma il Signore benedisse quello che facevano? Per un po’ alcuni gruppi tennero delle adunanze, ma poi scomparvero.
Invece gli Studenti Biblici continuarono a predicare la buona notizia, come Gesù aveva comandato ai discepoli. Al tempo stesso continuarono a studiare la Parola di Dio e a osservare gli sviluppi che ne mettevano in luce il significato. Finalmente, negli anni ’30, furono eliminati i principali ostacoli che impedivano di avere un chiaro intendimento dei patti, e nella Torre di Guardia e in altre pubblicazioni comparvero affermazioni corrette al riguardo. Che gioia per quanti avevano atteso con pazienza!
Nei nostri giorni, quando arriva il momento di chiarire un punto di natura spirituale, lo spirito santo aiuta fratelli responsabili dello “schiavo fedele e discreto” che prestano servizio alla sede mondiale a comprendere verità profonde che in precedenza non erano state comprese. (Matt. 24:45; 1 Cor. 2:13) Quindi l’intero Corpo Direttivo valuta se una data spiegazione deve essere modificata. (Atti 15:6) Le conclusioni a cui giunge vengono pubblicate a beneficio di tutti. (Matt. 10:27) Con l’andare del tempo è possibile che ci sia bisogno di ulteriori chiarimenti, e anche questi vengono spiegati con onestà.
La verità cambia?
QUESTA domanda viene posta da Vincent R. Ruggiero. La risposta che dà è no. Egli dice: “A volte può sembrare che la verità cambi, ma a un esame più attento si vedrà che non è così”.
“Prendete il caso”, dice, “della paternità del primo libro della Bibbia, la Genesi. Per secoli, cristiani ed ebrei hanno creduto che fosse opera di un unico autore. Col tempo questa opinione fu messa in dubbio e venne infine soppiantata dalla convinzione che gli scrittori della Genesi fossero stati addirittura cinque. Poi, nel 1981, furono pubblicati i risultati di un’analisi linguistica della Genesi, durata cinque anni, secondo cui c’è una probabilità dell’82 per cento che lo scrittore sia stato uno solo, come si pensava prima.
“È forse cambiata la verità circa la paternità della Genesi? No. È cambiata solo la nostra opinione. . . . La verità non sarà cambiata né dalla nostra conoscenza né dalla nostra ignoranza”. — The Art of Thinking.
Profondo rispetto per la verità
“IL PROFONDO rispetto per la verità non è semplicemente lo pseudocinismo della nostra epoca che cerca di ‘smascherare’ tutto, nella convinzione che nulla e nessuno possa veracemente dire di possedere la verità. Esso è l’atteggiamento che unisce la gioiosa fiducia che la verità si può davvero trovare all’umile sottomissione alla verità in qualunque momento e in qualsiasi luogo essa emerga. Questa apertura mentale nei confronti della verità è richiesta da coloro che adorano l’Iddio di verità; mentre il debito rispetto per la verità assicura l’onestà, sia in parole che in opere, nei rapporti dell’uomo col suo prossimo. Questo è l’atteggiamento, abbiamo visto, attestato sia nell’A[ntico] che nel NT [Nuovo Testamento]”. — The New International Dictionary of New Testament Theology, volume 3, pagina 901.
La parola greca per “verità”, alètheia, viene da un termine che significa “non nascosto”, infatti spesso la verità riguarda la rivelazione di ciò che prima era nascosto. — Confronta Luca 12:2.
Un tesoro che vale qualunque prezzo
È vero, accettare le verità della Parola di Dio costa qualcosa. Innanzi tutto, il fatto stesso di venire a conoscenza della verità può avere un effetto dirompente. L’Encyclopedia Americana osserva: “Spesso la verità è spiacevole, perché non avvalora miti o pregiudizi”. Veder smascherate le proprie credenze come non veritiere può essere una delusione, specialmente se ci sono state insegnate da capi religiosi di cui ci fidavamo. Per alcuni potrebbe essere come scoprire che i genitori in cui avevano tanta fiducia erano in realtà dei criminali. Ma non è meglio scoprire la verità religiosa che vivere nell’illusione? Non è meglio conoscere i fatti che essere abbindolati? — Confronta Giovanni 8:32; Romani 3:4.
In secondo luogo, vivere in armonia con la verità religiosa può farci perdere la stima di alcuni che prima ci erano amici. In un mondo in cui tanti “hanno cambiato la verità di Dio in menzogna”, chi si attiene fermamente alla verità della Parola di Dio passa per eccentrico e viene a volte evitato e frainteso. — Romani 1:25; 1 Pietro 4:4.
Ma la verità vale questo duplice prezzo. Conoscere la verità ci rende liberi da menzogne, inganni e superstizioni. E se viviamo in armonia con essa, ci dà la forza di sopportare le difficoltà. La verità di Dio è talmente degna di fiducia e ben fondata che può infonderci speranza e permetterci di resistere a qualunque prova. Non sorprende che l’apostolo Paolo paragonasse la verità all’ampia e solida cintura di cuoio che i soldati indossavano in battaglia. — Efesini 6:13, 14.
Un proverbio biblico dice: “Compra la verità stessa e non venderla, sapienza e disciplina e intendimento”. (Proverbi 23:23) Considerare la verità come una cosa relativa o inesistente significa rinunciare alla più entusiasmante e rimuneratrice ricerca che la vita offra. Trovarla significa trovare una speranza; conoscerla e amarla significa conoscere e amare il Creatore dell’universo e il suo unigenito Figlio; vivere in armonia con essa vuol dire vivere con uno scopo e con pace mentale, ora e per sempre. — Proverbi 2:1-5; Zaccaria 8:19; Giovanni 17:3.

CORDIALI SALUTI
ALE

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Epico+per+Ale 21 aprile 2011 23:28

…I testimoni di Geova ammettono francamente che nel corso degli anni il loro intendimento del proposito di Dio ha subìto molti aggiustamenti. La conoscenza del proposito di Dio è progressiva, quindi devono esserci dei cambiamenti. Il proposito di Dio non cambia…-Non è che forse tutti gli aggiustamenti che fa il corpo direttivo sono per porre rimedio a falsi intendimenti,false profezie,valutazioni prese senza considerare che…ecc.ecc..?Innanzitutto mi dovresti dire come è possibile che:
1)Dio abbia vietato al suo popolo dal primo secolo di fare uso del sangue,poi verso la fine del 1800 lo abbia consentito,addirittura abbia permesso che si pubblicizzassero le trasfusioni fino agli anni ’50 circa per poi rivietarlo nuovamente fino ad oggi.(più che luce progressiva mi sa di luce intermittente)
2)Come è possibile che,sempre Dio,abbia CONSENTITO i trapianti di organi al suo popolo fino al 1968,per poi VIETARLO da quella data(facendo morire persone) affermando che il trapianto di organo era considerato un atto di cannibalismo fino al 1980,per poi RICONSENTIRLO nuovamente da quella data(Anche quì più che luce progressiva mi sa tanto di luce intermittente)non trovi?
Secondo te cosa non ha funzionato nel canale di Geova?Chi ha sbagliato Geova a dire cose false o il Corpo Direttivo a capire male?e se è così ci si può ancora fidare?.

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Ale x Epico 23 aprile ore 14.30 circa 23 aprile 2011 14:35

La Bibbia dice in Malachia:
(Malachia 3:18) …E voi certamente vedrete di nuovo [la distinzione] fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo ha servito”.
DEVI SOLO PAZIENTARE E POI VEDRAI DA CHE PARTE STA LA RAGIONE!!

Come riconoscere se la propria religione è vera o falsa
▪ La vera religione fa nascere tra i suoi adoratori un invincibile legame di amore e unità che non risente dei confini nazionali. (Giovanni 13:35) La falsa religione non ispira tale amore. Piuttosto, a imitazione di Caino, i suoi seguaci si uccidono fra loro in guerre internazionali. — 1 Giovanni 3:10-12.
▪ La vera religione non ha niente a che vedere con la politica umana e spera nel Creatore perché risolva i problemi mondiali mediante il governo del suo Regno. La falsa religione segue l’esempio di Nimrod alla Torre di Babele. Si unisce alla politica, confida negli dèi politici nei cui affari si immischia e prepara così il terreno per la propria distruzione. — Daniele 2:44; Giovanni 18:36; Giacomo 1:27.
▪ La vera religione riconosce Geova come vero Dio, il solo capace di liberare dall’oppressione. La falsa religione, come quella praticata in Egitto e in Grecia nell’antichità, offre una moltitudine di dèi mitici impotenti, tutti senza merito. — Isaia 42:5; 1 Corinti 8:5, 6.
▪ La vera religione promette la vita eterna sulla terra nella felicità. La falsa religione — per esempio il buddismo — considera la vita sulla terra come qualcosa di poco piacevole e da cui essere liberati in un incerto aldilà. — Salmo 37:29; Rivelazione 21:3, 4.
▪ La vera religione, per mezzo del suo testo sacro, la Bibbia, instilla nelle persone una fede incrollabile; dà loro una speranza sicura e le sprona ad agire con amore sincero verso Dio e il prossimo. (2 Timoteo 3:16, 17) La falsa religione, nonostante i suoi testi sacri, lascia molto a desiderare sotto questi aspetti. — 1 Giovanni 5:3, 4.
▪ La vera religione si distingue per i suoi sorveglianti umili. La falsa religione è nota per i suoi capi ambiziosi e dalla mentalità indipendente, che sono pronti a torcere la verità e che cercano vantaggi politici o mondani. — Atti 20:28, 29; 1 Pietro 5:2, 3.
▪ La vera religione, la via della giusta sottomissione a Dio, maneggia una spada spirituale, non letterale. La falsa religione, d’altro canto, scende a compromessi riguardo alla vera dottrina, viola la neutralità cristiana e si occupa più degli interessi umani che di quelli divini. — 2 Corinti 10:3-5.
▪ La vera religione conquista i cuori degli increduli facendoli volgere all’adorazione del vero Dio. La falsa religione incoraggia un clima di scetticismo, libero pensiero, razionalismo e laicismo. — Luca 1:17; 1 Corinti 14:24, 25.
▪ La vera religione, com’è praticata dai testimoni di Geova, prospera spiritualmente come non mai. La falsa religione, con le vesti macchiate di sangue, soffre per la denutrizione spirituale e la diminuzione degli appoggi. — Isaia 65:13, 14.

Perché tanti falsi allarmi?
SI DICE che una volta c’era un ragazzino che custodiva le pecore per conto degli abitanti di un villaggio. Per vivacizzare la giornata, un bel giorno questo pastorello si mise a gridare: “Al lupo! Al lupo!” anche se non c’era nessun lupo. Gli abitanti del villaggio accorsero subito armati di bastoni per cacciare il lupo, solo per scoprire che del lupo non c’era nemmeno l’ombra. Lo scherzo fu così divertente che in seguito il ragazzino lo ripeté. Ancora una volta tutti accorsero con i bastoni, solo per scoprire che si era trattato di un altro falso allarme. Dopo ciò venne per davvero un lupo, e il ragazzino lanciò l’allarme: “Al lupo! Al lupo!”, ma gli abitanti del villaggio lo ignorarono, convinti che fosse un altro falso allarme. Erano stati ingannati troppe volte.
Così è successo a coloro che proclamano la fine del mondo. Nel corso dei secoli, dai giorni di Gesù a oggi, sono state fatte tante predizioni a vuoto che molti non le prendono più sul serio.
Gregorio I, papa dal 590 al 604, disse in una lettera a un monarca europeo: “Desideriamo pure che Vostra Maestà sappia, come abbiamo appreso nella Sacra Scrittura dalle parole dell’Iddio Onnipotente, che la fine del mondo presente è ormai prossima e che si avvicina l’eterno Regno dei Santi”.
Nel XVI secolo Martin Lutero, il fondatore della Chiesa Luterana, predisse che la fine era imminente. Secondo una fonte, affermò: “Quanto a me, sono sicuro che il giorno del giudizio è alle soglie”.
A proposito di uno dei primi gruppi battisti viene detto: “Gli anabattisti dell’inizio del sedicesimo secolo credevano che il Millennio sarebbe venuto nel 1533”.
“Edwin Sandys (1519-1588), arcivescovo di York e primate d’Inghilterra . . . dice: . . . ‘Stiamo certi che questa venuta del Signore è vicina’”.
William Miller, generalmente considerato il fondatore della Chiesa Avventista, avrebbe detto: “Sono pienamente convinto che in qualche momento fra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo 1844, secondo il modo ebraico di calcolare il tempo, Cristo verrà”.
Il fatto che queste predizioni non si siano avverate significa forse che coloro che le fecero erano falsi profeti nel senso di Deuteronomio 18:20-22? Questo passo biblico dice: “Comunque, il profeta che ha la presunzione di pronunciare in mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o che parla nel nome di altri dèi, quel profeta deve morire. E nel caso che tu dica nel tuo cuore: ‘Come conosceremo la parola che Geova non ha pronunciato?’ quando il profeta parla nel nome di Geova e la parola non avviene o non si avvera, quella è la parola che Geova non ha pronunciato”.
È vero che alcuni predicono la fine del mondo in maniera plateale per attirare l’attenzione e avere seguaci, ma altri sono sinceramente convinti che ciò che proclamano è vero. Dicono agli altri ciò che prevedono in base alla loro interpretazione di qualche passo biblico o di qualche avvenimento. Non dicono che le loro predizioni siano rivelazioni dirette da parte di Geova, per cui non pretendono di profetizzare nel nome di Geova in questo senso. Per questo motivo, quando le loro parole non si avverano essi non vanno considerati falsi profeti alla stregua di quelli contro i quali mette in guardia Deuteronomio 18:20-22. Essendo uomini soggetti a sbagliare, hanno interpretato male le cose.
Alcuni, per nulla scoraggiati dai precedenti insuccessi, sembrano stimolati dall’avvicinarsi del 2000 e hanno fatto altre previsioni della fine del mondo. Il Wall Street Journal del 5 dicembre 1989 pubblicava un articolo intitolato “Febbre millenarista: Proliferano i profeti, la fine è vicina”. Ora che si avvicina il 2000, diversi predicatori evangelici dicono che Gesù sta per venire e che gli anni ’90 saranno “un tempo di guai senza precedenti”. Al tempo della stesura di questo articolo, il caso più recente si era verificato nella Repubblica di Corea, dove la Missione per i Giorni Avvenire aveva predetto che alla mezzanotte del 28 ottobre 1992 Cristo sarebbe venuto e avrebbe portato in cielo i credenti. Diversi altri gruppi apocalittici hanno fatto predizioni simili.
Questa marea di falsi allarmi è del tutto inopportuna. Sono come le grida di “Al lupo! Al lupo!” del pastorello: la gente ben presto li ignora, e quando arriva l’avvertimento vero, ignora anche quello.
Ma perché, nel corso dei secoli e fino ad oggi, c’è stata questa tendenza a far risuonare falsi allarmi, come aveva predetto Gesù? (Matteo 24:23-26) Gesù, dopo aver parlato ai suoi seguaci di diversi avvenimenti che avrebbero contrassegnato il suo ritorno, disse loro ciò che leggiamo in Matteo 24:36-42: “In quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno sa, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre. Poiché come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo. . . . Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore”.
Essi dovevano non solo essere vigili e preparati, ma anche attendere ansiosamente. Romani 8:19 dice: “Poiché l’ansiosa aspettazione della creazione attende la rivelazione dei figli di Dio”. La natura umana è tale che quando speriamo fervidamente qualcosa, aneliamo ad essa e l’attendiamo con ansia, nasce in noi la forte tentazione di considerarla imminente anche se non abbiamo abbastanza prove. Spinti dallo zelo, potremmo far risuonare falsi allarmi.
Cosa distingue, dunque, il vero avvertimento da quelli falsi? Per avere la risposta, leggete il prossimo articolo.
[Nota in calce]
I testimoni di Geova, nella loro fervida attesa della seconda venuta di Gesù, hanno indicato certe date che si sono rivelate sbagliate. A motivo di ciò, alcuni li hanno accusati di essere falsi profeti. Tuttavia, in nessuno di questi casi essi hanno avuto la presunzione di fare predizioni ‘nel nome di Geova’. Non hanno mai detto: ‘Queste sono le parole di Geova’. La Torre di Guardia, l’organo ufficiale dei testimoni di Geova, ha detto: “Non abbiamo il dono della profezia”. (Gennaio 1883, pagina 425, ed. inglese) “Né vorremmo che i nostri scritti fossero riveriti o considerati infallibili”. (15 dicembre 1896, pagina 306, ed. inglese) La Torre di Guardia ha anche detto che il fatto che alcuni abbiano lo spirito di Geova “non significa che quelli che oggi servono quali testimoni di Geova siano ispirati. Non significa che gli scritti che appaiono su questa rivista La Torre di Guardia siano ispirati e infallibili e senza errori”. (1° dicembre 1947, pagina 301) “La Torre di Guardia non pretende di essere ispirata nelle sue affermazioni, né è dommatica”. (1° settembre 1951, pagina 270) “I fratelli che preparano queste pubblicazioni non sono infallibili. . . . I loro scritti non sono ispirati, come lo sono quelli di Paolo e degli altri scrittori della Bibbia. (II Tim. 3:16) E così, a volte, è stato necessario correggere certe idee man mano che l’intendimento aumentava. (Prov. 4:18)”. — 15 agosto 1981, pagina 19.

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Epico+per+Ale 21 aprile 2011 23:31

L’invenzione più geniale del Corpo Direttivo è stata senz’altro quella della cosiddetta “rivelazione progressiva”, detta anche “luce progressiva”. Grazie a questa dottrina gli ignari Testimoni di Geova, già ingannati perché non sanno che quella che usano non è la “vera” Bibbia, si “bevono senza fiatare” ogni cambiamento delle dottrine del Corpo Direttivo e i continui fallimenti delle “profezie” sul “tempo della fine”. Ciò che fino al giorno prima era considerato “Verità” assoluta, saldamente basata sulla Bibbia, al punto che qualunque Testimone di Geova l’avesse messa in discussione sarebbe stato immediatamente disassociato, e quindi distrutto da Geova, di punto in bianco non è più “Verità”, e diventa “apostata” chi adesso volesse rimanere fedele alla “Verità” precedente (viene spontaneo chiedersi: quante “Verità”, secondo logica, possono esistere? ma per i dirigenti di Brooklyn anche la logica è un optional).

Nel corso della sua breve storia il Corpo Direttivo ha indotto i Testimoni di Geova a credere tutto e il contrario di tutto: un giorno bianco, un giorno nero. Le dottrine ritenute “Verità” dai primi Testimoni di Geova (noti come Studenti Biblici) sono così diverse dalle attuali, che oggi, se uno sostenesse le idee di C.T. Russell (considerato dai suoi seguaci lo “Schiavo fedele e discreto” per mezzo del quale Geova aveva finalmente rivelato la “Verità” e liberato il suo popolo prigioniero di “Babilonia la grande”), sarebbe oggi considerato un pericoloso “apostata”, e addirittura sostenitore di dottrine sataniche! (Russell, ad esempio, credeva che le misure della “Grande Piramide di Giza” fossero ispirate da Dio, e da queste aveva ricavato gran parte della sua “cronologia biblica”! (vedi La Torre di Guardia del 15 febbraio 1958 in cui ne viene fatto cenno in una piccola nota).

Non è un caso che gli scritti dei due primi moderni “profeti di Geova” (C.T. Russell e J.F. Rutherford) vengono accuratamente nascosti, e non sono per prassi disponibili agli attuali Testimoni di Geova. Questo costituisce un caso unico, in quanto ogni movimento o corrente di pensiero ritiene fondamentali gli insegnamenti del suo fondatore: forse che un edificio può rimanere saldo e sicuro se si fonda su fondamenta instabili?

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Ale+x+Epico+23+aprile+ore+14.30+circa 23 aprile 2011 14:36

Come si possono riconoscere i veri e i falsi profeti?
I veri profeti dichiarano la loro fede in Gesù, ma non basta asserire di predicare nel suo nome
1 Giov. 4:1-3: “Provate le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo. Da ciò acquistate conoscenza dell’espressione ispirata da Dio: Ogni espressione ispirata che confessa Gesù Cristo venuto nella carne ha origine da Dio, ma ogni espressione ispirata che non confessa Gesù non ha origine da Dio”.
Matt. 7:21-23: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo . . . ?’ E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”.
I veri profeti parlano nel nome di Dio, ma il semplice dichiarare di rappresentarlo non è sufficiente
Deut. 18:18-20: “Susciterò per loro di mezzo ai loro fratelli un profeta come te [come Mosè]; e in realtà metterò le mie parole nella sua bocca, ed egli certamente pronuncerà loro tutto ciò che io gli comanderò. E deve accadere che l’uomo che non ascolterà le mie parole che egli pronuncerà nel mio nome, io stesso gliene chiederò conto. Comunque, il profeta che ha la presunzione di pronunciare in mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o che parla nel nome di altri dèi, quel profeta deve morire”. (Confronta Geremia 14:14; 28:11, 15).
Gesù disse: “Non faccio nulla di mia propria iniziativa; ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato”. (Giov. 8:28) Disse anche: “Sono venuto nel nome del Padre mio”. (Giov. 5:43) E aggiunse: “Chi parla da se stesso cerca la propria gloria”. — Giov. 7:18.
Se persone o organizzazioni che asseriscono di rappresentare Dio si rifiutano di usare il Suo nome personale, e sono solite esprimere le loro proprie opinioni sulle cose, soddisfano questo importante requisito dei veri profeti?
La capacità di compiere “grandi segni”, o “miracoli”, non dimostra che uno sia un vero profeta
Matt. 24:24: “Sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti che faranno grandi segni e prodigi [“miracoli”, CEI, Di, Ga] da sviare, se possibile, anche gli eletti”.
2 Tess. 2:9, 10: “La presenza dell’illegale è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati”.
È vero che Mosè compì miracoli dietro istruzioni di Geova. (Eso. 4:1-9) Geova inoltre diede a Gesù il potere di compiere miracoli. (Atti 2:22) Ma le prove che era stato veramente Dio a mandarli non si limitarono ai miracoli.
Ciò che i veri profeti predicono si avvera, ma essi possono non comprendere esattamente quando o come
Dan. 12:9: “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine”.
1 Piet. 1:10, 11: I “profeti . . . continuarono a investigare quale particolare periodo di tempo o quale sorta di periodo di tempo lo spirito che era in loro indicasse circa Cristo, quando rendeva anticipatamente testimonianza delle sofferenze per Cristo e delle glorie che le avrebbero seguite”.
1 Cor. 13:9, 10: “Abbiamo conoscenza parziale e profetizziamo parzialmente; ma quando sarà arrivato ciò che è compiuto, ciò che è parziale sarà eliminato”.
Prov. 4:18: “Il sentiero dei giusti è come la fulgida luce che risplende sempre più finché il giorno è fermamente stabilito”.
Certe aspettative errate degli apostoli e di altri primi discepoli cristiani non si realizzarono, ma la Bibbia non li classifica tra i “falsi profeti”. — Vedi Luca 19:11; Giovanni 21:22, 23; Atti 1:6, 7.
Il profeta Natan incoraggiò il re Davide a procedere secondo ciò che era nel suo cuore circa la costruzione di una casa per l’adorazione di Geova. In seguito però Geova disse a Natan di informare Davide che non sarebbe stato lui a edificarla. Geova non rigettò Natan per ciò che aveva detto in precedenza, ma continuò a impiegarlo perché questi umilmente corresse la cosa quando Geova gliela fece capire. — 1 Cron. 17:1-4, 15.
Le dichiarazioni di un vero profeta promuovono la pura adorazione e sono in armonia con la rivelata volontà di Dio
Deut. 13:1-4: “Nel caso che in mezzo a te sorga un profeta o un sognatore di un sogno e davvero ti dia un segno o un portento, e in effetti avvenga il segno o il portento di cui ti aveva parlato, dicendo: ‘Camminiamo dietro ad altri dèi, che non hai conosciuto, e serviamoli’, non devi ascoltare le parole di quel profeta o il sognatore di quel sogno, perché Geova vostro Dio vi prova per sapere se amate Geova vostro Dio con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima. Dietro a Geova vostro Dio dovete camminare, e lui dovete temere, e i suoi comandamenti dovete osservare, e la sua voce dovete ascoltare, e dovete servire lui e a lui dovete tenervi stretti”.
Dato che la Bibbia dice che chi è “amico del mondo” è nemico di Dio, si può dire che gli ecclesiastici che esortano i parrocchiani a immischiarsi negli affari del mondo promuovano la vera adorazione? (Giac. 4:4; 1 Giov. 2:15-17) Il vero Dio ha detto che le nazioni ‘dovranno conoscere che egli è Geova’, e la Bibbia dichiara che Dio avrebbe tratto dalle nazioni “un popolo per il suo nome”, ma le organizzazioni che minimizzano l’importanza di usare il nome personale di Dio stanno forse agendo in armonia con questa rivelata volontà di Dio? (Ezec. 38:23; Atti 15:14) Gesù insegnò ai suoi seguaci a pregare per il Regno di Dio, e la Bibbia ci avverte di non riporre la nostra fiducia nell’uomo terreno, per cui gli ecclesiastici o le organizzazioni politiche che esortano le persone a riporre la loro fiducia nel dominio umano possono dirsi veri profeti? — Matt. 6:9, 10; Sal. 146:3-6; confronta Rivelazione 16:13, 14.
I veri profeti e i falsi sono riconoscibili dai frutti manifesti nella loro vita e in quella dei loro seguaci
Matt. 7:15-20: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in manto da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. . . . Ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli . . . Realmente, quindi, riconoscerete quegli uomini dai loro frutti”.
Cosa caratterizza il loro modo di vivere? “Le opere della carne sono . . . fornicazione, impurità, condotta dissoluta, idolatria, pratica di spiritismo, inimicizie, contesa, gelosia, accessi d’ira, contenzioni, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili. . . . Quelli che praticano tali cose non erediteranno il regno di Dio. D’altra parte, il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, mitezza, padronanza di sé”. — Gal. 5:19-23; vedi anche 2 Pietro 2:1-3.
I testimoni di Geova non hanno forse fatto degli errori nei loro insegnamenti?
I testimoni di Geova non pretendono di essere profeti ispirati. Hanno fatto sbagli. A volte, come gli apostoli di Gesù Cristo, hanno atteso cose che non si sono realizzate. — Luca 19:11; Atti 1:6.
Le Scritture forniscono dati cronologici relativi alla presenza di Cristo, e i testimoni di Geova li hanno studiati con vivo interesse. (Luca 21:24; Dan. 4:10-17) Inoltre Gesù, per identificare la generazione che avrebbe visto la fine del malvagio sistema di cose di Satana, descrisse un segno dai molti aspetti collegato con l’adempimento di profezie relative al tempo. (Luca 21:7-36) I testimoni di Geova hanno additato le prove dell’adempimento di questo segno. È vero che i Testimoni hanno fatto sbagli nel loro intendimento di quello che sarebbe accaduto alla fine di certi periodi di tempo, ma non hanno commesso l’errore di perdere la fede né hanno smesso di essere vigilanti per quanto riguarda l’adempimento dei propositi di Geova. Non hanno mai perso di vista il consiglio dato da Gesù: “Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore”. — Matt. 24:42.
In paragone con le fondamentali verità bibliche che hanno compreso e proclamato, le cose circa le quali hanno dovuto correggere il loro punto di vista sono di relativa importanza. Fra queste verità fondamentali vi sono le seguenti: Geova è l’unico vero Dio. Gesù Cristo non è parte di una divinità trina ma è l’unigenito Figlio di Dio. La redenzione dal peccato è possibile solo mediante la fede nel sacrificio di riscatto di Cristo. Lo spirito santo non è una persona ma è la forza attiva di Geova, e il suo frutto deve essere evidente nella vita dei veri adoratori. L’anima umana non è immortale, come asserivano gli antichi pagani; essa muore, e la speranza di vita futura sta nella risurrezione. Dio ha permesso la malvagità a causa della contesa della sovranità universale. Il Regno di Dio è l’unica speranza per l’umanità. Dal 1914 viviamo negli ultimi giorni del malvagio sistema di cose mondiale. Solo 144.000 cristiani fedeli saranno re e sacerdoti con Cristo in cielo, mentre il resto dell’umanità ubbidiente riceverà la vita eterna su una terra paradisiaca.
Un altro fattore importante da considerare riguardo agli insegnamenti dei testimoni di Geova è questo: Questi insegnamenti hanno veramente elevato le persone sotto il profilo morale? Quelli che li mettono in pratica si distinguono a motivo della loro onestà? L’applicazione di questi insegnamenti esercita una benefica influenza sulla loro vita familiare? Gesù disse che i suoi discepoli si sarebbero facilmente riconosciuti dall’amore che avrebbero avuto fra loro. (Giov. 13:35) Questa qualità è chiaramente evidente fra i testimoni di Geova? Lasciamo che siano i fatti a parlare.

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Epico+per+Ale 21 aprile 2011 23:33

Pertanto, poiché per la grande maggioranza degli attuali Testimoni è impossibile o estremamente difficile andare a verificare direttamente qual era la “Verità” insegnata dalla Società Torre di Guardia 60 o 100 anni fa, faremo alcuni esempi di “rivelazione progressiva”, relativi alla storia più recente, le cui pubblicazioni sono disponibili a tutti:

- La Torre di Guardia del 1° agosto 1997, in un articolo di studio intitolato “Serviamo lealmente con l’Organizzazione di Geova”, contiene a pag. 12 queste considerazioni: “Per contro nei tempi moderni il popolo di Geova si è dimostrato leale quando ci sono stati cambiamenti. Man mano che la luce della Verità rivelata si fa più fulgida, vengono fatti degli aggiustamenti. (Proverbi. 4:18) Di recente lo “schiavo fedele e discreto” ci ha aiutato a raffinare il nostro intendimento della parola “generazione” usata in Matteo 24:34 [vedi La Torre di Guardia del 1° novembre 1995], e del tempo di giudizio delle “pecore” e dei “capri” di cui si parla in Matteo 25:31-46 [vedi La Torre di Guardia del 15 ottobre 1995], come pure della nostra veduta sul servizio civile. (Matteo 24:45) [vedi La Torre di Guardia del 15 agosto 1998]. Sicuramente alcuni apostati sarebbero stati ben felici se molti testimoni si fossero attenuti rigidamente al precedente intendimento su questi argomenti e si fossero rifiutati di progredire. Non è successo nulla del genere. Perché? Perché i servitori di Geova sono leali.”

Se il Corpo Direttivo di Brooklyn non fosse sicuro che i suoi Testimoni sono stati ormai ben condizionati ad accettare passivamente qualunque cosa ["persuasi a credere" come dice la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture in II Tim. 3:14], non avrebbe sicuramente il coraggio di scrivere queste cose. Vediamo perchè:

•In precedenza tutti i Testimoni di Geova dovevano credere che prima che fosse passata la generazione che ha visto gli avvenimenti del 1914, sarebbe venuta la fine. Questo è ciò che si doveva predicare di casa in casa e a tutti i parenti e conoscenti.
•Un’altra dottrina fondamentale era che l’opera di predicazione geovista serviva a separare le persone simili a “pecore” da quelle simili a “capri”.
•La terza è che i giovani Testimoni non potevano fare né il servizio militare né quello sostitutivo civile, pena l’allontanamento! Migliaia di giovani sono finiti così nelle carceri: in molto casi, soprattutto nei paesi non democratici, sono rimasti in carcere per anni e sono stati anche sottoposti a torture. In molti casi hanno perso il posto di lavoro, rovinando le famiglie, ecc.
Con un “colpo di spugna” e come se niente fosse successo, il Corpo Direttivo ci informa che:

•Il concetto di “generazione” è adesso simile a quello che insegnano le Chiese della “Cristianità”.
•Il giudizio sulle “pecore” e sui “capri” è ancora futuro, come hanno sempre insegnato i “Credo” delle religioni cristiane tradizionali, e quindi tutta l’opera di predicazione di casa in casa finora svolta è stata sostanzialmente inutile nell’ottica della “separazione” descritta in Matteo 25:31-46!
•La posizione sul servizio sostitutivo civile è quella che hanno sostenuto da anni le altre Chiese, con buona pace di chi ha sofferto inutilmente per seguire insegnamenti umani!
Pertanto, adesso, i Testimoni di Geova devono condividere, su queste dottrine, quello che hanno sempre creduto gli “apostati” della cristianità! Come se non bastasse, il Corpo Direttivo “imbroglia pure le carte”, sostenendo che gli “apostati” sarebbero contenti se i Testimoni di Geova rimanessero fedeli alle precedenti dottrine che, non dimentichiamoci, erano state rivelate da Geova al suo “schiavo fedele”, e che permettevano di distinguere i suoi “veri adoratori” da quelli della cristianità, cioè di “Babilonia la grande”. Ora, invece, si dice che i fedeli Testimoni di Geova che vogliono rimanere leali, non devono seguire gli “apostati” – i quali vorrebbero che essi rimanessero fedeli alle precedenti dottrine rivelate da Geova – ma devono seguire la “nuova luce” che li avvicina… alle dottrine di “Babilonia”!

C’è solo da provare una grande compassione per la grande maggioranza di persone sincere e perbene che vi sono tra i Testimoni di Geova, le quali vengono così spudoratamente circuite da questa Organizzazione americana.

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Ale+x+Epico+23+aprile+ore+14.30+circa 23 aprile 2011 14:41

Come si fa a sapere qual è la religione giusta?
(1) Su cosa si basano i suoi insegnamenti? Sono di origine divina o per lo più umana? (2 Tim. 3:16; Mar. 7:7) Chiedete, ad esempio: Dov’è che la Bibbia insegna che Dio è una Trinità? Dov’è che dice che l’anima umana è immortale?
(2) Fa conoscere il nome di Dio? Gesù disse in preghiera a Dio: “Ho reso manifesto il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo”. (Giov. 17:6) E dichiarò: “Devi adorare Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio”. (Matt. 4:10) La vostra religione vi ha insegnato che ‘dovete adorare Geova’? Avete imparato a conoscere la Persona identificata da questo nome — i suoi propositi, le sue attività, le sue qualità — così che sentite di potervi accostare fiduciosamente a lui?
(3) Viene mostrata vera fede in Gesù Cristo? Questo include l’apprezzamento per il valore del sacrificio della vita umana di Gesù e per la posizione che egli occupa oggi quale Re celeste. (Giov. 3:36; Sal. 2:6-8) Questo apprezzamento si mostra ubbidendo a Gesù, cioè partecipando personalmente con zelo all’opera che egli affidò ai suoi seguaci. La vera religione mostra questa fede accompagnata da opere. — Giac. 2:26.
(4) È per lo più ritualistica, formale, oppure è un modo di vivere? Dio disapprova energicamente la religione che è solo formalismo. (Isa. 1:15-17) La vera religione sostiene le norme bibliche di moralità e di linguaggio puro e non cede debolmente alle tendenze in voga. (1 Cor. 5:9-13; Efes. 5:3-5) I suoi aderenti rispecchiano nella loro vita i frutti dello spirito di Dio. (Gal. 5:22, 23) È quindi possibile riconoscere i seguaci della vera religione in quanto si sforzano sinceramente di applicare le norme bibliche nella loro vita: non solo nei loro luoghi di adunanza, ma nella vita familiare, sul lavoro, a scuola e nello svago.
(5) I suoi componenti si amano veramente gli uni gli altri? Gesù disse: “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. (Giov. 13:35) Questo amore supera i confini razziali, sociali e nazionali, unendo le persone in uno spirito di vera fratellanza. Questo amore è così forte da farne un gruppo distinto, veramente diverso. Quando le nazioni vanno in guerra, chi sono quelli che hanno abbastanza amore per i propri fratelli cristiani di altri paesi da rifiutarsi di imbracciare le armi e ucciderli? Questo è ciò che facevano i primi cristiani.
(6) È veramente separata dal mondo? Gesù disse che i suoi veri seguaci ‘non avrebbero fatto parte del mondo’. (Giov. 15:19) Per adorare Dio nella maniera da lui approvata occorre “mantenersi senza macchia dal mondo”. (Giac. 1:27) Può dirsi questo delle religioni il cui clero e altri membri sono coinvolti nella politica o conducono una vita in gran parte imperniata su desideri materialistici e carnali? — 1 Giov. 2:15-17.
(7) I suoi membri rendono attivamente testimonianza circa il Regno di Dio? Gesù predisse: “Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. (Matt. 24:14) Quale religione sta veramente proclamando il Regno di Dio quale speranza dell’umanità anziché incoraggiare le persone a confidare nel dominio umano perché risolva i loro problemi? La vostra religione vi ha preparati per svolgere questa attività, e per compierla di casa in casa, come Gesù insegnò ai suoi apostoli a fare? — Matt. 10:7, 11-13; Atti 5:42; 20:20.

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Epico+per+Ale 21 aprile 2011 23:39

nella Torre di Guardia del 1 giugno 1970 viene narrata l’esperienza di un giovane che, dovendosi togliere un rene benché funzionante (per problemi legati all’arteria renale), nega ai medici il consenso a donare l’organo a un altro giovane i cui reni avevano smesso di funzionare. Il suo rene finì, quindi, tra i rifiuti! Un esempio estremo di egoismo e di totale assenza di amore per il prossimo? No! Per la Torre di Guardia, al contrario, è un esempio di alta moralità, approvato da Geova, che tutti i veri cristiani dovrebbero seguire! Il motivo? La spiegazione la troviamo nella Torre di Guardia del 15 marzo 1968 che forniva il consueto “cibo spirituale” spiegando che:

•il trapianto è un atto di cannibalismo!
•un atto del genere costituisce mancanza di rispetto e di apprezzamento per la creazione di Dio;
•un trapianto impedisce a un cristiano di avere una coscienza pura dinanzi a Dio.
La Svegliatevi dell’8 dicembre 1968 rincarava la dose spiegando che nei trapianti di cuore era implicato anche lo “spiritismo”! Come se non bastasse, la Torre di Guardia del 15 agosto 1971 spiegava che il cuore non è una semplice pompa, come credono gli scienziati che sono condizionati dalla “sapienza satanica del mondo”, ma è la sede letterale della coscienza, per cui, se un Testimone avesse ricevuto, ad esempio, il cuore di un “Cattolico”, la sua personalità sarebbe cambiata! Queste affermazioni sembrano incredibili e possono anche far sorridere, ma dimostrano qual è il livello culturale di questa gente che si è arrogata la pretesa di fornire agli altri il “cibo spirituale”.

Ma un bel giorno, zitta zitta, come se niente fosse successo, la Torre di Guardia del 1 settembre 1980, sotto forma di una risposta ad una “domanda da un lettore”, spiegava: “alcuni cristiani potrebbero pensare che introdurre nel proprio corpo organi di altri uomini sia cannibalismo… ma in realtà non c’è alcun comando biblico che vieti di introdurre nel proprio corpo tessuti di un’altra persona”.

Questo vuol dire non avere nemmeno il coraggio di assumersi la responsabilità dei propri errori (che, in questo caso, non sappiamo con esattezza quante vite umane sia costata)! In più i Testimoni di Geova, già vittime per aver magari perso una persona cara a causa del rifiuto di un trapianto, vengono pure “presi in giro” dal Corpo Direttivo che – servendosi di una domanda, alquanto improbabile, da un lettore (sarebbe come se oggi un Testimone scrivesse ai vertici del Movimento chiedendo se è vero che i cristiani non possono ricevere trasfusioni di sangue: è ovvio che nessuno si sognerebbe di fare una domanda del genere!) – rispondeva: “ALCUNI potrebbero pensare…”, mentre in realtà, fino al giorno prima della pubblicazione di quel numero della Torre di Guardia, rifiutare i trapianti (come oggi le trasfusioni) era considerata una legge di Geova, a cui TUTTI dovevano obbedire, pena la disassociazione!

All’indomani di questa “nuova luce”, ironia della sorte, fu proprio una bambina di otto anni, figlia di Testimoni di Geova, la prima fanciulla in Italia a ricevere un trapianto di cuore (cfr. Corriere della Sera del 6 gennaio 1986). Questa bambina sarebbe probabilmente morta senza il trapianto. Cosa avrebbero pensato i suoi genitori se la Torre di Guardia, con il “nuovo intendimento”, fosse stata pubblicata il giorno dopo che la loro bambina sarebbe morta per aver rifiutato il trapianto in nome di Geova?

Cosa avrebbero provato questi coniugi, se i genitori della bambina donatrice del cuore (che, precisiamo, erano “persone del mondo” e quindi, per il Corpo Direttivo, meritevoli di distruzione) avessero risposto come il giovane Testimone di Geova, che gettò via il suo rene invece di donarlo a un altro?

Solo perché un manipolo di vecchietti a Brooklyn aveva deciso che quella era “legge di Dio”, quante persone sono morte nel frattempo? ed ora, confidando nel fatto che ormai la maggior parte dei Testimoni di Geova accetta tutto passivamente, il Corpo Direttivo dice, a chi magari ha perso una persona cara per aver rifiutato un trapianto, che quella non era una legge di Dio! Sei tu che hai capito male, caro Testimone! Tuo figlio o tuo padre è morto? Affari tuoi!

Si può immaginare una morale più lontana dall’Amore insegnato da Cristo?

Da notare, inoltre, che inizialmente, nel 1963, i trapianti rientravano nel novero delle questioni di coscienza lasciate alla decisione personale del Testimone (cfr. La Torre di Guardia del 15 marzo 1963) in quanto “non pare vi sia implicato alcun principio scritturale”; nel 1968 si sostiene l’esatto contrario e infine (?) nel 1980 si ritorna alla posizione iniziale! Altro che “luce progressiva”! Ma quello che è moralmente più grave, è sostenere che tali continui cambiamenti dottrinali, alla luce soprattutto delle tragiche conseguenze, possano essere voluti da Dio: ciò equivale a una bestemmia!

Un’altra invenzione dottrinale dello “Schiavo fedele” geovista, che è costata “incidentalmente” la vita a qualche donna e a qualche neonato, la troviamo nella Torre di Guardia del 15 dicembre 1962, pag. 763, che distribuiva il solito “cibo spirituale”, spiegando che i Testimoni (in questo caso le Testimoni in particolare) non potevano sottoporsi a sterilizzazione volontaria, non solo come metodo contraccettivo, ma anche nel caso in cui fosse in pericolo la vita della madre! Ma poi La Torre di Guardia del 1 ottobre 1975, pag. 605, annunciò che, in caso di pericolo di vita, si poteva effettuare la sterilizzazione, ma permaneva il divieto di ricorrervi come metodo contraccettivo. Finita qui? NO, successivamente, nella Torre di Guardia del 1 maggio 1985, si spiegò che il controllo delle nascite è una questione privata “dato che le scritture greche cristiane non forniscono indicazioni esplicite sull’argomento”.

Ora i Testimoni di Geova si chiedano: è Dio che ha cambiato idea? No, perchè le Scritture non sono cambiate! Come si può allora dichiarare una dottrina saldamente basata sulle Scritture, e qualche anno dopo affermare il contrario? L’intendimento “sbagliato” è stato ispirato da Dio? Quante vittime innocenti ha provocato quest’altra veduta umana spacciata per volontà divina?

Che fiducia si può avere di queste guide e delle loro attuali dottrine oggi spacciate per volontà di Dio?

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Ale+x+Epico+23+aprile+ore+14.30+circa 23 aprile 2011 14:47

Esiste una sola vera religione?
Alcuni trovano offensiva questa domanda. Concludono che, data l’enorme quantità di credenze religiose nel mondo, chiunque ritenga di detenere il monopolio della verità sia di vedute ristrette, o persino presuntuoso. Secondo loro c’è del buono in tutte le religioni, o almeno nella maggioranza di esse. La pensate così anche voi?
OVVIAMENTE in certe situazioni è saggio tener conto del fatto che non tutti la pensano allo stesso modo. Per esempio, una persona potrebbe credere che una certa dieta faccia bene alla sua salute. Ma dovrebbe forse imporla a tutti, come se fosse l’unico modo per vivere sani? Senza dubbio sarebbe indice di saggezza e modestia da parte sua ammettere che in campo alimentare altri possono fare scelte che, almeno per loro, sono altrettanto sane se non addirittura migliori.
Vale lo stesso principio in campo religioso? Esistono tante alternative valide tra le quali scegliere a seconda della propria educazione e del proprio modo di vedere le cose? O esiste un unico insieme di verità religiose che valgono per tutta l’umanità? Vediamo cosa ha da dire la Bibbia. In primo luogo consideriamo se la verità è alla nostra portata. Dopo tutto, se non lo fosse, servirebbe a poco andare in cerca di una sola vera religione.
La verità religiosa è alla nostra portata?
Poco prima di essere ucciso, Gesù Cristo aveva detto al procuratore romano Ponzio Pilato che lo stava interrogando: “Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”. È possibile che Pilato abbia risposto in tono scettico quando disse: “Che cos’è la verità?” (Giovanni 18:37, 38) Da parte sua Gesù non si vergognò di parlare della verità, né dubitò che esistesse. Considerate, per esempio, quello che Gesù disse in quattro circostanze rivolgendosi a persone diverse.
“Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità”. — Giovanni 18:37.
“Io sono la via e la verità e la vita”. — Giovanni 14:6.
“Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarlo con spirito e verità”. — Giovanni 4:23, 24.
“Se rimanete nella mia parola, siete realmente miei discepoli, e conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi”. — Giovanni 8:31, 32.
Dato che Gesù parlò con tanta convinzione della verità e della possibilità di conoscerla, non dovremmo almeno prendere in considerazione l’idea che possa esistere una verità in campo religioso e che sia possibile trovarla?
La verità assoluta esiste davvero?
Sarete senz’altro d’accordo che ci sono cose delle quali possiamo essere assolutamente certi. Siamo sicuri della nostra esistenza e non dubitiamo che ciò che ci circonda sia reale. Gli alberi, le montagne, le nuvole, il sole e la luna — il mondo materiale, insomma — non sono frutto della nostra immaginazione. È vero che qualcuno, ragionando in termini filosofici, potrebbe mettere in dubbio anche questo. Ma probabilmente non condividete una posizione così estrema.
Ci sono poi le leggi della natura. Anche di queste potete essere assolutamente certi. Per esempio, se vi gettate da un precipizio, cadrete; se vi rifiutate di mangiare, avrete fame; e se continuate a non mangiare, morirete. Non vi chiedete se queste leggi della natura sono vere per qualcuno ma non per altri. Sono valide per tutti e si possono quindi definire universali.
La Bibbia fa riferimento a una di queste leggi universali quando dice: “Può un uomo raccoglier fuoco nel suo seno eppure non bruciare le sue medesime vesti?” Quando furono scritte queste parole, nessuno dubitava che a contatto col fuoco gli abiti bruciassero. Ma con questa dichiarazione il proverbio biblico citato sopra trasmette un insegnamento più profondo, ovvero, che “chiunque ha [rapporti sessuali] con la moglie del suo prossimo” ne subirà le conseguenze. — Proverbi 6:27, 29.
Forse vi chiedete: questa dichiarazione è una verità assoluta della quale possiamo essere certi? Qualcuno dirà di no. Sosterrà che le norme morali sono una questione personale e variano a seconda dell’educazione, delle credenze e delle circostanze. Ma analizziamo alcune leggi morali date da Dio e riportate nella Bibbia. Non sono forse verità universali?
La Bibbia condanna l’adulterio. (1 Corinti 6:9, 10) Alcuni non accettano questa norma biblica e tradiscono il coniuge. Eppure anche loro in genere ne subiscono le amare conseguenze, che spesso includono una coscienza turbata, il divorzio e profonde cicatrici emotive per tutte le persone coinvolte.
Dio condanna anche l’ubriachezza. (Proverbi 23:20; Efesini 5:18) Cosa succede a chi è solito eccedere nel bere? In molti casi si perde il lavoro, la salute e la famiglia, che soffre anche a livello emotivo. (Proverbi 23:29-35) Queste conseguenze colpiscono anche chi non crede che ubriacarsi sia sbagliato. La veracità di queste leggi morali dipende forse da quello che crede o pensa il singolo individuo?
In campo morale la Bibbia non contiene solo divieti. Ad esempio comanda di amare la propria moglie, rispettare il proprio marito e fare del bene agli altri. (Matteo 7:12; Efesini 5:33) Osservare questi comandi reca benefìci. Ritenete forse che questi consigli di natura morale vadano bene per qualcuno e non per altri?
Osservare o meno le leggi morali della Bibbia sortisce in ogni caso degli effetti. Questo dimostra che tali leggi non sono semplici punti di vista. Sono autentiche verità. I fatti rivelano che quando si seguono le leggi morali della Bibbia si ottengono buoni risultati, mentre quando non si seguono se ne subiscono le conseguenze.
Quindi riflettete: Se le leggi morali della Bibbia sono valide per tutti, che dire delle norme sull’adorazione in essa contenute? Che dire delle spiegazioni che dà su cosa accade quando si muore e sulla speranza che abbiamo di un futuro eterno? La conclusione logica è che anche questi insegnamenti biblici sono delle verità a disposizione di tutta l’umanità. Gli effetti, positivi o negativi, sono gli stessi per tutti, non solo per coloro che ci credono.
Trovare la verità è possibile. Gesù disse che la Parola di Dio, la Bibbia, è verità. (Giovanni 17:17) Tuttavia la verità può sembrare ancora fuori dalla nostra portata. Per quale motivo? Perché sono veramente tante le religioni che ritengono di insegnare quello che dice la Bibbia. Quale religione insegna la verità contenuta nella Parola di Dio? Deve essere per forza una sola? È possibile che la verità, o almeno parte di essa, si trovi in più di una religione?
Chi dovrebbe stabilire qual è la vera religione?
GESÙ chiarì che ci sono forme di adorazione che Dio non approva. Parlò di “falsi profeti”, paragonandoli a un albero che produce frutti spregevoli ed è “tagliato e gettato nel fuoco”. Affermò inoltre: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli”. — Matteo 7:15-22.
Anzi, riguardo ad alcuni che sostenevano di essere suoi seguaci, Gesù disse: “Confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”. (Matteo 7:23) Inoltre parlando ai capi religiosi dei suoi giorni, Gesù applicò loro quello che Dio aveva detto a proposito dell’Israele apostata: “Invano continuano ad adorarmi, perché insegnano come dottrine comandi di uomini”. — Marco 7:6, 7.
È chiaro che non tutte le forme di adorazione sono approvate da Dio e da suo Figlio. Quindi non tutte sono vere. Vuol dire questo che c’è una sola religione che insegna la verità? Non è possibile che Dio agisca per mezzo di alcune religioni, ma ne rigetti altre? Oppure, è possibile che Dio accetti o rifiuti l’adorazione dei singoli individui di varie religioni, indipendentemente da quello che insegnano le organizzazioni di cui fanno parte?
Per ispirazione divina l’apostolo Paolo scrisse: “Ora vi esorto, fratelli, per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, a parlare tutti concordemente, e a non avere fra voi divisioni, ma ad essere perfettamente uniti nella stessa mente e nello stesso pensiero”. (1 Corinti 1:10) In un altro versetto la Bibbia esorta i cristiani ad essere “dello stesso pensiero” e ad avere “lo stesso amore, essendo uniti nell’anima, avendo il medesimo pensiero nella mente”. — Filippesi 2:2.
Quando esiste tale unità, ne risulta una sola religione. Per questo la Bibbia dice che esiste “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”. — Efesini 4:4, 5.
Cosa rivela la storia biblica
La storia biblica conferma che questa conclusione ha solide basi scritturali. Analizzandola scoprirete che Dio si è servito di un solo sistema di adorazione per trattare con il suo popolo. Agli inizi della storia umana Dio impiegò patriarchi, o capifamiglia, come suoi rappresentanti. Tra questi ricordiamo Noè, Abramo (Abraamo), Isacco e Giacobbe. — Genesi 8:18-20; 12:1-3; 26:1-4; 28:10-15.
I discendenti di Giacobbe si ritrovarono schiavi in Egitto, dove nonostante la crudele oppressione divennero milioni. Dio li liberò dalla schiavitù conducendoli miracolosamente attraverso il Mar Rosso. Poi li scelse come suo popolo e provvide loro leggi impiegando Mosè come mediatore. Divennero così l’antica nazione di Israele, la nazione di Dio. — Esodo 14:21-28; 19:1-6; 20:1-17.
È significativo che Dio non approvasse i culti dei popoli che confinavano con Israele. Egli punì il suo popolo quando si discostò dalle sue leggi e adottò tali culti. — Levitico 18:21-30; Deuteronomio 18:9-12.
Che dire dei singoli individui che appartenevano ad altre nazioni ma che desideravano adorare il vero Dio? Prima dovevano abbandonare la falsa adorazione che avevano praticato fino a quel momento e poi dovevano unirsi a Israele nell’adorare Geova Dio. Molti di loro ottennero l’approvazione di Dio e divennero suoi leali servitori. Tra loro ci furono donne come Raab la cananea e Rut la moabita, uomini come Uria l’ittita ed Ebed-Melec l’etiope, e gruppi di persone come i gabaoniti. Salomone, re d’Israele, pregò sentitamente a favore di tutti coloro che, come i personaggi citati sopra, si unirono al popolo di Dio nella vera adorazione. — 2 Cronache 6:32, 33.
Dopo che Gesù venne sulla terra
In seguito, dopo che Gesù fu mandato sulla terra, la vera adorazione si basò sui suoi insegnamenti, e i propositi di Dio divennero molto più chiari. Col tempo i veri adoratori vennero chiamati “cristiani”. (Atti 11:26) Di conseguenza, gli ebrei che desideravano essere approvati da Dio dovevano lasciare il loro precedente modo di adorare. Non potevano scegliere tra due diversi sistemi di adorazione, né potevano adorare ciascuno per conto proprio. Come abbiamo visto nella Parola di Dio, i veri adoratori erano uniti in “una sola fede”. — Efesini 4:4, 5.
Oggi per alcuni l’idea che Dio si serva di una sola religione per trattare con gli esseri umani può sembrare estremista e difficile da accettare. Tuttavia questa è la conclusione a cui si perviene leggendo la Bibbia. Nel passato molti che avevano adorato Dio a modo proprio hanno riconosciuto che le cose stanno così. Si sono uniti ai veri adoratori di Geova e, dissipate le perplessità iniziali, hanno ricevuto grandi benedizioni e gioie. Per esempio, la Bibbia dice che, dopo aver accettato il cristianesimo ed essersi battezzato, un etiope “andava per la sua via, rallegrandosi”. — Atti 8:39.
Oggi chiunque accetti e pratichi la vera religione proverà qualcosa di simile. Ma visto che ci sono così tante religioni tra le quali scegliere, come potete riconoscere l’unica vera religione?
[Nota in calce]
Potete leggere le loro vicende nei seguenti passi biblici: Giosuè 2:1-7; 6:22-25; Rut 1:4, 14-17; 2 Samuele 11:3-11; Geremia 38:7-13 e Giosuè 9:3-9, 16-21.

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Ale+x+epico 24 aprile PENULTIMO ROUND 24 aprile 2011 13:04

UN EPISODIO NARRATO NELLA BIBBIA POTRÀ AIUTARTI AD AVERE L’ATTEGGIAMENTO PIÙ SAGGIO E LOGICO.
Questo episodio lo troviamo nel libro degli ATTI:
(Atti 5:33-39) Udito questo, essi si sentirono profondamente feriti e volevano sopprimerli. Ma nel Sinedrio si alzò un uomo, un fariseo di nome Gamaliele, maestro della Legge stimato da tutto il popolo, e comandò di far uscire per un po’ gli uomini. E disse loro: “Uomini d’Israele, prestate attenzione a voi stessi in quanto a ciò che intendete fare riguardo a questi uomini. Per esempio, prima di questi giorni sorse Teuda, dicendo di essere lui stesso qualcuno, e un certo numero di uomini, circa quattrocento, si unirono al suo partito. Ma egli fu soppresso, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuda il galileo, ai giorni della registrazione, e si trasse dietro della gente. E anche quell’uomo perì, e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi. E ORA, NELLE PRESENTI CIRCOSTANZE, VI DICO: NON VI IMMISCHIATE CON QUESTI UOMINI, MA LASCIATELI STARE; (PERCHÉ, SE QUESTO PROGETTO O QUEST’OPERA È DAGLI UOMINI, SARÀ ROVESCIATA; MA SE È DA DIO, NON LI POTRETE ROVESCIARE); ALTRIMENTI, POTRESTE TROVARVI A COMBATTERE EFFETTIVAMENTE CONTRO DIO”.
Siamo nuovamente debitori al racconto scritturale, CHE MOSTRA I TORTUOSI RAGIONAMENTI DEGLI OPPOSITORI DELL’OPERA DI DIO. Sebbene gli apostoli fossero brava gente, la corte aveva intenzione di sopprimerli. Ma Gamaliele, uno stimato maestro della legge, si alzò e diede ai capi religiosi un consiglio opportuno.
Il saggio consiglio di Gamaliele fu in parte accettato. Sebbene i capi religiosi non smettessero di combattere contro Dio!
Di lui la Mishnàh (Sotah 9:15) dice: “Quando morì Rabban Gamaliele il Vecchio, la gloria della Legge si offuscò e sparirono purezza e astinenza”. (Trad. inglese di H. Danby) Gamaliele era evidentemente un uomo di larghe vedute e tutt’altro che fanatico, come risulta dal consiglio che diede quando Pietro e gli altri apostoli furono condotti davanti al Sinedrio. Citando esempi del passato, GAMALIELE SPIEGÒ LA SAGGEZZA DI NON INTERFERIRE NELL’OPERA DEGLI APOSTOLI.
Così Caro Signor Epico il mio suggerimento è di non sprecare il tuo tempo in una guerra ad oltranza contro l’organizzazione dei Testimoni di Geova.
Segui il consiglio del saggio GAMALIELE e lascia le cose nelle mani di DIO. Altrimenti rischi di COMBATTERE CONTRO IL CREATORE!!
CORDIALI SALUTI
ALE

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Ale+x+epico+24+aprile+ULTIMO+ROUND 24 aprile 2011 13:10

È MOLTO INTERESSANTE QUELLO C. J. WOODWORTH SCRISSE A UN SUO AMICO CHE SMISE DI SERVIRE GEOVA PERCHÉ GLI UNTI SEGUACI DI GESÙ CRISTO NON ERANO ANDATI IN CIELO NEL 1914 E GLI FECE DOMANDE DI QUESTO GENERE:

Chi ci ha insegnato qual è il nome di Dio? Chi ci ha insegnato che Gesù Cristo è il Figlio di Dio? Chi ci ha insegnato la verità sul diavolo? Chi ci ha insegnato che l’inferno è la comune tomba del genere umano? Chi ci ha insegnato che si muore a causa del peccato del primo uomo e che alla morte l’anima cessa di esistere? Chi ci ha insegnato che la Bibbia è la Parola di Dio? Chi ci ha insegnato dove sono i nostri cari deceduti e che speranza hanno? Chi ci ha insegnato qual è lo scopo della vita? Chi ci ha insegnato cos’è lo spirito santo? Chi ci ha insegnato la fondamentale dottrina basata sul sacrificio di riscatto di Gesù grazie alla quale abbiamo una speranza meravigliosa NOI e CHIUNQUE se ne voglia avvalere? Chi ci ha insegnato cos’è il Regno di Dio per cui preghiamo? Chi ci ha insegnato attraverso la Bibbia perché si soffre e si muore? Quale Organizzazione si attiene strettamente all’ispirata Parola di Dio, basando tutte le proprie dottrine e norme di condotta sulla Bibbia? Quale Organizzazione dedica i suoi principali sforzi a compiere l’opera predetta dalla Bibbia per i nostri giorni, cioè la predicazione della buona notizia del Regno di Dio in tutto il mondo, in testimonianza? Quale Organizzazione mantiene fra i suoi componenti un alto livello di purezza morale, perché Geova stesso è santo? Chi ci ha insegnato e dimostrato che l’umanità non si è evoluta ma è stata creata? Chi ci ha insegnato che le preghiere devono essere rivolte solo a Geova tramite Cristo? Chi ci ha insegnato e dimostrato che viviamo nel “tempo della fine”?
Chi ci ha insegnato che Satana è l’invisibile governante di questo mondo che Dio distruggerà l’attuale sistema di cose malvagio e che il Regno di Dio retto da Cristo governerà la terra con giustizia e che Un “piccolo gregge” regnerà in cielo con Cristo e che altri che Dio approva riceveranno la vita eterna su una terra paradisiaca?????? Ecc. ecc. ecc……………..

La fede del fratello Woodworth non fu scossa quando gli avvenimenti del 1914 non furono quelli attesi. SI RESE SEMPLICEMENTE CONTO CHE C’ERA ANCORA MOLTO DA IMPARARE.
Evidentemente Woodworth rifletteva, e anche noi possiamo fare lo stesso, sul fatto che SONO MOLTE DI PIÙ LE RISPOSTE CHE ABBIAMO AVUTE DI QUELLE CHE DESIDERIAMO O NON CAPIAMO E QUINDI ABBIAMO OGNI RAGIONE PER APPREZZARE L’ORGANIZZAZIONE DEI TESTIMONI DI GEOVA CHE CI HA DATO TUTTE QUESTE RISPOSTE E QUESTE INFORMAZIONI, QUESTA ABBONDANZA DI CIBO SPIRITUALE.
Esiste forse un’alternativa migliore?
Quale?
NESSUNO HA UNA SPERANZA COME LA NOSTRA, BASATA SULLA BIBBIA. È la cosa migliore che possiamo offrire ad altri. La nostra speranza è un tesoro di cui ci rallegriamo. “Rallegratevi nella speranza”, ci viene detto. (Rom. 12:12) Possiamo attendere fiduciosamente che si realizzi presto. Non invano ne attendiamo con perseveranza la realizzazione. I primi cristiani attesero quello che noi vedremo adempiersi. Avremo il meraviglioso privilegio di assistere alla sua grandiosa realizzazione. E ABBIAMO ANCHE IL PRIVILEGIO DI CONDIVIDERE QUESTA SPERANZA CON CHI LO DESIDERA!
Caro Epico percorri pure la strada che preferisci. Noi la pensiamo come Giosuè che disse:
(Giosuè 24:15) …ORA SE È MALE AGLI OCCHI VOSTRI SERVIRE GEOVA, SCEGLIETEVI OGGI CHI VOLETE SERVIRE, …………. MA IN QUANTO A ME E ALLA MIA CASA, SERVIREMO GEOVA”.
Ciao
ale

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ALE x Epico e altri....visto che eravamo partiti da qui!! 26 aprile 2011 21:56

In riferimento alla pubblicazione dei recenti articoli sul decesso di una paziente testimone di Geova (Annunziata Iannicelli di 68 anni – ndr), a causa di una mancata trasfusione, la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, acquisite le relazione dei sanitari che l’hanno avuta in cura, precisa che “La signora è stata ricoverata presso il reparto di terapia sub-intensiva dell’Ospedale di Bordighera il 10 aprile ed è deceduta il 14 aprile per patologie relative all’apparato cardio-respiratorio e non per problematiche di tipo emorragico, che potevano richiedere come intervento sanitario la somministrazione di emotrasfusioni”.
di Mario Guglielmi
E QUESTA è L’ENNESIMA VOLTA CHE SI PARLA IMPROPRIAMENTE E POI SI RITIRA TUTTO!!!!!!!!!!!!!!!
ALE

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Epico+per+Ale 27 aprile 2011 12:10

Una delle funzioni del Sangue è Trasportare l’ ossigeno da un compartimento ad alta concentrazione di O2 ai tessuti che ne hanno bisogno !Se viene a mancare il sangue è normale avere crisi respiratoria.L’articolo lo conferma “…Il 4 marzo ha subito un grave attacco respiratorio. È stato allora che i medici le hanno proposto la trasfusione di sangue…”. E’ questa l’ennesima volta che parlate a sproposito per un vostro tornaconto.

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Mauri 27 aprile 2011 20:28

Diciamo le cose come stanno:

Precisazione dell’Asl
Il decesso di una testimone di Geova, l’Asl: “Morte non è attribuile a fattori emorragici”
Bordighera – Questo quanto sostiene la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, una volta acquisite le relazione dei sanitari che l’hanno avuta in cura
In riferimento alla pubblicazione dei recenti articoli sul decesso di una paziente testimone di Geova, a causa di una mancata trasfusione, la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, acquisite le relazione dei sanitari che l’hanno avuta in cura, precisa che “La signora è stata ricoverata presso il reparto di terapia sub-intensiva dell’Ospedale di Bordighera il 10 aprile ed è deceduta il 14 aprile per patologie relative all’apparato cardio-respiratorio e non per problematiche di tipo emorragico, che potevano richiedere come intervento sanitario la somministrazione di emotrasfusioni”.
di Mario Guglielmi

http://www.riviera24.it/articoli/2011/04/21/108145/il-decesso-di-una-testimone-di-geova-lasl-morte-non-e-attribuile-a-fattori-emorragici

La nostra sorella non è morta perchè “ha rifiutato una trasfusione”. Dire una cosa simile è falso e fuorviante, e lo sarebbe ancora di più sostenere che con la trasfusione sarebbe vissuta.

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Epico+per+Mauri 28 aprile 2011 09:47

“…La nostra sorella non è morta perchè “ha rifiutato una trasfusione”. Dire una cosa simile è falso e fuorviante, e lo sarebbe ancora di più sostenere che con la trasfusione sarebbe vissuta”.Questo lascialo dire ai medici.Resta il fatto che la trasfusione di sangue per il testimone di Geova NON è una libera scelta.Il testimone che accetta di farsi trasfondere viene automaticamente espulso dalla congregazione.L’espulsione comporta che il Testimone di Geova sia oggetto di una forma di totale ostracismo, al punto che tutti gli altri Testimoni di Geova, anche i loro amici e parenti non devono (e non possono, pena il subire a loro volta l’espulsione) salutarli, rivolgere loro la parola e avere rapporti sociali di qualsiasi genere. Cito ad esempio solo alcune documentazioni a riguardo:
«I cristiani leali non intrattengono rapporti spirituali con coloro che sono stati espulsi dalla congregazione. Ma c’è dell’altro. … Pertanto evitiamo anche di avere contatti sociali con chi è stato espulso. Questo significa che non staremo con lui né in occasioni come picnic, feste e partite di pallone né per andare in un centro commerciale, a teatro o a mangiare a casa o al ristorante» (Il Ministero del Regno, Agosto 2002).

«Che dire del parlare a un disassociato? … A questo riguardo, La Torre di Guardia del 1° gennaio 1982, pagina 25, dice: “Un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato?”» (ibidem).

«È proprio come viene detto a pagina 31 dello stesso numero della Torre di Guardia: “La realtà è che quando un cristiano si dà al peccato e deve essere disassociato, perde molte cose: la sua posizione approvata dinanzi a Dio; … la piacevole compagnia dei fratelli, inclusa gran parte dell’associazione che aveva con i parenti cristiani”» (ibidem).

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Francy x EPICO 30 aprile 2011 15:12

Devo dire che già il Nick-name che ti sei scelto la dice lunga su di te!
MEDITA SU QUESTE INFORMAZIONI E POI ALLA FINE TI FACCIO UNA DOMANDA!
Quando hai torto lo ammetti?
“SOLO gli stupidi e i morti non cambiano mai idea”. Almeno, così disse lo scrittore J. R. Lowell. Comunque sia, quella di rimanere irragionevolmente attaccati a un’idea o rifiutare di ammettere un torto è una manchevolezza umana molto comune.
Un rimarchevole esempio di ciò si ebbe nell’anno 33 E.V. Gesù di Nazaret, per qualche tempo prima di quella data, aveva insegnato e fatto discepoli in Palestina. I capi giudei gli avevano fatto continua opposizione, respingendo tanto le prove scritturali che era il Messia quanto i segni miracolosi che accompagnavano il suo ministero. Poi, quell’anno, Gesù compì nelle vicinanze di Gerusalemme un’opera potente che avrebbe dovuto convincere anche il più accanito oppositore. Sotto gli occhi di molte persone, riportò in vita un uomo che era morto da quattro giorni! — Giov. 11:30-45.
Se c’era qualcosa che poteva dimostrare che Gesù aveva il sostegno di Geova era proprio questo miracolo. Come si sarebbe potuta spiegare altrimenti una risurrezione dai morti? A motivo d’essa molti accettarono Gesù. Ma che dire dei capi giudei? Il racconto dice che ‘tennero consiglio per uccidere Gesù’. Non solo, ma “i capi sacerdoti tennero ora consiglio per uccidere anche Lazzaro”, l’uomo risuscitato da Gesù. — Giov. 11:53; 12:10, 11.
Ostinazione
Sì, piuttosto che ammettere il loro torto, i Giudei volevano eliminare ogni traccia della prova. Certamente siamo costretti a condannare la loro ostinazione. Si potrebbe pensare che, dopo una simile dimostrazione di protervia, la coscienza li avrebbe spinti a riconsiderare il loro modo d’agire. Ma rimasero fermi nella loro posizione e, in seguito, provocarono la morte di Gesù, il peggior errore e il crimine più biasimevole che sia mai stato commesso. — 1 Cor. 2:6-8.
Poi, nonostante tutte le evidenze della risurrezione di Gesù, vollero sbarazzarsi degli apostoli, testimoni di questa potente opera di Dio. Ma uno dei loro capi più rispettati, pur non riconoscendo in Gesù il Messia, diede un consiglio che come minimo avrebbe dovuto far loro cambiare idea radicalmente. Quest’uomo era l’eminente maestro Gamaliele. Dopo aver citato l’esempio di uomini che si erano presentati come sedicenti Messia e i cui movimenti erano falliti, Gamaliele consigliò: “Vi dico: Non vi intromettete con questi uomini, ma lasciateli stare; (perché, se questo progetto o quest’opera è dagli uomini, sarà rovesciata; ma se è da Dio, non li potrete rovesciare); altrimenti, potete trovarvi a combattere effettivamente contro Dio”. — Atti 5:34-39.
Nondimeno, i capi giudei non diedero retta al consiglio di Gamaliele. Infatti, qualche tempo dopo, quando il cristiano Stefano fece loro notare quello che avevano fatto, e disse loro che erano uomini ostinati, “furon feriti al loro cuore [ma non pentiti o inteneriti] e stridevano i denti contro di lui”. Quindi “gridarono a gran voce e si misero le mani agli orecchi”, e infine lapidarono Stefano a morte. — Atti 7:51-60.
Nonostante simili esempi, nel mondo l’ostinazione è spesso ammirata. La Bibbia, comunque, la mette in relazione con uno spirito di ribellione e un cuore cattivo, cose che i cristiani dovrebbero evitare. (Sal. 78:8) Essa cita anche esempi, come quello del Faraone d’Egitto e degli Ebrei al tempo dei Giudici, e delle sofferenze che ebbero a causa della loro ostinazione. — Eso. 14:8, 26-28; Giud. 2:19-23.
Quindi se ci esaminiamo e riscontriamo d’essere ostinati per natura o di avere il tipo di personalità per cui non siamo troppo portati ad ascoltare le opinioni altrui, facciamo bene a riconoscere che questo costituisce un problema. Dopo tutto, non agli ostinati, ma “ai mansueti [Dio] mostrerà favore”. Inoltre, quelli che “possederanno la terra” non saranno i caparbi o i testardi, ma i mansueti. — Prov. 3:34; Sal. 37:11.
Orgoglio
A volte il problema può non essere la semplice ostinazione. Può avere relazione con un’altra caratteristica, l’orgoglio. Com’è possibile? Avete mai conosciuto qualcuno con mansioni direttive che, avendo fatto un errore ed essendo stato scoperto, si rifiuta di ammetterlo o cerca di incolparne qualcun altro? O forse avete udito un anziano in una congregazione dire involontariamente una cosa inesatta e poi non essere disposto a riconoscerlo. Questo potrebbe essere dovuto all’orgoglio, all’idea che in quella posizione non si dovrebbe essere colti in fallo. Genitori e insegnanti di scuola agiscono talora in questo modo, temendo di perdere il rispetto e l’influenza se ammettono un errore e di indebolire così la propria autorità.
Dall’orgoglio nasce l’idea di “salvare la faccia”. In Oriente certuni preferiscono letteralmente morire piuttosto che “perdere la faccia”. Ma la maggioranza di noi, in Oriente o in Occidente, vuole difendere la propria “faccia”, il proprio prestigio o l’immagine che vuole dare. Questo è in gran parte colpa dell’orgoglio.
È l’orgoglio una qualità che i cristiani dovrebbero coltivare? Quando pensiamo a gente superba, chi ci viene in mente? Uomini come Sennacherib, Faraone e il re di Babilonia (e anche il Diavolo stesso). (1 Tim. 3:6) È vero che questi re furono elogiati e temuti dai loro contemporanei, ma come li considerò Geova? La Bibbia dice: “[Io, Geova,] ho odiato la superbia e l’orgoglio”. (Prov. 8:13) E dov’è ora la gloria di questi uomini?
LA DOMANDA CHE TI VORREI FARE è:
A PARTE TUTTO QUELLO CHE HAI DETTO COS’HAI DI MEGLIO DA PROPORRE?
SENZA CONSIDERARE CHE MOLTE COSE NON LE CONDIVIDO E MOLTE COSE TE LE INVENTI…………
MA IL PUNTO è: TU CARO EPICO OLTRE A CERCARE DI DEMOLIRE COSA OFFRI? COSA PROPONI? QUALI ALTERNATIVE SUGGERISCI?
HAI COMINCIATO AD USARE UNA NOTIZIA DI CRONACA…….CHE POI è STATA SMENTITA PER POI FAR EMERGERE I TUOI VERI MOTIVI: CERCARE PRETESTI CONTRO I T. DI G.
E COSì HAI SPARATO A MITRAGLIA ACCUSE, MENZOGNE, CALUNNIE……..A CHE SCOPO?
DICE BENE LA BIBBIA:
(Giobbe 15:34)  Poiché l’assemblea degli apostati è sterile, E il fuoco stesso deve divorare le tende dei regali….
(Giobbe 36:13) …E gli apostati di cuore accumuleranno essi stessi ira….
(Salmo 101:3) …Non porrò di fronte ai miei occhi nessuna cosa buona a nulla. Ho odiato il fare di quelli che apostatano; Non si attacca a me.
…………
NELLE TUE ARGOMENTAZIONI FASULLE E PROVOCATORIE SI EVINCE IL LIVORE DI CHI NON CONDIVIDE (IL CHE è LECITO) MA SOPRATTUTTO NON RISPETTA (E QUESTO NON VA BENE!) CHI HA IDEE DIVERSE!!
IMPEGNA IL TUO TEMPO PER QUALCOSA DI COSTRUTTIVO E NON SOLO PER DEMOLIRE CON MENZOGNE E CALUNNIE INFONDATE!
DAI UNA SPERANZA! PROPONI QUALCOSA! ALTRIMENTI TI FARAI DISTRUGGERE DAL TUO STESSO VELENO CHE SPUTI CONTRO CHI LA PENSA DIVERSAMENTE!!
La sentenza della corte
16 Forse vi interesserà conoscere l’esito della causa intentata dalla donna che se l’era presa perché i suoi ex conoscenti non volevano più conversare con lei dopo che aveva scelto di rinnegare la fede, dissociandosi dalla congregazione.
17 Prima che la causa venisse effettivamente dibattuta, una corte distrettuale federale aveva emesso con procedura sommaria un giudizio contro di lei. Il giudizio si basava sul concetto che la corte non deve interferire in questioni disciplinari ecclesiastiche. La donna allora si appellò contro questa decisione. Il parere unanime della corte federale d’appello si basava, con una motivazione più ampia, sul Primo Emendamento (della Costituzione degli Stati Uniti): “Poiché il rifiuto di avere rapporti con le persone espulse è parte integrante della fede dei testimoni di Geova, riteniamo che il principio del ‘libero esercizio’ sancito dalla Costituzione degli Stati Uniti . . . renda inammissibile il ricorso [della donna]. I convenuti hanno il diritto costituzionale di rifiutare di avere rapporti con le persone espulse. Di conseguenza si convalida” il precedente giudizio emesso dalla corte distrettuale.
18 La motivazione della sentenza aggiunge: “[La disassociazione] è praticata dai testimoni di Geova in conformità alla loro interpretazione del testo canonico, e noi non abbiamo il diritto di reinterpretare quel testo . . . I convenuti hanno diritto al libero esercizio delle loro credenze religiose . . . In genere i tribunali non entrano nel merito dei rapporti fra i membri (o gli ex membri) di una chiesa. Le chiese godono di un’ampia libertà d’azione in quanto alla disciplina da impartire ai loro membri o ex membri. Concordiamo con l’opinione espressa da[ll’ex giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti] Jackson secondo cui ‘le attività religiose che concernono esclusivamente gli aderenti di una confessione sono e devono essere assolutamente libere, più libere che sia possibile’ . . . I membri della Chiesa che [lei] aveva deciso di abbandonare hanno stabilito di non voler più avere rapporti con lei. Riteniamo che siano liberi di fare questa scelta”.
19 La corte d’appello ha riconosciuto che, sebbene la donna fosse afflitta perché gli ex conoscenti avevano deciso di non conversare con lei, “permetterle di ottenere un risarcimento per danni morali o non quantificabili rappresenterebbe una limitazione anticostituzionale del libero esercizio della religione da parte dei testimoni di Geova . . . La norma costituzionale che garantisce il libero esercizio della religione richiede che la società tolleri il tipo di danno subìto [dalla donna] come un prezzo che vale la pena pagare per proteggere il diritto di tutti i cittadini di praticare la religione che preferiscono”. Da quando è stata emessa, questa sentenza ha assunto, in un certo senso, ancora maggiore importanza. Come mai? La donna in seguito è ricorsa alla massima corte del paese perché il caso venisse riesaminato e possibilmente la sentenza contro di lei venisse revocata. Ma nel novembre 1987 la Corte Suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di farlo.
20 Quindi questo caso importante ha stabilito che una persona disassociata o dissociata non può ricorrere in tribunale per avere un risarcimento dei danni da parte dei testimoni di Geova. Poiché la congregazione seguiva le perfette istruzioni che tutti noi possiamo leggere nella Parola di Dio e le metteva in pratica, la persona soffre per una situazione creata dalle sue stesse azioni.
Molti traggono beneficio dalla disciplina!!
Alcuni estranei, sentendo parlare di disassociazione, tendono a compatire il trasgressore che non può più conversare con quanti fanno parte della congregazione cristiana. Ma non è una compassione fuori luogo? Considerate il beneficio potenziale che il trasgressore e altri possono ricevere.
22 Per esempio, a pagina 26 abbiamo menzionato il commento di Lynette sulla sua scelta di “interrompere qualsiasi contatto” con Margaret, la sua sorella disassociata. Lei e i suoi parenti cristiani ‘credevano che la via di Geova fosse la migliore’. E lo è!
23 In seguito la sorella di Lynette le disse: ‘Se tu avessi preso alla leggera la disassociazione, so di sicuro che non avrei agito così presto per essere riassociata. Il non avere più rapporti coi miei cari né stretti contatti con la congregazione fece nascere in me il forte desiderio di pentirmi. Capii quanto era stata errata la mia condotta e quanto era stato grave l’avere voltato le spalle a Geova’.
24 In un altro caso, furono i genitori di Laurie ad essere disassociati. Eppure lei dice: ‘I miei contatti con loro non cessarono mai, ma anzi aumentarono. Col passar del tempo, divenni sempre meno attiva. Arrivai al punto di non frequentare nemmeno le adunanze’. Poi lesse le informazioni della Torre di Guardia del 15 dicembre 1981 e del 1° gennaio 1982, che ribadivano l’importanza dei consigli di 1 Corinti 5:11-13 e 2 Giovanni 9-11. “Fu come se mi si fosse accesa dentro una lampadina”, scrive. ‘Capii che dovevo fare dei cambiamenti. Ora mi è più chiaro il significato di Matteo 10:34-36. Per la mia famiglia non fu facile accettare la mia decisione, in quanto il mio bambino, che ha cinque anni, è l’unico maschio e gli vogliono un gran bene’. Si spera che la perdita di questa compagnia toccherà il cuore dei genitori, come avvenne nel caso di Margaret. A parte questo, la disciplina ha aiutato Laurie, che dice: ‘Ho ricominciato a uscire nel ministero di campo. Il mio matrimonio e la mia famiglia sono più saldi a motivo del mio cambiamento, e anch’io sono più forte’.
25 Sandi, una donna che era stata disassociata e che in seguito fu riassociata, scrive: ‘Desidero ringraziarvi per gli articoli utilissimi e istruttivi [già menzionati] sulla riprensione e la disassociazione. Sono felice che Geova ami tanto il suo popolo da far sì che la sua organizzazione sia mantenuta pura. Quello che agli estranei può sembrare un atteggiamento rigido, è un provvedimento sia necessario che veramente amorevole. Sono grata che il nostro Padre celeste sia un Dio amorevole e misericordioso’.
26 Infatti lo stesso Dio che esige l’espulsione dei trasgressori impenitenti dalla congregazione indica anche che, se un peccatore si pente e si converte, può essere riassociato. (Anche un dissociato può chiedere di tornare a far parte della congregazione). Dopo di che potrà essere confortato dai cristiani che gli confermeranno il loro amore. (2 Corinti 2:5-11; 7:8-13) Come scrisse Paolo, “nessuna disciplina al presente sembra essere gioiosa, ma dolorosa; tuttavia a quelli che ne sono stati addestrati produce poi un pacifico frutto, cioè giustizia”. — Ebrei 12:11.

BUONA GIORNATA!
FRANCY

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Epico+per+Francy 1 maggio 2011 01:00

Tipica risposta di chi è sotto effetto di plagio.Infatti i testimoni di Geova quando non sanno come rispondere a critiche ben documentate reagiscono scagliandosi contro chi li critica.Accusandoli ed offendendoli.Cosa che io non mi sono mai permesso di fare.Io non ho fatto altro che riportare affermazioni edite negli opuscoletti dei testimoni di geova facilmente verificabili.E il testimone di geova cosa fa?invece di smentirmi mi accusa in questo modo:”"NELLE TUE ARGOMENTAZIONI FASULLE E PROVOCATORIE SI EVINCE IL LIVORE DI CHI NON CONDIVIDE (IL CHE è LECITO) MA SOPRATTUTTO NON RISPETTA (E QUESTO NON VA BENE!) CHI HA IDEE DIVERSE!!
IMPEGNA IL TUO TEMPO PER QUALCOSA DI COSTRUTTIVO E NON SOLO PER DEMOLIRE CON MENZOGNE E CALUNNIE INFONDATE!
DAI UNA SPERANZA! PROPONI QUALCOSA! ALTRIMENTI TI FARAI DISTRUGGERE DAL TUO STESSO VELENO CHE SPUTI CONTRO CHI LA PENSA DIVERSAMENTE!!”"
il tutto senza documentare.Dimmi dove sono stato falso,calunnioso,animato da livore e soprattutto irrispettoso?Chi vi inganna è la vostra dirigenza e io sarei irrispettoso?Io mi ritengo uno dei migliori amici dei testimoni cercando di “svegliarvi”.A presto e non ti arrabbiare più così che ti fa male al corpo e all’anima.Non è questo l’esempio che ci ha lasciato Gesù.Senza rancore Epico.A presto e buona giornata anche a te.

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Al+Sig+EPICO:+"FATTI+E+NON+PAROLE!!!!" 17 maggio 2011 15:35

“Chi semina vento raccoglie tempesta” è un antico proverbio derivante da un libro della Bibbia (Osea 8,7), che vuol dire che chi fa del male, riceverà un danno maggiore di quello arrecato.
LEGGI
06 zoom – Beatificazione di Giovanni Paolo II, le immagini di Roma
pubblicato: lunedì 02 maggio 2011 da RondoneR……………………
e l’interessante osservazione che ha fatto un lettore verso la
fine dell’articolo (evidentemente non Testimone):

“Si comportano meglio i Testimoni di Geova, anche se non li
sopporto col loro proselitismo, e ho detto tutto.
Ogni anno affittano l’Olimpico per il loro raduno: arrivano prima,
ripuliscono tutto, muri e seggiolini dalle scritte di pennarello e
schifezza varie, puliscono i bagni, portano vasetti di fiori e
dopo il raduno se ne vanno riportandosi via ogni cartaccia anche
minuscola e lasciano tutto iù pulito di come l’hanno trovato.”
Buonagiornata
FATTI E NON PAROLE!

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Al+Sig+EPICO:+"FATTI+E+NON+PAROLE!!!!" 17 maggio 2011 20:14

E queste notizie non le leggi?
CINISELLO B. (MI): LA MEDICINA “SENZA SANGUE” SALVA UN TESTIMONE DI GEOVA

IL BASSINI È UNO DEI TRE OSPEDALI IN ITALIA IN CUI SI PRATICA LA TECNICA SPERIMENTALE “A VENE APERTE”, CHE CONSENTE DI ESEGUIRE OPERAZIONI CHIRURGICHE SENZA TRASFUSIONI. COSÌ SI È SALVATO UN TESTIMONE DI GEOVA

CINISELLO BALSAMO, 17 MAGGIO 2011 – LA COMUNITÀ MILANESE DEI TESTIMONI DI GEOVA GRIDA AL MIRACOLO O QUASI. IL PROFESSOR GUIDO RAFFAELE STRADA, TIENE PIÙ I PIEDI PER TERRA E PREMIA CON SODDISFAZIONE IL LAVORO DI SQUADRA DELLA SUA ÉQUIPE. QUEL CHE È CERTO È CHE NEI GIORNI SCORSI NELLE SALE OPERATORIE DELL’OSPEDALE BASSINI DI CINISELLO SI È COMPIUTO UN PICCOLO CAPOLAVORO DELLA CHIRURGIA.

L’ÉQUIPE DI GUIDO RAFFAELE STRADA, PRIMARIO CINISELLESE DELL’UNITÀ OPERATIVA DI UROLOGIA, È INTERVENUTO SU MICHELE FERARU, UN PAZIENTE DI 58 ANNI DI ORIGINE ROMENA, CON GRAVI PROBLEMI AI RENI E ALLA VENA CAVA, REALIZZANDO UN’OPERAZIONE CHIRURGICA «A VENE APERTE», SENZA PREVEDERE CIOÉ ALCUNA TRASFUSIONE SANGUIGNA.

TECNICAMENTE L’INTERVENTO HA UN NOME QUASI IMPRONUNCIABILE: NEFRECTOMIA RADICALE, LINFOADENECTOMIA RETROPERITONIALE, TROMBECTOMIA CAVALE FINO A VENE SOTTOEPATICHE. IN PRATICA SI È INTERVENUTO PER ELIMINARE UNA MASSA TRA I RENI E LA VENA CAVA E PER ESEGUIRE UNA PULIZIA DELLA STESSA VENA OSTRUITA.

UN’OPERAZIONE DELICATA, CHE IN UN PAZIENTE NORMALE SAREBBE STATA QUASI DI ROUTINE, MA CHE IN QUESTO CASO È DIVENTATA DI ASSOLUTA ECCELLENZA, PERCHÉ IL PAZIENTE È UN TESTIMONE DI GEOVA E COME TALE NON AVREBBE ACCONSENTITO AD ALCUNA TRASFUSIONE. I MEDICI DEL BASSINI LO HANNO PRESO IN CARICO CON LARGO ANTICIPO SUI TEMPI DELL’INTERVENTO, PREDISPONENDO UN PERCORSO AD HOC CHE SOLAMENTE IN POCHISSIME STRUTTURE SANITARIE ITALIANE VIENE MESSO IN ATTO.

L’OSPEDALE BASSINI È DA CIRCA 6 ANNI UNO DEI 3 OSPEDALI ITALIANI «SENZA SANGUE», OSSIA IN GRADO DI ESEGUIRE OPERAZIONI CHIRURGICHE CHE EVITINO LE TRASFUSIONI. «NON CI SI INVENTA NULLA — SPIEGA IL PROFESSOR STRADA —. L’OSPEDALE BASSINI È FORSE L’UNICO IN ITALIA CHE HA STILATO UNO SPECIALE PROTOCOLLO DEDICATO ALLA CHIRURGIA SENZA SANGUE. SONO DESCRITTI I PASSI DA COMPIERE PRIMA DI INTERVENIRE E DURANTE LE OPERAZIONI. NULLA È LASCIATO AL CASO. IL PAZIENTE VIENE SOTTOPOSTO A UNA SERIE DI TERAPIE PREVENTIVE CHE SERVONO A CONDURLO AL GIORNO DELL’OPERAZIONE NELLE CONDIZIONI FISICHE OTTIMALI E CON SANGUE MOLTO RICCO DI GLOBULI ROSSI».

ALLA FINE DELL’OPERAZIONE, IL PAZIENTE 58ENNE, AVEVA PERSO SOLAMENTE 250 CENTILITRI DI SANGUE, POCO DI PIÙ DI UN NORMALE PRELIEVO. IN SALA OPERATORIA, INSIEME AL PROFESSOR STRADA ERANO PRESENTI PAOLO VIGANO, LUIGI ERBA, L’ANESTESISTA PAOLO MALSANO E I SUOI COLLABORATORI.

«L’OSPEDALE BASSINI HA IL MERITO ASSOLUTO DI AVER CREDUTO IN QUESTA SPECIALE CHIRURGIA E DI AVER STILATO UN PROTOCOLLO UNICO E INEDITO IN ITALIA — CONFERMA CARLO BENINCASA, RESPONSABILE REGIONALE PER I TEMI SANITARI DEI TESTIMONI DI GEOVA —. TUTTAVIA AL PRIMO POSTO C’È LA PREPARAZIONE DEI MEDICI. PERCHÉ NON TUTTI I MEDICI SAREBBERO DISPONIBILI A METTERSI IN GIOCO SU INTERVENTI COSÌ DELICATI. AL BASSINI TUTTI GLI OPERATORI SANITARI SONO INFORMATI E PRATICANO CON ASSOLUTA SICUREZZA QUESTO TIPO DI INTERVENTI».

di Rosario Palazzolo

Fonte: http://www.ilgiorno.it
Buonagiornata Caro il Sig EPICO!!
FATTI E NON PAROLE!

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Al+Sig+EPICO:+"FATTI+E+NON+PAROLE!!!!" 17 maggio 2011 21:28

INTERVENTO DEI TESTIMONI DI GEOVA IMPERIESI SULLA MORTE DI ANNUNZIATA IANNICELLI

“STANDO AL COMUNICATO DELLA ASL, LA NOTIZIA SECONDO CUI LA TESTIMONE DI GEOVA SAREBBE MORTA PER AVER RIFIUTATO LE EMOTRASFUSIONI È DESTITUITA DI OGNI FONDAMENTO”.

“AMPIA RISONANZA È STATA DATA NELLE SCORSE SETTIMANE ALLA NOTIZIA SECONDO CUI UNA TESTIMONE DI GEOVA, ANNUNZIATA IANNICELLI, DI 68 ANNI, SAREBBE DECEDUTA ALL’OSPEDALE DI BORDIGHERA PER AVER RIFIUTATO LE EMOTRASFUSIONI. PER RISPETTO VERSO I FAMILIARI COLPITI DAL GRAVE LUTTO, AL CUI DOLORE PARTECIPIAMO SINCERAMENTE, COME PURE PER NON ALIMENTARE STERILI POLEMICHE, ABBIAMO ATTESO A INTERVENIRE PER CHIARIRE I TERMINI DELLA QUESTIONE. IN UN COMUNICATO, LA DIREZIONE SANITARIA DELL’OSPEDALE DI BORDIGHERA, ACQUISITE LE RELAZIONI DEI SANITARI CHE L’HANNO AVUTA IN CURA”, HA PRECISATO CHE ‘ANNUNZIATA IANNICELLI È DECEDUTA IL 14 APRILE PER PATOLOGIE RELATIVE ALL’APPARATO CARDIO-RESPIRATORIO E NON PER PROBLEMATICHE DI TIPO EMORRAGICO, CHE POTEVANO RICHIEDERE COME INTERVENTO SANITARIO LA SOMMINISTRAZIONE DI EMOTRASFUSIONI’. PERTANTO, STANDO AL COMUNICATO DELLA ASL, LA NOTIZIA SECONDO CUI LA TESTIMONE DI GEOVA SAREBBE MORTA PER AVER RIFIUTATO LE EMOTRASFUSIONI È DESTITUITA DI OGNI FONDAMENTO”.

LO SCRIVE ROMANO CALCAGNO, A NOME DEI TESTIMONI DI GEOVA DELLA PROVINCIA DI IMPERIA, CHE PROSEGUE: “VA ANCHE DETTO CHE ALL’EPOCA DEL PRIMO RICOVERO DELLA PAZIENTE NELLA STESSA STRUTTURA (DALLA QUALE ERA SUCCESSIVAMENTE STATA DIMESSA IL 18 MARZO E PRESSO LA QUALE ERA STATA DI NUOVO RICOVERATA IL 10 APRILE), IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI, DOTT. AMEDEO BIANCO, AVEVA DICHIARATO CHE LE DECISIONI PRESE DA UN PAZIENTE COSCIENTE DEVONO ESSERE RISPETTATE. ‘È INDISCUTIBILE – AVEVA DETTO – CHE ALLO STATO DEI FATTI, DELLA GIURISPRUDENZA E ANCHE DELL’ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE NESSUNO PUÒ ESSERE SOTTOPOSTO A UN TRATTAMENTO SANITARIO CONTRO LA SUA VOLONTÀ, TRANNE NEL CASO DI UN SOGGETTO CON MALATTIA MENTALE, NON CURABILE ALTRIMENTI E PER TUTELA DELLA SUA SALUTE E DI QUELLA PUBBLICA’. NON ERA CERTO IL CASO DI ANNUNZIATA IANNICELLI, DEL TUTTO CAPACE DI INTENDERE E VOLERE. DEGNO DI NOTA È ANCHE IL PARERE ESPRESSO DI RECENTE DAL PROF. UMBERTO VERONESI SU QUESTO TEMA: ‘PENSO CHE LA VOLONTÀ DEL PAZIENTE VADA SEMPRE RISPETTATA E CREDO CHE NESSUN TRATTAMENTO POSSA ESSERE IMPOSTO PER LEGGE, NEPPURE SE SI TRATTA DI UN TRATTAMENTO SALVAVITA. DEL RESTO QUESTA È LA POSIZIONE ESPRESSA DALLA NOSTRA COSTITUZIONE ALL’ARTICOLO 32, OLTRE CHE DAL CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA E DALLA CONVENZIONE DI OVIEDO SUI DIRITTI DEL PAZIENTE, CHE IL NOSTRO PAESE HA SOTTOSCRITTO”.

fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Sanremo News, in data 12 maggio 2011, rubrica Cronaca, da parte del giornalista Carlo Alessi (www.sanremonews.it)

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Epico+per+i tdg 19 maggio 2011 09:50

Il “fatto” e non le parole è che la sig.Ianicelli non era libera di scegliere e continuare ad essere una testimone di Geova,infatti se avesse accettato la trasfusione,il suo gesto sarebbe stato inteso come una “dissociazione” dalla comunità. Ai testimoni di Geova “dissociati” viene manifestato il più rigoroso ostracismo: nessun TdG rivolge loro la parola od il saluto e perfino i parenti ed i familiari che fanno parte del gruppo devono evitare i contatti non assolutamente necessari con loro. Dato che la vita sociale dei TdG si svolge prevalentemente all’interno della comunità, questo comportamento punitivo nei confronti di chi accetta una trasfusione di sangue è più che sufficiente a mettere in dubbio l’effettiva libertà di acconsentire o meno ad un simile trattamento: “Sei libero di accettare una trasfusione, ma se lo fai nessuno di noi ti rivolgerà più la parola, nessuno ti saluterà, ogni contatto con te verrà troncato e perfino i tuoi parenti ti eviteranno…”. Questa è la ‘libertà’ di scelta che hanno i Testimoni.

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 09:53

un tempo i TdG ritenevano anche la pratica della vaccinazione una violazione della legge di Dio: «La vaccinazione è una diretta violazione del patto eterno che Dio stipulò con Noè, dopo il Diluvio», si leggeva in una loro pubblicazione (g 4/2/1931 293). I Testimoni di Geova rifiutavano quindi di vaccinare se stessi ed i loro figli ed affrontavano anche processi e condanne pur di rimanere fedeli a questa “legge di Dio”. Poi il loro Corpo Direttivo (CD) cambiò idea e le vaccinazioni vennero permesse: «Non ci sembra che [la vaccinazione] sia una violazione del patto eterno fatta con Noè» (w 53 445). Già, “non ci sembra”: peccato che nel frattempo qualcuno ci avrà rimesso la vita o la salute…

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 10:10

La stessa cosa è avvenuta con la proibizione dei trapianti,fino al 1968 erano permessi (“Il fatto di mettere il proprio corpo o parti del proprio corpo a disposizione degli scienziati o dei medici per fare esperimenti scientifici o per fare trapianti in altre persone è disapprovato da certi gruppi religiosi. Tuttavia, non pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. È quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé. Se una persona è convinta nella propria mente e nella propria coscienza che sia giusto farlo, può provvedere a tal fine, e nessun altro dovrebbe criticarla per tale gesto. D’altra parte nessuno dovrebbe essere criticato se rifiuta di prendere tale provvedimento-La Torre di Guardia del 15 marzo 1963, nella rubrica Domande dai lettori a pagina 192).

poi a partire dal 1968 e fino al 1980 furono definiti «cannibalismo, una pratica aborrita da ogni persona civile». Si sosteneva che «Geova Dio non diede agli uomini il permesso di cercar di perpetuare la propria vita mettendo cannibalisticamente nei loro corpi carne umana, sia masticandola che nella forma di interi organi o parti del corpo tolte da altri» (La Torre di Guardia del 15 marzo 1968, p. 190-192).
«Ci sono quelli, come i cristiani testimoni di Geova, che considerano tutti i trapianti fra uomini come cannibalismo» – Svegliatevi! 8/11/1968, pag. 22.
«Nessuno che sia in possesso delle proprie facoltà mentali vuole morire. La vita è preziosa, quindi l’uomo vuole vivere. Ma il cannibalistico uso di organi umani non è il modo di conseguire longevità» – Svegliatevi! del 22/3/70, pag.4.

I «trapianti sono in effetti una forma di cannibalismo» – Svegliatevi! del 22/12/72, pag. 27.

«…oggi gli uomini progettano una ‘cannibalizzazione’ in massa dei corpi» – La Torre di Guardia del 15/6/75, pag.366.

I Testimoni rifiutarono quindi i trapianti e parecchi di loro ne subirono le conseguenze. Poi,ancora improvvisamente, la loro dirigenza cambiò idea ed i trapianti vennero permessi, con buona pace di chi nel frattempo era morto o, nel “migliore” dei casi, aveva perso la vista per non aver acconsentito ad un trapianto di cornea. «La coscienza di alcuni Testimoni permette loro di accettare trapianti d’organo se l’intervento è eseguito senza sangue … I Testimoni non pensano che la Bibbia contenga commenti diretti sui trapianti di organi; per cui spetta al singolo Testimone decidere in merito a trapianti di cornea, di rene o di altri tessuti» (Svegliatevi! 22/11/1982, pag.26; Opuscolo Sangue, formato rivista, 1990, pagine 16, 28).

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 10:14

Va anche ricordato che fino al 1978 i TdG rifiutavano qualsiasi emoderivato. Ecco per esempio cosa si leggeva nella rivista Svegliatevi! dell’8/8/1975 a proposito del Fattore VIII, impiegato per combattere l’emofilia: «Certo, i veri cristiani non impiegano questo pericoloso trattamento, dando ascolto al comando biblico di ‘astenersi dal sangue’». Quindi nel 1975 i “veri cristiani” non avrebbero acconsentito all’utilizzo del Fattore VIII nella cura dell’emofilia, anche in presenza di un’emorragia inarrestabile. Un emofiliaco che avesse accettato tale emoderivato sarebbe stato disassociato. Nel 1978 il CD ha cambiato nuovamente idea. L’accettazione del Fattore VIII è diventata da quella data una questione di coscienza che non comporta più l’espulsione per i “trasgressori”! (Torre di Guardia 1/11/1978 p. 31).

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 10:18

solo questione di tempo ed accadrà la stessa cosa anche con il divieto delle trasfusioni: alla fine diventerà una questione di coscienza, priva di conseguenze sanzionatorie nei confronti dei TdG che accetteranno il sangue. Ora chi accetta una trasfusione non è un “vero cristiano”, come avveniva con il Fattore VIII prima del 1978, con le vaccinazioni fino al 1953 e con i trapianti fino al 1980; “domani” le cose potranno cambiare. Se nel frattempo qualcuno muore per ubbidire agli attuali ‘intendimenti’ del CD, non ci sono problemi: i Testimoni assicurano che queste vittime della loro “verità” verranno certamente resuscitate…

Potete trovare molte altre informazioni su questi argomenti in queste pagine web: ww.infotdgeova.it/sangue/trasfusioni1.php, http://www.infotdgeova.it/dottrine/trapianti.php.

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PER EPICO, OPINIONI DI MEDICI E PROFESSORI 19 maggio 2011 17:59

I PERICOLI DELLE TRASFUSIONI DI SANGUE
IL NUMERO DEL 14 DICEMBRE 1989 DEL NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE RIFERIVA CHE UNA SOLA UNITÀ DI SANGUE PUÒ CONTENERE ABBASTANZA VIRUS DELL’AIDS DA CAUSARE FINO A 1.750.000 INFEZIONI!
NEL 1987, DOPO CHE SI COMPRESE CHE L’AIDS SI TRASMETTEVA ATTRAVERSO LE SCORTE DI SANGUE DONATO, UN LIBRO ESPRESSE QUESTO RAMMARICO: “QUESTO ERA IL PIÙ AMARO DI TUTTI I PARADOSSI DELLA MEDICINA: CHE IL SANGUE, PREZIOSO DONO DI VITA, POTESSE RIVELARSI UNO STRUMENTO DI MORTE”. — AUTOLOGOUS AND DIRECTED BLOOD PROGRAMS.
IL DOTT. CHARLES HUGGINS, DIRETTORE DEL CENTRO TRASFUSIONALE DI UN OSPEDALE DEL MASSACHUSETTS (USA), HA DETTO: “È LA SOSTANZA PIÙ PERICOLOSA CHE USIAMO IN MEDICINA”.
UN PERIODICO DI CHIRURGIA (SURGERY ANNUAL) È GIUNTO ALLA SEGUENTE CONCLUSIONE: “È CHIARO CHE LA TRASFUSIONE PIÙ SICURA È QUELLA CHE NON VIENE SOMMINISTRATA”.
VISTO CHE IL TASSO DI RECIDIVE DI CANCRO È MOLTO PIÙ ELEVATO DOPO GLI INTERVENTI IN CUI È STATO TRASFUSO SANGUE, IL DOTT. JOHN S. SPRATT HA SCRITTO IN UNA RIVISTA MEDICA: “IL CHIRURGO ONCOLOGO POTREBBE DOVER RINUNCIARE ALLE TRASFUSIONI”. — THE AMERICAN JOURNAL OF SURGERY, SETTEMBRE 1986.
IL PERIODICO EMERGENCY MEDICINE HA SCRITTO: “LA NOSTRA ESPERIENZA COI TESTIMONI DI GEOVA POTREBBE FORSE ESSERE INTERPRETATA NEL SENSO CHE NON ABBIAMO BISOGNO DI FARE TANTO ASSEGNAMENTO SULLE EMOTRASFUSIONI, CON TUTTE LE LORO POSSIBILI COMPLICANZE, COME PENSAVAMO UNA VOLTA”.
IL PERIODICO PATHOLOGIST, RIFERENDOSI AL RIFIUTO CHE I TESTIMONI DI GEOVA OPPONGONO AL SANGUE, HA DETTO: “ESISTONO CONSIDEREVOLI PROVE A SOSTEGNO DELLA LORO AFFERMAZIONE, NONOSTANTE LE BANCHE DEL SANGUE ASSERISCANO DECISAMENTE IL CONTRARIO”.
IL DOTT. CHARLES H. BARON, CHE INSEGNA DIRITTO ALLA BOSTON COLLEGE LAW SCHOOL, HA DETTO A PROPOSITO DEL RIFIUTO DEL SANGUE DA PARTE DEI TESTIMONI DI GEOVA: “HANNO RESO UN SERVIZIO ALL’INTERA SOCIETÀ AMERICANA. GRAZIE ALL’OPERATO DEI COMITATI DI ASSISTENZA SANITARIA ORGANIZZATI DAI TESTIMONI, OGGI NON SOLO AI TESTIMONI DI GEOVA, MA AI PAZIENTI IN GENERALE È PIÙ DIFFICILE CHE VENGANO PRATICATE TRASFUSIONI DI SANGUE NON NECESSARIE”.

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 19:23

1)Tra medici e giornali hai trovato circa una decina di testimonianze pubblicate sulle riviste edite dalla Watchtower (che ovviamente non è obbiettiva).Rimangono milioni di medici che sostengono il contrario e cioè che il Sangue è cosi prezioso per due motivi fondamentali: perché per molte applicazioni mediche e chirurgiche continua ad essere indispensabile; perché è raro. Il giorno in cui i progressi ci metteranno a disposizione il sangue artificiale, o ci permetteranno di fare a meno dei prodotti ematici per le cure mediche e chirurgiche, sarà un giorno bellissimo. Ma oggi, purtroppo, non è così.
2)Anche le vaccinazioni e i trapianti hanno un margine di rischio eppure i testimoni “oggi” in caso di bisogno ne fanno uso.

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PER+EPICO,+QUOTIDIANO esprime parere 19 maggio 2011 18:06

CIÒ CHE HA SCRITTO L’UNITÀ DEI TESTIMONI DI GEOVA

“TRENTAMILA ALL’OLIMPICO, IN SILENZIO . . . NON UNA CARTA, NON UN RUMORE, NON UN GRIDO. LO STADIO OLIMPICO, IERI, ERA COSÌ. . . . NON UN GESTO SCOMPOSTO, UNA SIGARETTA ACCESA, UNA LATTINA. SOLO BIBBIE APERTE, PERSONE CHE PRENDONO APPUNTI, BAMBINI SILENZIOSI”.

I TESTIMONI DI GEOVA SONO FERMAMENTE CONVINTI CHE IL CREATORE CONOSCE MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO I PRINCÌPI DA CUI GLI ESSERI UMANI DOVREBBERO FARSI GUIDARE. (ISAIA 48:17, 18) PERTANTO, QUANDO VENGONO ELOGIATI A MOTIVO DELLA LORO CONDOTTA, DANNO IL MERITO A LUI. GESÙ DISSE: “RISPLENDA LA VOSTRA LUCE DAVANTI AGLI UOMINI, AFFINCHÉ VEDANO LE VOSTRE ECCELLENTI OPERE E DIANO GLORIA AL PADRE VOSTRO CHE È NEI CIELI”. — MATTEO 5:16. OSSERVANDO LE “ECCELLENTI OPERE” DEI CRISTIANI TESTIMONI DI GEOVA, SI PUÒ RICONOSCERE L’ECCELLENZA DEL LORO DIO. SPESSO GLI OSSERVATORI SONO SPINTI A ‘DARE GLORIA’ A DIO DIVENENDO A LORO VOLTA SUOI ADORATORI. QUINDI L’APOSTOLO PIETRO ESORTA: “MANTENETE LA VOSTRA CONDOTTA ECCELLENTE FRA LE NAZIONI, AFFINCHÉ, NELLA COSA DI CUI PARLANO CONTRO DI VOI COME MALFATTORI, IN SEGUITO ALLE VOSTRE OPERE ECCELLENTI DELLE QUALI SONO TESTIMONI OCULARI GLORIFICHINO DIO NEL GIORNO DELLA SUA ISPEZIONE”. — 1 PIET. 2:12. GESÙ DICHIARÒ: “COSÌ RISPLENDA LA VOSTRA LUCE DINANZI AGLI UOMINI, AFFINCHÉ VEDANO LE VOSTRE ECCELLENTI OPERE E DIANO GLORIA AL PADRE VOSTRO CHE È NEI CIELI”. (MATT. 5:16)

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Epico+per+i+tdg 19 maggio 2011 19:37

A parte le affermazioni sempre auto-compiacenti e farisaiche secondo cui i soli testimoni di Geova sarebbero “puri”, non si capisce come si possa dire che non ci sono impuri anche tra di loro, quando a parlarci delle impurità di casa propria è lo stesso geovismo.
Sono davvero i Testimoni, come ripetono fino alla noia, puliti, educati, gentili?

Qui non occorre altro che citare delle rivelazioni sorprendenti dalla loro stessa letteratura.

“Alcuni fratelli manifestano la tendenza a stare meno attenti alla loro condotta quando sono lontani dalla propria congregazione. Spesso questa mancanza di ritegno cristiano si verifica fuori dal luogo del congresso, riunendosi dopo le sessioni dell’assemblea in alberghi, ristoranti o latrove. Alcuni hanno persino affittato sale da ballo e orchestrine o hanno passato la sera in discoteca. In qualche caso non avendo padronanza di sé durante balli mondani hanno recato molto biasimo, essendo persino indotti a commettere immoralità. Le festicciole tenute nelle camere d’albergo sono a volte diventate così rumorose e sfrenate che si è ecceduto nel bere, lasciando poi in giro numerose bottiglie di liquore e altri rifiuti così che il giorno dopo le cameriere hanno dovuto raccoglierli e ripulire tutto. … Alcuni genitori non sono intervenuti quando i figli correvano, urlando e schiamazzando per tutto l’albergo, quando si divertivano ad andare su e giù in ascensore, a volte provocando gravi danni, o gettavano sassi nella piscina e contro le macchine parcheggiate. … A causa di questi cattivi esempi alcuni albergatori hanno detto che piuttosto di avere di nuovo i testimoni di Geova preferiscono chiunque altro. (Ministero del Regno 5/78 pp. 3, 4)

“Alcuni albergatori si sono lamentati che dei fratelli hanno saldato il conto dell’albergo e se ne sono andati lasciando le camere in condizioni indecenti” (Ministero del Regno, 5/91, p. 4)

“Per illustrare quanto sia importante sapere sempre dove si trovano i vostri figli, riferiamo l’episodio di un tassista di una città dove si teneva un’assemblea, il quale disse a un fratello di avere preso su due ragazzine nel luogo dell’assemblea. Evidentemente si erano proposte di stare via tutto il pomeriggio e dissero al tassista che la loro madre non avrebbe notato la loro assenza fino alle 17. Questo tassista si preoccupava per loro, ma che dire della loro madre? Che tragedia se fosse capitato loro qualcosa di brutto, per non parlare del biasimo che sarebbe ricaduto sul nome e sul popolo di Dio”. (Ministero del Regno, 5/92, p. 5)

“A un’altra assemblea è stato riferito che durante le sessioni c’era troppa gente che andava in giro. Durante il programma di sabato pomeriggio sono state contate oltre 1.000 persone in movimento (tra cui molti bambini), il che starebbe a indicare che c’è bisogno di maggiore addestramento e sorveglianza da parte dei genitori”. (Ministero del Regno, 5/94, p. 4)

“Dopo una assemblea è stato riferito che diversi erano vestiti in modo che tutt’altro che modesto. Secondo il rapporto, alcuni sono rimasti scandalizzati dal modo di vestire di altri. Anche degli estranei che erano presenti hanno fatto caso all’abbigliamento immodesto di qualcuno. C’era chi aveva ampie scollature e abiti troppo aderenti”. (Ministero del Regno, 5/95, p. 4)

OVVIAMENTE QUESTE SONO RIVISTE PER USO INTERNO CHE LA DIRIGENZA SE NE GUARDA BENE DAL FARLE PUBBLICARE SU QUOTIDIANI.

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Per Epico 20 maggio 2011 17:15

renato cimino Giovedì, 28 Aprile 2011 I Testimoni di Geova e le trasfusioni di sangue
Quando l’emoglobina del sangue di un paziente diminuisce così tanto da mettere in pericolo la sua vita occorre praticargli una trasfusione di sangue,unico e insostituibile presidio terapeutico per normalizzare l’apporto di ossigeno alle cellule dell’organismo.
I testimoni di Geova negano ai loro credenti la scelta di farsi trasfondere,anche in condizioni estreme di vita,sulla base di una loro interpretazione di un passo del libro biblico del Levitico.
Per tale motivo, come successo di recente a Bordighera, i pazienti gravemente anemici, seguaci di tale religione, preferiscono morire piuttosto che essere trasfusi.
Ancora una volta, come più volte successo nella mia lunga militanza nel settore ospedaliero della onco-ematologia, si sono sollevate da più parti accese diatribe se sia, in questi casi, superabile legalmente questo divieto di trasfusione secondo una credenza religiosa.
Nessuno si sognerebbe mai di non trarre a riva, potendolo, un naufrago, anche in presenza di un suo diniego formalmente espresso.
Così, penso che sia giunto il momento di una disposizione legislativa precisa al riguardo che consenta ai medici preposti di poter salvare una vita, trasfondendo del sangue, prescindendo da convinzioni etico-religiose, anche se rispettabili.
Caro Professore, gradirei conoscere la sua opinione al riguardo.
Veronesi Giovedì, 28 Aprile 2011
RISPOSTA DEL PROF UMBERTO VERONESI:
CARO COLLEGA, NON SONO D’ACCORDO CON LEI. PENSO CHE LA VOLONTÀ DEL PAZIENTE VADA SEMPRE RISPETTATA E CREDO CHE NESSUN TRATTAMENTO POSSA ESSERE IMPOSTO PER LEGGE, NEPPURE SE SI TRATTA DI UN TRATTAMENTO SALVAVITA. DEL RESTO QUESTA È LA POSIZIONE ESPRESSA DALLA NOSTRA COSTITUZIONE ALL’ARTICOLO 32, OLTRE CHE DAL CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA E DALLA CONVENZIONE DI OVIEDO SUI DIRITTI DEL PAZIENTE, CHE IL NOSTRO PAESE HA SOTTOSCRITTO.

IL SUO MESSAGGIO MI STA PARTICOLARMENTE A CUORE PERCHÉ LA LIBERTÀ DI SCELTA, E QUINDI IL DIRITTO DI OGNI INDIVIDUO DI ACCETTARE O RIFIUTARE LE CURE IN OGNI CIRCOSTANZA, SULLA BASE DELLE PROPRIE CONVINZIONI E DEL PROPRIO PROGETTO DI VITA, È IL SIGNIFICATO DEL TESTAMENTO BIOLOGICO. OVUNQUE NEL MONDO IL TESTAMENTO BIOLOGICO HA L’OBIETTIVO DI POTER DIRE SÌ O NO ALLA VITA ARTIFICIALE, CHE PER MOLTI È UNA NON-VITA. PROPRIO IN QUESTI GIORNI È PREVISTA LA DISCUSSIONE DELLA LEGGE CALABRÒ SUL BIOTESTAMENTO, UNA LEGGE CHE PERÒ NEGA SE STESSA: INVECE CHE SUL PRINCIPIO DELLA LIBERTÀ E DELLA RESPONSABILITÀ È INFATTI BASATA SUL PRINCIPIO DELL’IMPOSIZIONE, PERCHÉ RENDE OBBLIGATORIA LA NUTRIZIONE E L’IDRATAZIONE ARTIFICIALI, CONDIZIONI CHE MANTENGONO ARTIFICIALMENTE IN VITA. È DUNQUE UNA LEGGE NON “PER”, MA “CONTRO” IL TESTAMENTO BIOLOGICO, E CONTRO QUELL’80% DI ITALIANI CHE SONO FAVOREVOLI AD AVERE IL DIRITTO DI SCEGLIERE. LA SPERANZA È CHE LA VOCE DI TUTTE LE FORZE CIVILI DEL PAESE IMPEGNATE A FAVORE DELLA LIBERTÀ DI SCELTA SI FACCIA SENTIRE, CHE LE ISTITUZIONI LA ASCOLTINO ED EVITINO AL PAESE QUESTO PASSO INDIETRO NEL CAMMINO DELL’AUTODETERMINAZIONE DEI CITTADINI.

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Per+Epico 20 maggio 2011 17:38

“Sebbene sia concettualmente attraente, l’evidenza che la trasfusione aumenti il trasporto di ossigeno è stata difficile da confermare nella pratica ICU, e i presunti effetti benefici possono in realtà essere considerevolmente attenuati o addirittura dannosi”
Crit Care Med 2005; 33(6):1420
La frontiera della chirurgia senza sangue

Corriere Salute 27 Ottobre 2008

Interventi senza sangue e trasfusioni. «Puliti», come vengono chiamati in gergo. E’ la nuova frontiera della chirurgia. Finora confinata al mondo dei Testimoni di Geova, che per motivi religiosi rifiutano tessuti e organi estranei, la metodica ha perso il suo significato «confessionale» e si sta affermando come soluzione universale alternativa, grazie anche a strumenti sempre più sofisticati.

Sangue infetto, la strage nascosta

Repubblica.it TV 12 gennaio 2008

Tutto cominciò negli anni ’70. Finora migliaia di malati e 1300 morti, risarciti con cifre ridicole. Tra processi odissea e dolore, la storia delle vittime

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Per+Epico 20 maggio 2011 17:50

Fonte: America Oggi

di Riccardo Chioni

NEW YORK. Ha sviluppato l’interesse per arrivare ad effettuare interventi al cuore evitando trasfusioni di sangue una decina d’anni fa e ora il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo si è instaurato come precursore della tecnica nella comunità medica, diventando allo stesso tempo un preciso punto di riferimento per la collettività dei Testimoni di Geova.
Il cardiochirurgo Giovanni Ciuffo rivela ad America Oggi nel suo studio al settimo piano del complesso ospedaliero Mount Sinai nella Upper East Side come si è trovato al centro dell’interesse del movimento religioso dei Testimoni di Geova e della comunità di colleghi, dimostrando la fattibilità di interventi al cuore senza la necessità di trasfusioni.
Ciuffo, cagliaritano d’origine, aveva iniziato a mettere in pratica la sua tecnica quando si trovava a Pittsburg, prima di tornare a praticare a New York, dove ha perfezionato il protocollo.
“Prestando attenzione ai dettagli tecnici nell’esecuzione dell’intervento è possibile giungere alla fine senza un sanguinamento eccessivo” spiega Ciuffo.
Fa osservare che nella sua specialità chirurgica si era sempre presupposto che l’uso di trasfusioni di sangue fosse una cosa ordinaria, fino a quando ha dimostrato il contrario.
“I pazienti Testimoni di Geova, a differenza di molte altre religioni, sono assolutamente risoluti, perché preferirebbero morire, piuttosto che sottoporsi a trasfusione di sangue. Per cui, dieci anni fa ho cercato di affrontare questo quasi dilemma etico: se non faccio la trasfusione aumento il rischio dell’intervento. Però, davanti ad una convinzione religiosa così fervente, allora ti devi chiedere la prossima domanda: ma se è disposto a morire pur di non avere la trasfusione, quale è la mia scelta come medico curante? Offrire l’opzione migliore, rispettando la tua regola religiosa”.
Racconta che nel giro di pochi mesi dall’inizio della pratica di cardiochirurgia senza trasfusione si era reso conto che prestando attenzione ai dettagli tecnici, era invece un intervento che non aumentava il rischio.
Da subito la nuova pratica del cardiochirurgo era balzata all’attenzione della comunità di Testimoni di Geova, ma anche di altri, speranzosi in interventi senza trasfusioni, come – ad esempio – coloro che hanno paura di contrarre malattie virali, anche se il sangue è testato.
“Se andiamo a vedere le statistiche, il cardiochirurgo medio, qui come altrove, in Europa o Asia, ordina trasfusioni di sangue per oltre l’80 per cento dei pazienti, perché viene considerata una cosa ordinaria. Con la mia tecnica sono riuscito a trasfondere meno del 10 per cento dei miei pazienti”.
Ciuffo sottolinea che col trascorrere degli anni sta vedendo un aumento di casi che definisce “difficili” e spiega perché.
“Ad esempio, il paziente che è già stato operato ed ha bisogno di un re-intervento che è molto più ad alto rischio per sanguinamento. E quindi con gli anni e l’esperienza mi sono specializzato sempre di più nel trovare tecniche che permettano al paziente – che sia Testimone di Geova o che non lo sia – di avere un intervento mini-invasivo con risultati ottimi”.
Giovanni Ciuffo in breve era diventato il faro dei Testimoni di Geova: una distinta reputazione professionale la sua che era limitata però all’area metropolitana. Fino a quando il suo nome è entrato nel network nazionale dei Testimoni che adesso arrivano al suo studio dalla Florida, Pennsylvania e Texas.
“Come la giovane che ho operato recentemente. La sua storia è un po’ particolare: adesso ha 35 anni e da sempre aveva vissuto con una rara malattia congenita del cuore. Era nata con il solo ventricolo sinistro, con una circolazione abnorme, abbastanza bilanciata per cui era riuscita ad arrivare all’età di 30 anni col cuore con cui era nata. In Texas aveva trovato un chirurgo disposto ad operarla, però erroneamente. E quando s’era presentata da me soffriva di quei sintomi che noi chiamiamo fallimento dell’intervento. Aveva contattato tutti, tutti i cardiochirurghi statunitensi e da ognuno aveva ricevuto la solita risposta: non operiamo senza trasfusione. L’ho operata e nel giro di tre giorni è tornata a casa dove vive una vita normale. Mi ha detto che farà in modo che nessuno debba disperatamente cercare aiuto tra i Testimoni come ha fatto lei per cinque anni”.
Nel mondo si contano oltre sette milioni di Testimoni di Geova, a New York operano 22 congregazioni ed ognuna è dotata di un ministero che cura rapporti con ospedali: se qualcuno nella sua congregazione ha bisogno di un intervento, offre un elenco di specialisti.
“È stata una cosa gratificante perché mi ha messo a disposizione la pratica clinica per imparare ad avere dei risultati sempre migliori e adesso siamo giunti all’intervento mini-invasivo e quasi nessuno ha bisogno di trasfusione di sangue” aggiunge Ciuffo.
Con una casistica di riguardo di casi a grande rischio risolti magnificamente, adesso Giovanni Ciuffo vedrà pubblicati i suoi risultati nelle riviste professionali e aggiunge “è una cosa che farà tendenza e verrà considerata parte della qualità con cui si lavora sui pazienti”.
Ciuffo ha effettuato almeno duecento interventi al cuore su pazienti Testimoni di Geova, ma precisa che anche tutti gli altri – e sono migliaia – sono trattati con interventi mini-invasisi e senza trasfusioni.
“Anche i chirurghi che sono ancora legati a cose quasi medievali cominceranno ad avere l’impulso per adeguarsi al nuovo standard in chirurgia cardiovascolare”.

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Per+Epico 20 maggio 2011 17:52

Aids. Sicilia: mille infettati per trasfusione sbagliata

22 ottobre 2010

21 ottobre 2010 – In Sicilia ci sono mille persone malate di Aids per colpa di una trasfusione sbagliata. Lo sostiene ‘S‘, il magazine in edicola da sabato prossimo.
“Si tratta degli emofiliaci che hanno ricevuto una fiala di emoderivato infetta, importata dal terzo mondo per risparmiare sui costi di produzione’, sostiene il periodico che raccoglie la testimonianza di uno degli ammalati, che come gli altri ha chiesto un risarcimento che ‘potrebbe non arrivare. La sorte delle cause intentate dai malati di Aids, infatti, è appesa a un filo”.
“La legge Cirielli rischia di fare scattare la prescrizione per questi casi, – dice il periodico – che si sono verificati fra gli anni ottanta e novanta: se infatti in tutta Italia le persone infettate con l’Hiv sono circa ottantamila, sono solo 409 quelle che hanno ottenuto ragione da un tribunale civile. Sotto processo per queste vicende, ormai da un ventennio in molti tribunali italiani, e’ finita una cinquantina di persone, compresi i vertici dell’amministrazione sanitaria degli anni Ottanta e Novanta. Fra questi Duilio Poggiolini, direttore del servizio farmaceutico nazionale del ministero della Salute già coinvolto in Tangentopoli”.
Il ragazzo che ha subito la trasfusione sbagliata, però, non si arrende: “Se avessi davanti i responsabili – dice – li ammazzerei con le mie mani. Sono condannato all’ergastolo per le mie condizioni di salute. Credete che possa farmi paura il carcere a vita? Mi rivedo ogni giorno dentro la bara al posto dei miei amici che sono morti”. Anche perché, spiega, la sua vita è fatta di una doppia verità: “C’è quella dei sorrisi spesso finti, delle birre non bevute dicendo che sono astemio o allergico. Delle partitelle al calcetto rifiutate perché odio il calcio, degli sguardi con una ragazza non ricambiati per paura di dire la verità. Non avrò mai una famiglia. Difficile trovare una donna a cui raccontare come stanno le cose”.

Fonte: http://www.salute.aduc.it

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Per+Epico, altre interessanti informazioni. 20 maggio 2011 17:58

Englewood – Rep. Steve Rothman ed i funzionari dell’Englewood Hospital and Medical Center di New Jersey hanno recentemente annunciato lo stanziamento 4,7 milioni dollari in finanziamenti da parte del Dipartimento della Difesa USA per addestrare medici militari professionisti in medicina senza sangue.

Dal 1994 l’Istituto opera su pazienti, senza usare sangue, inoltre si è affermato come un leader mondiale riconosciuto nella gestione del sangue del paziente.
Fino ad oggi, più di 50.000 pazienti provenienti dagli Stati Uniti e all’estero hanno ricevuto cure mediche e hanno subito operazioni e procedure molto complesse come quelle al cervello, a cuore aperto, ortopedia e chirurgia gastrointestinale, senza far ricorso a trasfusioni di sangue.
L’ospedale ha formato più di 100 medici abili in queste procedure, e ora si aggiungono nuovi medici grazie al contributo pubblico ricevuto.

IL Membro del Congresso Rothman ha annunciato in una conferenza stampa, “Sono molto felice di consegnare quest’ultima tranche di fondi federali da Washington, DC, 1,49 milioni dollari, a Englewood Hospital and Medical Center (EHMC). Questo porta ora il totale per il programma di medicina senza sangue dell’ospedale a 4,69 milioni di dollari e per tutti i programmi EHMC siamo in grado di garantire oltre i sei milioni di dollari federali che abbiano portato a casa dal 2002. Queste risorse sono state stanziate per il centro di assistenza senologica dell’ospedale, pronto soccorso, sistema informativo della radiologia e l’Istituto per il Progresso della medicina senza sangue. Englewood Hospital fa un lavoro così importante e non vedo l’ora di continuare ad aiutare “, ha riferito al PR Newswire .
Rothman ha detto: “Sono molto orgoglioso, senza le trasfusioni di sangue non si salva solo la vita e si aiuta ad alleviare la sofferenza dei pazienti, ma si risparmia anche i soldi delle tasse federali”

Il Dott. Aryeh Shander, direttore esecutivo dell’istituto medico NorthJersey ha detto:
La medicina senza sangue porta risultati di basso rischio di infezioni post-operatorie rispetto alle procedure che richiedono trasfusioni. Può essere utile anche durante i periodi di guerra o di calamità naturali, quando scorte di sangue sono bassi o non disponibili.”
Dopo aver ricevuto i quasi 5 milioni di dollari, Douglas A. Duchak, Presidente e Amministratore Delegato del Centro Medico ha detto con orgoglio, “Ricevere questo finanziamento è un onore per Englewood Hospital e una conferma del nostro status di leader mondiale nella pratica della medicina e della chirurgia senza sangue.
Per un ospedale ricevere questo riconoscimento è un risultato notevole. ”
fonte: http://www.digitaljournal.com/article/287219

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Per+Epico,+altre+interessanti+informazioni. 20 maggio 2011 18:00

I rischi silenziosi della trasfusione di sangue.

Rawn J.

Brigham e Women’s Hospital, Boston, Massachusetts 02115, Stati Uniti d’America.

SCOPO DELLA REVISIONE: La ricerca clinica ha identificato la trasfusione di sangue come un fattore di rischio indipendente per i risultati avversi a breve e a lungo termine, compreso un aumento del rischio di morte, di infarto miocardico, ictus, insufficienza renale, infezione e tumore maligno. Nuove scoperte hanno chiamato in causa l’utilizzo delle tradizionali ipotesi cliniche nella valutazione dei rischi e dei benefici della trasfusione di sangue. La comprensione dei rischi recentemente riconosciuti è importante per la conservazione delle risorse limitate e l’ottimizzazione dei risultati nei pazienti.

RISULTATI RECENTI: Recenti risultati di ricerca clinica hanno esaminato l’impatto della trasfusione di sangue nei pazienti malati critici, pazienti traumatizzati, pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, pazienti con sindromi coronariche acute, pazienti oncologici e altri. Questi studi forniscono ulteriori prove degli esiti avversi associati alla trasfusione di sangue in una vasta gamma di contesti clinici.

RIEPILOGO: I benefici della trasfusione di sangue non sono mai stati definitivamente dimostrati, mentre continuano ad accumularsi le prove dei danni legati alla trasfusione. Visto i motivi del ricorso a trasfusioni che attualmente predominano nella pratica clinica è evidente che i risultati clinici potrebbero migliorare significativamente con una più diffusa adozione di strategie trasfusionali restrittive.

Fonte: NCBI

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Per+Epico,+altre+interessanti+informazioni. 20 maggio 2011 18:01

La frontiera della chirurgia senza sangue
Nicolas Jabbour (www.integris-health.com)

Nicolas Jabbour (www.integris-health.com)

INTERVISTA A NICOLAS JABBOUR, PIONERE DELLA FILOSOFIA «BLOODLESS»

Clips al titanio per i vasi recisi, gel che favoriscono la coagulazione. Non più solo per i testimoni di Geova

ROMA – Interventi senza sangue e trasfusioni. «Puliti», come vengono chiamati in gergo. E’ la nuova frontiera della chirurgia. Finora confinata al mondo dei Testimoni di Geova, che per motivi religiosi rifiutano tessuti e organi estranei, la metodica ha perso il suo significato «confessionale» e si sta affermando come soluzione universale alternativa, grazie anche a strumenti sempre più sofisticati. La tecnica consiste nell’evitare il sanguinamento e quindi il ricorso a unità di sangue donato attraverso una procedura che comporta tra l’altro la speciale preparazione del malato prima e dopo l’intervento. La chirurgia bloodless è stata al centro di una delle giornate del congresso della Società italiana di chirurgia.
Relatore molto atteso, Nicolas Jabbour, direttore del Nazih Zuhdi Transplant Institute dell’università dell’Oklahoma, il primo uomo al mondo ad aver compiuto un trapianto di fegato senza trasfusioni Origini libanesi, fuggito dal suo Paese nel 76 a causa della guerra, Jabbour ha prima lavorato in Belgio e poi si è trasferito a Pasadena, in California. Infine l’avvio del programma bloodless. Scherza quando parla della sua famiglia: «Papà faceva il carpentiere. Ed è per questo che so muovere bene le mani».

Negli Stati Uniti questa tecnica è definitivamente uscita dall’ambito religioso? «Ogni anno vengono effettuati dai 20 ai 30 mila interventi, per la maggior parte su Testimoni di Geova. Sono convinto che si tratti di una grande opportunità per tutti i pazienti e, in genere, per la società. Questo tipo di chirurgia permette di risparmiare sangue, di cui c’è grave carenza in tutto il mondo».

Quali sono gli interventi più indicati? «Tutti quelli dove c’è bisogno di sacche di sangue. Pensiamo alla resezione del colon, alle mastectomie o alla chirurgia pancreatica. Noi in Oklahoma abbiamo ottenuto ottimi risultati nella resezione del fegato che è considerata la più sanguinolenta delle operazioni. Ora sappiamo che nel 90% dei casi le trasfusioni possono essere evitate».

Quali sono i vantaggi per il malato? «Evitare trasfusioni significa eliminare il rischio di infezioni trasmesse dal sangue che non sarà mai sicuro al 100%. Periodicamente vediamo comparire nuovi virus. Pensiamo ad esempio a quello del West Nile. Non basta. La chirurgia senza sangue riduce notevolmente il rischio di effetti collaterali e complicanze, come le infezioni postoperatorie. Stanno inoltre comparendo studi che dimostrano una maggiore incidenza di recidive di tumore nei pazienti oncologici trasfusi. Ricevere una sacca di sangue è come ricevere un organo. Il corpo può reagire».

Quali sono i vantaggi per l’ospedale? «Si risparmiano giornate di ricovero, perché il paziente si riprende più rapidamente. In secondo luogo, si previene il rischio di errori. Certo c’è bisogno di un’organizzazione speciale che coinvolge tutta la squadra, in primo luogo l’anestesista».

La metodica sta prendendo quota anche grazie a nuovi dispositivi antisanguinamento. Di che si tratta? «Utilizziamo clips bipolari al titanio che permettono di chiudere, una volta recisi, i vasi sanguigni. E poi gel che favoriscono la coagulazione, a base di trombina e collagene. La tecnologia ci sta aiutando. Ritengo sia un vero peccato non approfittare delle nuove opportunità soprattutto guardando al futuro. La disponibilità di sangue sarà sempre più ridotta».

Margherita De Bac

Fonte: Corriere.it

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Per+Epico,+altre+interessanti+informazioni. 20 maggio 2011 18:02

Il sangue vecchio ‘aumenta il rischio di infezione’

Ricercatori statunitensi sostengono che conservare troppo a lungo il sangue donato aumenti le probabilità di infezione.

Il rischio di avvelenamento del sangue o di polmonite, raddoppia una volta passato il limite dei 29 giorni, ha scoperto il Cooper University Hospital del New Jersey.

Lo studio, presentato in una conferenza negli Stati Uniti, richiama una maggiore attenzione sul modo in cui il sangue viene utilizzato e conservato.

Le autorità britanniche hanno affermato che in media il sangue impiega 10 giorni per raggiungere gli ospedali e le consegne quotidiane non hanno comportato accumuli.

Negli Stati Uniti non è consentito l’uso di sangue conservato da più di 42 giorni; nel Regno Unito [il limite] è inferiore: 35 giorni.

Dopo due settimane di deposito, i globuli rossi iniziano a subire modifiche che comportano il rilascio di sostanze chimiche chiamate “citochine”.

Queste sono note per ostacolare la funzione immunitaria, e a livelli alti potrebbero rendere i pazienti più suscettibili alle infezioni.

I ricercatori hanno esaminato il tasso di infezioni ospedaliere in 422 pazienti in rapporto all’età della trasfusione di sangue che hanno ricevuto.

Hanno scoperto che l’età media del sangue era di 26 giorni, e il 70 per cento dei pazienti aveva ricevuto il sangue di età superiore ai 21 giorni.

Timori per la scarsità di sangue

In totale, 57 pazienti hanno sviluppato un’infezione – e questi pazienti avevano ricevuto sangue più vecchio rispetto agli altri – in media, era stato conservato per tre giorni e mezzo più a lungo.

I pazienti che avevano ricevuto sangue più vecchio di 28 giorni hanno avuto una probabilità doppia di sviluppare un’infezione, e più unità di sangue sono state date, più alta è stata la probabilità di infezione.

Il Dott. David Gerber, che ha condotto la ricerca e che ha presentato i risultati alla conferenza dell’American College of Chest Physicians di Filadelfia, ha detto che qualsiasi cambiamento al tempo limite potrebbe portare a una scarsità di sangue.

“Un utilizzo più cauto del sangue potrebbe contribuire ad alleviare, almeno in parte, la ridotta scorta di sangue che potrebbe derivare da un tale cambiamento di procedura.”

Una portavoce del National Blood Service ha detto che gli ospedali del Regno Unito non erano fiduciosi sull’utilizzo delle scorte di sangue più vecchie.

“La durata di conservazione del sangue nel Regno Unito è più breve rispetto agli Stati Uniti.”

Ha detto che l’età media del sangue che arriva agli ospedali è stato di poco oltre i 10 giorni, e le consegne quotidiane hanno fatto sì che gli ospedali siano stati meno inclini a fare scorte di sangue.

Ha detto: “Noi continuiamo a lavorare sodo con gli ospedali per migliorare la gestione delle scorte di sangue e per garantire un sicuro, sufficiente approvvigionamento di sangue in modo da soddisfare le esigenze dei pazienti”.

Fonte: BBC NEWS

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Per+Epico,+altre+interessanti+informazioni. 20 maggio 2011 18:03

La trasfusione è nociva in termini di infezioni e di ischemie durante il decorso della chirurgia cardiaca

26 novembre 2007 | Dott. Muriel Gevrey

Bristol, Regno Unito – Secondo lo studio del dott. Gavin J Murphy (Bristol Heart Institute, Bristol, Regno Unito), la trasfusione durante il decorso della chirurgia cardiaca aumenta le infezioni, i problemi ischemici, la durata della degenza in ospedale, la mortalità precoce e tardiva come pure i costi del trattamento. Lo studio solleva il problema dei criteri per legittimare la trasfusione nei pazienti che ne hanno realmente bisogno. L’ematocrito, l’età e le comorbidità sono manifestamente superati.

La trasfusione è considerata sempre più come un fattore di rischio di complicazioni post-chirurgia cardiaca. Senza contare i costi diretti ed indiretti: “i costi nella chirurgia cardiaca rappresentano una proporzione significativa delle trasfusioni fatte nel Regno Unito ed negli Stati Uniti” scrivono gli autori. Soprattutto, le prove dei suoi vantaggi mancano crudelmente, anche se in assenza di choc il debole tasso di ematocrito resta l’indicazione più frequente. Rimane il fatto che la soglia dove il vantaggio della trasfusione supera il rischio dell’anemia non è chiaramente definita. Di qui l’estrema eterogeneità delle pratiche mediche, poiché la proporzione dei pazienti transfusi varia dal 25 al 95 % a seconda della struttura ospedaliera. In questo lavoro, l’équipe britannica ha analizzato le relazioni tra le trasfusioni, l’ematocrito, il progresso dei pazienti ed i costi di ricovero su un ampio gruppo di pazienti operati nella prospettiva futura di studi randomizzati e di una collaborazione più stretta tra chirurghi e cardiologi.

La banca dati del Bristol Royal Infirmary ha raccolto le cartelle dei pazienti adulti operati in chirurgia cardiaca tra aprile 1996 e dicembre 2003. I dati sono stati in seguito incrociati con quelli forniti dai risultati degli esami ematici e la base delle trasfusioni. Gli autori hanno particolarmente studiato il nadir ematocrito, considerato come “il più importante indicatore di trasfusione”. Alla fine, quasi 9000 pazienti sono stati inclusi nello studio.

Gli autori rilevano cinque punti principali:

La trasfusione è fortemente associata all’infezione con una marcata relazione quantità/risposta. “Non abbiamo riscontrato che la probabilità d’infezione fosse ridotta dall’utilizzo di sangue deleucocitato” precisano.

La trasfusione è anche legata fortemente alle complicazioni ischemiche con, anche qui, una relazione quantità/risposta. “Al contrario della concezione iniziale che avevamo che la morbosità collegata all’ischemia sarebbe stata più probabile nei pazienti che avrebbero avuto bisogno di una trasfusione e che non l’avessero ricevuta” commenta l’équipe britannica.
L’aumento delle complicazioni precoci è omogeneo tra i diversi gruppi, indipendentemente dal nadir ematocrito o l’appartenenza ad un gruppo ad alto rischio (pre-specificato)
La morbosità aumentata in relazione alla trasfusione si accompagna ad un aumento dei costi di ricovero. “In caso di rapporto causale, evitare la trasfusione avrebbe potuto prevenire più del 50% del totale delle infezioni e degli eventi ischemici e di circa il 40% i costi non operatori”.
La trasfusione ha un impatto negativo sulla mortalità. Il rischio di decesso entro i primi 30 giorni è moltiplicato quasi di sei volte in caso di trasfusione. Il tasso di mortalità elevata continua durante il primo anno.

Un’ischemia paradossale

Per il dott. Gérard Helft (ospedale Pitié-Salpêtrière, Parigi) intervistato da heartwire “attualmente, gran parte della letteratura va in questa direzione. Nella chirurgia cardiaca, ci sono molto probabilmente troppe trasfusioni inutili e pericolose”.

Gli autori respingono il limite del margine d’errore d’indicazione. Ammettono che i pazienti più gravi vengono trasfusi più facilmente e possono avere una prognosi più seria indipendentemente dalla trasfusione. Ma sottolineano che i fattori prognostici sono equilibrati tra i gruppi, il nadir ematocrito è anch’esso ugualmente distribuito e l’adeguamento sui fattori di confusione non fa variare i risultati.

“Così, pensiamo che l’effetto nocivo delle trasfusioni sia reale” scrivono. Indicano i punti di forza dello studio: un gruppo intero di pazienti di chirurgia cardiaca, una buona completezza dei dati e l’origine indipendente dai dati sulla trasfusione. Per Gérard Helft, “in questo studio, non abbiamo la certezza che non ci sono fattori stupefacenti e che, alla fine, i pazienti trasfusi non sono più seri degli altri”. A tale riguardo, lo specialista indica che i dati sono spesso incompleti in chirurgia.

È l’effetto sull’ischemia che intriga gli autori poiché la trasfusione ha lo scopo di restaurare l’ossigenazione tessutale. Gérard Helft condivide questa perplessità: “È paradossale ma penso che i globuli rossi che trasfondiamo non sono uguali agli altri!”.

È vero che sperimentalmente, la trasfusione ha mostrato che può indurre un’ipossia nei roditori. L’aggregabilità, la perdita delle proprietà delle cellule ematiche trasfuse e l’accumulo di molecole tossiche e di citochine pro-infiammatorie nel soluto della trasfusione sono altrettante ragioni rammentate. L’infiammazione generata dalla trasfusione di sangue non deleucocitata è implicata nella rottura della placca, nei problemi vascolari cerebrali e nelle sindromi coronarie acute. Che il sangue deleucocitato sembri diminuire gli effetti nocivi della trasfusione, non trova riscontro nel lavoro degli autori.

Criteri di trasfusione da ridefinire

In ogni caso, per loro, fissare un tasso d’ematocrito per la trasfusione non è appropriato. “La ragione è che, preso isolatamente, l’ematocrito a meno che sia molto basso è un cattivo indicatore d’ipossia tessutaria”. L’ipossia tessutaria si verifica quando l’emoglobina scende al di sotto di 5-6 g/dL (ematocrito da 15 a 18). Questo tasso si situa bene al di sotto delle soglie tollerate dai medici per i loro pazienti in chirurgia cardiaca (ematocrito tra 24 e 26). In questo studio, fino ad un ematocrito 21 non si delinea nessun beneficio della trasfusione, una soglia che l’èquipe qualifica come “restrittiva” per una sperimentazione randomizzata. Per Gérard Helft, “trasfondiamo principalmente in rapporto alla clinica ma la pratica è di trasfondere ad 8 g/L di emoglobina”.

Il monitoraggio dell’ossigenazione per spettroscopia sarebbe una tecnica da valutare ma l’insufficienza organica o degli indicatori globali d’ipossia non sono evidentemente sufficienti per stabilire un’indicazione di trasfusione. In conclusione, il dott. Helft indica: “In pratica, è certamente illogico e non indicato trasferire un unico sedimento globulare come alcuni sono tentati di fare pensando “questo non può far male!”. Bisogna veramente riflettere ed essere sicuri prima di trasfondere. Il gruppo di lavoro “trombosi” della Società Europea di Cardiologia fa una rassegna della letteratura sulle emorragie nelle sindromi coronarie acute e ci saranno probabilmente elementi di riflessione sulle istruzioni sulla trasfusione”.

Fonte: The Heart

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Per+Epico,+altre+interessanti+informazioni. 20 maggio 2011 18:12

Caro Epico tu mandi informazioni per demolire e spesso sono obsolete………e non dico altro. MA NON PROPONI NULLA DI MEGLIO.
Le informazioni che ti mandiamo noi sono prese da fonti e personaggi autorevoli che lavorando nel settore ne sanno più di noi e anche di te!
Forse è il caso che ti aggiorni e accetti la realtà che cambia. Se non vuo ascoltare i TDG allora ascoltra almeno i fatti attuali e le opinini di chi ne sa più di noi!
Ti auguro di non rimanere ancorato alle tue OSTINATEZZE e di aprire la mente ed il cuore AI FATTI ATTUALI!
Un’interessante ricerca
diceva:”“CHI FA QUESTE COSE NON SARÀ MAI FATTO VACILLARE”
DOPO AVER DESCRITTO DIECI CARATTERISTICHE DELLA PERSONA GIUSTA, IL 15° SALMO TERMINA CON LE PAROLE RIPORTATE SOPRA. QUESTE POSSONO SENZ’ALTRO SPINGERCI AD ANALIZZARE LA NOSTRA RELIGIONE. SE È LA VERA FEDE, ESSA DOVREBBE INSEGNARCI A (1) CAMMINARE SENZA DIFETTO E PRATICARE LA GIUSTIZIA, (2) PROFERIRE LA VERITÀ ANCHE NEL CUORE, (3) EVITARE DI CALUNNIARE ALTRI E (4) ASTENERCI DAL FARE DEL MALE IN QUALSIASI MODO. LA RELIGIONE CHE È ACCETTA A DIO (5) CI IMPEDIRÀ DI BIASIMARE LE PERSONE RETTE CHE CONOSCIAMO E (6) CI FARÀ EVITARE LA COMPAGNIA DI CHI È SPREGEVOLE. LA VERA FEDE CI SPINGERÀ A (7) ONORARE QUELLI CHE TEMONO GEOVA, (8) FARE CIÒ CHE ABBIAMO PROMESSO PURCHÉ SIA GIUSTO, (9) DARE A CHI È NEL BISOGNO SENZA RICHIEDERE UN INTERESSE E (10) NON ACCETTARE MAI REGALI AI DANNI DI UN INNOCENTE.
DAVIDE NON DICE CHE CHIUNQUE LEGGE, ODE, PRONUNCIA O PERSINO CREDE A QUESTE COSE “NON SARÀ MAI FATTO VACILLARE”. QUESTO ACCADRÀ SOLO A CHI “FA QUESTE COSE”. LA FEDE NON SOSTENUTA DA OPERE È MORTA E NON RECA L’APPROVAZIONE DIVINA. (GIACOMO 2:26) CHI FA LE COSE BUONE MENZIONATE NEL 15° SALMO NON VACILLERÀ POICHÉ GEOVA LO PROTEGGERÀ E LO SOSTERRÀ. — SALMO 55:22.
NATURALMENTE, LA PURA ADORAZIONE NON SI ESAURISCE NEI DIECI PUNTI MENZIONATI NEL 15° SALMO. I SEGUACI DI GESÙ IN SEGUITO APPRESERO DELL’ALTRO RIGUARDO ALL’ADORARE DIO “CON SPIRITO E VERITÀ”. (GIOVANNI 4:23, 24) POTETE SAPERNE DI PIÙ ANCHE VOI, POICHÉ OGGI ESISTONO PERSONE CHE METTONO IN PRATICA QUESTE COSE.”
Cordiali saluti!
Un amico

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Epico+per+i+tdg 22 maggio 2011 10:30

“…Caro Epico tu mandi informazioni per demolire e spesso sono obsolete………e non dico altro…”-Non ho fatto altro che riportare ciò che è edito nelle vostre pubblicazioni.Se questo demolisce,capisci da solo che non ho colpa.–
“MA NON PROPONI NULLA DI MEGLIO”-Anche se non ci fosse nulla di meglio non è coerente accettare l’errore.–
“Le informazioni che ti mandiamo noi sono prese da fonti e personaggi autorevoli che lavorando nel settore ne sanno più di noi e anche di te!”-Andare a scovare nel mondo qualcuno che la pensa come voi e non contare gli altri milioni che hanno parere contrario non vi autorizza a dedurre che quei “qulcuno” sono personaggi autorevoli e gli altri solo impostori che guardano ai propri interessi.
Per non tener conto poi dell’atteggiamento che ha chi scrive i vostri opuscoletti di manipolare le informazioni,di estrapolare frasi da da contesti e far dire alle cosiddette persone autorevoli ciò che vogliono far dire e non ciò che dicono realmente.Sono pronto a documentarti ciò che ho affermato.Mi basta solo che me lo chiedi.

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Epico+per+i+tdg 22 maggio 2011 10:44

“..Se non vuoi ascoltare i TDG allora ascoltra almeno i fatti attuali e le opinioni di chi ne sa più di noi!..”Proprio perchè non solo ho ascoltato i fatti attuali e le opinioni di chi ne sa più di noi e non solo di quelli selezionati da alcune persone ma li ho anche approfonditi,riflettuti,confrontati accertandomi di OGNI cosa(1 Tessalonicesi 5:21) che ho trovato gli errori della watchtower.

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TDG per EPICO 24 maggio 2011 14:26

Bene allora visto che sei convinto percorri pure la tua strada e noi percorriamo la nostra e poi il tempo dirà come stanno le cose!
Gesù non ha mai costretto nessuno a pensarla come lui e a nche noi ti lasciamo liberissimo di credere a quello che ti pare.
Prima o poi i nodi verranno al pettine e si vedrà chi ha ragione e chi no.
Come dice MALACHIA: (Malachia 3:18) …E voi certamente vedrete di nuovo [la distinzione] fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo ha servito”.
(Efesini 4:4-6) 4 C’è un solo corpo, e un solo spirito, come anche foste chiamati nell’unica speranza alla quale foste chiamati; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti e mediante tutti e in tutti.
LASCIAMO LE COSE NELLE MANI DI DIO E ATTENDIAMO!
Stammi bene!

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Epico+per+i+tdg 25 maggio 2011 08:47

Rimane un grosso mistero il fatto che i tdG dicono che Dio proibisce la trasfusione (da notare la differenza del Dio d’amore della Bibbia e il Dio dei testimoni di Geova che preferisce tali sacrifici umani) e tuttavia è permesso fare la trasfusione di certi componenti del sangue,come albumina,gammaglobuline e preparati per emofiliaci;proibita è solola trasfusione di globuli rossi,plasma,globuli bianchi e piastrine.Ma in quale Bibbia è scritto questo?
E ancora vi chiedo:perchè i tdG un tempo rifiutavano i sieri dei vaccini,perchè contenenti frazioni di sangue,mentre invece oggi sono permessi?perchè un po di sangue non contravviene alla legge di Dio?Che senso ha tutto ciò?Che sia vero come qualcuno ha insinuato,che tale permesso è stato concesso per potere inviare i missionari in paesi del terzo mondo dove la vaccinazione è d’obbligo?E se veramente la dirigenza geovista è così volubile nelle sue affermazioni(ricordo la questione trapianti si,poi no poi ancora si)è possibile intuire che tra qualche tempo,se andrà bene all’onnipotente Corpo Direttivo,sarà revocata la legge sul sangue?

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Epico+per+i+tdg 1 giugno 2011 09:02

La Torre di Guardia del 1° giugno 1968, pag. 337, affermava: «I pa­dri cristiani sono obbligati a insegnare questa legge e a farla rispettare per quanto riguarda i figli mino­renni, poiché secondo la legge di Dio i padri sono i guardiani spirituali e religiosi come pure i custodi domestici e paterni dei figli minorenni … Giustamente cercano di proteggere i loro figli affinché non prendano entro di sé sangue estraneo».

É evidente che a un genitore Testimone è ordinato di fare di tutto per impedire al figlio minore di assumere in alcun modo sangue. Per il genitore Testimone non è una scelta, un fatto di coscienza, è piuttosto un obbligo, come dice chiaramente la rivista appena citata.

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Scettica92 13 giugno 2012 14:02

siete tutti malati. Pazzi criminali da rinchiudere. Morite pure se volete,anzi m eglio

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