Stupro a L’Aquila: “Mi volevano uccidere”. Sangue della vittima sulla camicia del militare

Stupro a L’Aquila: “Mi volevano uccidere”. Sangue della vittima sulla camicia del militare

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Le prime confidenze sono affidate ai genitori. La ragazza originaria di Tivoli, vittima della terribile violenza, ha parlato ai suoi familiari: “Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere“. Un pensiero tremendo per la giovane studentessa di 21 anni che pian piano, anche grazie al supporto psicologico che sta ricevendo in ospedale, sta cominciando a ricostruire cosa accadde quella notte. Nel frattempo si aggrava la posizione del militare di Avellino, sospettato con altri due colleghi e la fidanzata di uno di loro di violenza di gruppo: sono state trovate tracce biologiche della vittima sulla camicia, la mano e il braccialetto da polso. È quanto emerge dai primi esiti dei test effettuati dal Ris.

Una violenza di gruppo a cui potrebbe avere partecipato anche una ragazza. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti per il terribile caso della studentessa laziale, stuprata all’uscita della discoteca Guernica a Pizzoli (Aq) la notte tra l’11 e il 12 febbraio, sta prendendo corpo. Tanti lati oscuri da chiarire, anche perché a sporgere denuncia è la madre della ragazza, originaria di Tivoli e studentessa all’Università dell’Aquila: lei è ancora sotto choc, ricoverata nel reparto di Ginecologia dell’ospedale San Salvatore. Ha perso molto sangue e ha dovuto essere operata per le ferite interne ed esterne. Fa fatica a parlare, a camminare e non ricorda ancora cosa sia successo, ma i genitori non la lasciano sola un istante e stanno aiutando le forze dell’ordine a ricostruire quanto accaduto.

Intanto trapela la notizie dell’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro sospetti, tre militari appartenenti al 33esimo Reggimento artiglieria terrestre “Acqui” dell’Aquila, e la fidanzata di uno di loro di origine aquilano, tutti giovani tra i 20 e i 22 anni.

In attesa degli esami del Ris, il sostituto procuratore David Mancini sta coordinando le indagini. La posizione dei quattro si aggrava: l’ipotesi è che la giovane sia stata “stuprata selvaggiamente da uno o più uomini che volevano provare una pratica estrema“.

Il tasso alcolemico della vittima era molto alto ed è possibile, secondo gli inquirenti, che sia stata costretta a bere molto. Le ferite, interne ed esterne, non sono compatibili con un “rapporto sessuale consueto”: potrebbe trattarsi di una violenza ancora più aberrante, effettuata con oggetti, forse un bastone, che i Carabinieri stanno cercando nei pressi della discoteca.

Secondo quanto riporta il quotidiano abruzzese “Il Centro”, sarebbe stata sequestrata anche la macchina dove vennero fermati i giovani quella notte, anche se l’ipotesi è che la violenza sia avvenuta all’esterno del locale dove non sono stati riscontrati segni di trascinamento.

A essere al centro dell’attenzione degli inquirenti è in particolare un militare originario di Avellino, scoperto dal buttafuori e dal proprietario del locale nei pressi del corpo della ragazza, abbandonata semi nuda e in una pozza di sangue.

Macchie di sangue sulla camicia e sulla mani, il primo interrogatorio dove ammette di aver “baciato” la ragazza, poi di aver fatto sesso consenziente con lei, ma sono troppe le contraddizioni.

I carabinieri del comandante provinciale Savino Guarino stanno al momento lavorando in ogni direzione soprattutto per chiarire il ruolo che ebbero i quattro fermati, compresa la ragazza.

I tre militari, tutti caporali, sono ora sorvegliati speciali anche da parte del loro corpo d’armata che ha fatto richiesta alla Procura di chiarire al più presto la loro posizione.

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Ven 17/02/2012 da in .

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