Strage di piazza Loggia a Brescia: nuovo processo per Maggi e Tramonte

Strage di piazza Loggia a Brescia: nuovo processo per Maggi e Tramonte

Brescia, la strage di piazza della Loggia

Nell’ambito del caso della strage di piazza Loggia, i giudici della Cassazione hanno ordinato un nuovo processo d’appello per Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, due dei quattro imputati già assolti nell’aprile del 2012. Mentre per gli altri imputati sono stati rigettati i ricorsi, per Maggi e Tramonte sono state annullate le loro assoluzioni. Nella strage in piazza Loggia, era il 28 maggio 1974, rimasero uccise 8 persone e i feriti furono 102. La sentenza è stata accolta con le lacrime da parte dei superstiti. “Meglio di così non poteva andare“, ha detto commosso Redento Peroni, uno dei feriti dalla bomba esplosa sotto il colonnato in quel giorno di maggio.

La strage di piazza della Loggia fu un attentato terroristico organizzato da gruppi di estrema destra. Il 28 maggio 1974 una bomba nascosta in un cestino della spazzatura esplose durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, provocando otto morti e oltre cento feriti.

Tramonte e Maggi insieme a Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese) erano due esponenti di spicco dell’organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo, la cui storia si intreccia più volte con quella della “strategia della tensione“. Al termine del processo di aprile 2013, gli imputati furono assolti. Si tratta di Francesco Delfino, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Maurizio Tramonte, ritenuti non colpevoli della strage che 40 anni fa causò otto morti e più di cento feriti a Brescia. La sentenza da parte dei giudici della Corte d’Assise d’Appello, non faceva che confermare il verdetto del processo di primo grado.

Gli avvocati delle difese avevano messo in evidenza che non ci fossero delle prove a carico degli imputati e i giudici hanno ritenuto insufficienti gli elementi a carico dei quattro uomini. I familiari delle vittime non hanno trovato quella pace che il PG Roberto Di Martino aveva invocato al termine della sua requisitoria, chiedendo quattro condanne all’ergastolo.

Un pentito: “Un 17enne neofascista tra i responsabili”

Un sessantenne friulano che frequenta ambienti di estrema destra ha raccontato ai carabinieri che nel 1974, pochi giorni dopo l’attentato, un ragazzo di 17 anni veneto gli rivelò di essere uno dei responsabili della strage. La rivelazione ha portato all’apertura di due nuove inchieste, una della procura dei minori di Brescia vista l’età che aveva il ragazzo. In seguito alle verifiche non c’è stato nessun indagato.

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Ven 21/02/2014 da in .

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cesara
Cesara 15 aprile 2012 15:47

Nel 1974 periodo degli anni di piombo a causa delle formazioni delle Brigate Rosse. imperava appunto il terrorismo rosso. e la strage di piazza della Loggia, fu una conseguenza di una lotta tra fascisti e comunisti. Però ricordiamoci che le Brigate Rosse in tutto il territorio organizzavano sequestri e morte di appartenenti alla politica ed alle Istituzioni e anno avuto il coraggio di manifestare contro i neofascisti con quello che facevano loro seminando morte ovunque? Da parte dei neonazisti è stata una sorta di vendetta tra di loro Se contiamo i morti di allora vediamo che il numero di persone morte a causa delle Brigate Rosse sono di gran lunga superiori a quelle compiute dalla destra fascista. Come per la strage di piazza Fontana non si è scoperto il colpevole o i colpevoli, anche questa strage rimarrà impunita. perchè forse le persone accusate per la strage di piazza della Loggia saranno stati si, gli ideatori dell’attentato, ma il colpevole o i colpevoli sarà stata manovalanza anonima qiundi difficile risalire ai veri colpevoli. Per gli ideatori dell’attentato è più semplice dimostrare l’estraenità dei fatti che noni l contrario.

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Raghuvirsinh 1 maggio 2012 17:50

Il nostro paese ha mille pbmlreoi oggi perche8 e8 governato, da sempre, da una banda di camorristi, che anziche8 pensare all’interesse dei Cittadini Italiani, i veri padroni del paese, considerano l’Italia loro esclusiva Propriete0 e la governano di conseguenza. Per questo ci sono state Ustica, Bologna, Pzza Fontana, il Caso Mattei, il Caso Moro etc etc.Risolvere i Misteri delle Stragi italiane, vuol dire sbugiardare questa Casta di Oligarchi, che impedisce l’instaurarsi nel nostro paese di una vera Democrazia, vedasi i Giovanardi, i Misiti, etcVuol dire insegnare ai nostri Figli ad aprire gli occhi, nel tentativo di crearsi un paese dove vivere migliore di quello che siamo in grado di lasciargli ora Libero (di nome e di fatto)

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