Spose bambine: una tragedia che continua a uccidere vittime innocenti [FOTO e VIDEO]

Spose bambine: una tragedia che continua a uccidere vittime innocenti [FOTO e VIDEO]

Spose bambine nel mondo: foto

Quando parliamo di violenza sulle donne l’attenzione dei media si sofferma quasi esclusivamente sul femminicidio o lo stalking, parole che abbiamo imparato tristemente a conoscere negli ultimi tempi, e che non risparmiano Paesi considerati socialmente evoluti come l’Italia. Esiste però in alcune parti del mondo una violenza duplice, in quanto colpisce persone di sesso femminile e per giunta di minore età, e viene comunemente accettata come pratica comune: parliamo delle cosiddette spose bambine, una tragedia che continua a mietere vittime innocenti nel silenzio e nell’indifferenza generale dell’opinione pubblica internazionale. Proviamo a fare un po’ di luce su questo dramma che, secondo i dati diffusi dall’Onu, colpirà 14,2 milioni di bambine da qui al 2020.

  • Sposa bambina
  • Giovanissima sposa
  • In India
  • Matrimoni con bambine
  • Bimba data in matrimonio
  • Spose minorenni

È in particolare dallo Yemen che casi di spose bambine sono saliti alla ribalta delle cronache: benché ampiamente sviluppato nel Paese, il fenomeno sembra finalmente smuovere le coscienze anche nei Paesi arabi, che hanno commentato con orrore l’ultimo caso recente, quello di una piccola di appena otto anni, uccisa dal marito al primo rapporto carnale.

Il caso Rawa

Rawa, questo il nome con cui è stata identificata la bambina, non è sopravvissuta alla prima notte di nozze a causa di un’emorragia dovuta al rapporto sessuale: il suo caso sembra aver smosso le coscienze dell’opinione pubblica araba, che da varie parti, dal Bahrein al Kuwait, chiede punizioni esemplari sia per la famiglia d’origine che per il marito, definito senza mezzi termini ‘un animale‘ dai giornali locali. Tuttavia la possibilità che venga posta al bando nello Yemen la pratica delle spose bambine è ardua da realizzare: si calcola che circa un quarto delle donne yemenite si sposi entro i 15 anni, ed è una tradizione diffusa soprattutto nelle zone più povere, laddove dare in sposa una bimba significa una bocca in meno da sfamare e un’entrata economica in più incassando la dote. Nel 2009 si era anche riusciti a far passare una legge che vietava il matrimonio prima dei 17 anni, ma poi il governo fu costretto a recedere a causa delle furiose proteste di piazza, compresa una fatwa del chierico Abdulmajeed al-Zindani, il quale affermò che chi appoggiava il divieto della pratica doveva essere considerato un apostata.

Altri casi celebri

Quella di Rawa è solo l’ultima drammatica vicenda di spose bambine morte in Yemen: nel 2009 ci fu il caso della dodicenne Fawziya, deceduta insieme al bambino che portava in grembo dopo tre giorni di agonia. Un bambino nato dal matrimonio con un uomo che aveva almeno il doppio dei suoi anni. L’allora direttore esecutivo dell’Unicef, Ann M. Veneman, pronunciò queste parole per commentare l’accaduto: ‘Tragedie come questa sottolineano la necessità urgente di tutelare meglio i diritti di donne e bambini, soprattutto bambine. I matrimoni precoci sono spesso conseguenza di povertà e mancanza di istruzione. Bisogna fare di più per affrontarne le cause e prevenire morti tragiche come quelle di Fawziya e del suo bebè‘. Parole cadute nel vuoto, dobbiamo amaramente constatare.

Un altro caso che ha fatto scalpore è quello dell’undicenne Nada al-Ahdal, che si è ribellata ai genitori che la volevano dare in sposa ad un adulto sconosciuto: il video della sua denuncia, che potete vedere sopra, venne visto da oltre 5 milioni di persone in due giorni. Nada è stata salvata dagli zii che non erano d’accordo sul matrimonio, ma tante altre bambine non sono state così fortunate. Proprio le parole dell’undicenne sono esemplificative del dramma di tutte quelle che si sono trovate nella sua condizione: ‘Cosa è successo all’innocenza dell’infanzia? Cosa hanno fatto di sbagliato le bambine? Io ho cercato di risolvere i miei problemi, ma non tutti bambini ci riescono. E allora possono anche morire, o suicidarsi, o fare quello che gli passa per la testa in quel momento. Sono solo bambini: non hanno tempo per studiare, non hanno tempo di fare nulla. Io non sono l’unica, come me ce ne sono tanti. E piuttosto che sposarmi preferirei essere morta. Alla mia famiglia dico che con loro ho chiuso, hanno rovinato tutti i miei sogni‘.

Spose bambine: geografia di un fenomeno sommerso

Se lo Yemen è diventato noto per questi sporadici casi celebri, gli impressionanti numeri diffusi dall’Unicef dimostrano come la geografia del fenomeno è molto vasta, e ne abbiamo tutt’ora una conoscenza parziale, visto che nella penisola araba non è stato possibile fare un censimento. Infatti le spose bambine sono molto diffuse anche in Africa, e vede il Niger al primo posto, seguito dal Ciad. Poi nell’ordine, tra continente africano e asiatico, abbiamo Bangladesh, Mali, Guinea, Repubblica centrafricana, Nepal, Mozambico, Egitto, Uganda, Burkina Faso, India, Etiopia, Liberia, Yemen, Camerun, Eritrea, Malawi, Nicaragua, Nigeria, Zambia, Arabia Saudita e Afghanistan.

Da una ricerca effettuata in Afghanistan, si deduce ad esempio che molti di questi matrimoni vengono contratti per saldare debiti. In alcuni Paesi la differenza d’età può essere anche di molti anni, sono stati registrati casi in Africa di settantenni sposati con undicenni, e in Asia è emerso che uno dei motivi per cui si mandano via le bambine molto giovani è che così la famiglia dello sposo accetta una dote minore. Povertà e religione si mescolano in maniera indissolubile, visto che in molti dei paesi citati esistono leggi che vietano matrimoni con bambine, ma spesso non vengono rispettate perché considerate anti-islamiche, come abbiamo visto nello Yemen. In definitiva, quello delle spose minorenni è un fenomeno complesso e difficile da sradicare, ma l’unica cosa certa è che anche quando non accadono tragedie come quelle di Rawa o Fawziya, vengono innescati traumi insanabili nelle vittime. Non ancora donne, mai più bambine.

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Mar 10/09/2013 da in .

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Onerpo 17 settembre 2013 19:28
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