Sarah Scazzi, ultime notizie: c’erano anche due collane nel pozzo
L’orrore della morte di Sarah Scazzi raccontata in 71 foto. Sono le immagini del ritrovamento in un pozzo del corpo della piccola avvenuto la notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010, dopo la confessione dello zio Michele Misseri. All’epoca Misseri confessò di aver ucciso la nipote e di aver seppellito il corpo in un pozzo. Gli scatti, pubblicati oggi dal Corriere del Mezzogiorno, saranno mostrate in aula della Corte d’Assise di Taranto dove nei prossimi giorni prenderà il via il processo per la morte della ragazza di 15 anni, uccisa e poi ritrovata un mese dopo ad Avetrana.
Il ritrovamento di due collane nel pozzo

A cura di Giorgio Rini
Una collanina forse d’argento e un’altra di cuoio con pendolo a forma di scoiattolo in acciaio. Potrebbero essere questi due elementi determinanti o comunque estremamente importanti nel caso dell’uccisione di Sarah Scazzi. Di questi due oggetti non se n’era parlato in precedenza, ma spuntano adesso tra i reperti classificati all’interno del faldone nel quale si trovano tutti gli elementi relativi al caso. I due reperti, contrassegnati dai numeri 72 e 73, sono stati recuperati dentro il pozzo quando fu tolta l’acqua.
I due oggetti sono stati ritrovati dagli operai dell’impresa che si è occupata dello svuotamento del pozzo e sono state consegnate agli investigatori. Non si sa se si è indagato in passato su queste due collanine, ma al momento si possono provare a fare delle ipotesi. Sono stati gettati prima del 26 agosto del 2010, oppure appartenevano alla persona che ha occultato il corpo della ragazza?
Le foto choc del ritrovamento del corpo nel pozzo
Le foto fanno parte dei tanti documenti dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi e saranno mostrate nell’aula Alessandrini della Corte d’assise di Taranto nel corso del processo per la sua morte. Sono 71 le foto del ritrovamento che saranno mostrate in una sequenza temporale che mostrerà alla corte il terribile momento del ritrovamento del corpo, abbandonato in un pozzo e sommerso da acqua e fango per 42 giorni.
La notte tra il 6 e il 7 ottobre, dalle 22.45 della sera fino alle 10 del giorno successivo gli inquirenti hanno lavorato seguendo la confessione di Michele Misseri, lo zio della ragazza che poi in seguito ricambiò più volte la versione dei fatti.
Le foto mostreranno gli sforzi delle forze dell’ordine impegnate a recuperare il corpo nascosto in un pozzo di due metri e mezzo. L’escavatrice che entra in funzione mentre si cerca di estirpare le erbacce a mano, il buio totale fino a quando viene riportato qualcosa che galleggiava in acqua.
Una sequenza dura da guardare, che fa male, ancor di più a vedere cosa rimase di Sarah dopo essere stata uccisa e gettata nel pozzo per più di quaranta giorni.
Il corpo irriconoscibile, tanto che la mamma Concetta Serrano Spagnolo non riconoscerà la figlia dalle immagini mostrate dal medico legale Luigi Strada. Sarà solo il Dna a confermare che è Sarah.
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Gio 05/01/2012 da Lorena Cacace
















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Nella speranza che queste foto possano far rinsavire opinione pubblica e giornali. Occorre uscire dalle morbose esasperazioni di tv e stampa e mettere al centro la vittima e il saccheggio del suo corpo. Basta con l’avvilente esposizine mediatica dei carnefici, è ora che questi artefici del male paghino secondo giustizia.
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