Palermo, primi risultati dell’indagine sulla morte di una donna dopo la chemio

Arrivano i primi risultati dell’indagine effettuata sul caso della donna morta successivamente ad una seduta di chemio al Policlinico di Palermo. Il decesso della donna di 34 anni, che ha lasciato il marito ed un figlio di sette mesi, è avvenuto lo scorso 29 dicembre. I primi risultati dell’indagine interna parlano di un errore effettuato dai medici. Alla donna sarebbero stati somministrati novanta milligrammi di una molecola chemioterapica invece che nove. Uno zero avrebbe fatto la differenza e avrebbe causato la morte della giovane donna.
A Valeria Lembo, affetta da morbo di Hodgkin, secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe stata somministrata una dose eccessiva di farmaco. L’infermiera, insospettita dall’eccessiva quantità di fiale, quindici, ha chiesto spiegazioni al medico che aveva visitato la donna. Le è stato però detto di proseguire.
Sarebbe quindi un errore materiale, dovuto ad uno zero digitato in più per sbaglio, piuttosto che un errore di calcolo. Intanto il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale al Senato ha affermato che verrà avviata un’inchiesta: “Siamo di fronte ad un errore tragico ed inaccettabile, che con tutta probabilità non si sarebbe verificato se l’ospedale avesse informatizzato la preparazione e la somministrazione dei farmaci. Si tratta di fasi cruciali nella cura del paziente che all’estero vengono gestite attraverso software ad hoc in grado di controllare puntualmente che il dosaggio del farmaco sia adeguato, che la sua somministrazione avvenga nell’orario prescritto e che non ci siano incompatibilità o interferenze con altri farmaci già assunti. Strumenti utilissimi a garantire sicurezza per il paziente, efficacia delle cure e anche risparmi. Sono infatti programmati per segnalare l’esistenza di un farmaco generico equivalente, meno costoso, ogni volta che questo sia disponibile. Purtroppo, le strutture ospedaliere che si sono dotate di questi software in Italia si contano sulle dita di una mano, mentre si tratterebbe di un investimento veramente necessario. È l’ennesima dimostrazione che il nostro paese, dove tante risorse vengono sprecate per ricoveri inutili, ha ancora molto da fare in termini di razionalizzazione efficiente della spesa sanitaria”.
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Dom 08/01/2012 da Giorgio Rini in Morte, Morte Ospedale


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