Palazzo crollato a Barletta, la strage delle operaie che lavoravano a nero a 4 euro l’ora

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Il crollo del palazzo di via Roma a Barletta sarà ricordato anche come la strage delle operaie che lavoravano a nero. I parenti delle vittime raccontano che guadagnavano quattro euro all’ora. Anzi, ad essere più precisi, 3,95. Nella maglieria che stava sotto la palazzina lavoravano anche fino a 14 ore al giorno, a seconda della richiesta dei padroni. La piccola impresa produceva infatti abiti a seconda degli incarichi ottenuti per cui c’erano periodi di lavoro più intenso. Ed era tutto a nero: la ditta non era regolare, l’Inps nemmeno sapeva della sua esistenza. Ed ecco che alla polemica della mancata manutenzione del palazzo si aggiunge quella del lavoro nero e sottopagato, una delle piaghe sociali alla base della crisi che avvolge da anni il nostro paese.
Perché le lavoratrici non avevano mai denunciato la situazione, diventando di fatto complici? La spiegazione dei parenti è quella che tutti si aspettano, quella della rassegnazione: il lavoro era necessario, avevano il mutuo, la benzina, la famiglia, non potevano rinunciarci. E poi “non avevano il contratto ma avevano la tredicesima pagata”.
La finanza ha aperto un’indagine parallela sull’impresa irregolare: “Abbiamo voluto dividere in due l’inchiesta proprio perché ci sta molto a cuore la condizione del lavoro delle persone”, spiegano alle Fiamme Gialle. Franco Corcella, il segretario della Camera del lavoro della Cgil di Barletta, afferma che non sapevano dell’esistenza della ditta e di quante persone vi lavorassero.
E suscitano polemiche le parole del sindaco di Barletta Nicola Maffei, già contestato dai residenti perché il Comune non aveva fatto nulla per impedire la tragedia nonostante le crepe nel palazzo crollato e gli allarmi. Il primo cittadino ha detto “di non voler criminalizzare chi, in un momento di crisi come questo viola la legge assicurando, però, lavoro, a patto che non si speculi sulla vita delle persone”. Sarebbe un paradosso, spiega, se i titolari della maglieria venissero denunciati dopo aver perso il lavoro e la figlia. La quinta vittima del palazzo crollato a Barletta è infatti una ragazzina di 14 anni che quella mattina era uscita prima da scuola ed era andata a salutare i genitori. Non doveva essere lì.
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Mer 05/10/2011 da Francesco Minardi in Morte



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