‘Ndrangheta, il boss latitante Sebastiano Pelle arrestato a Reggio Calabria

Colpo alla ‘ndrangheta con l’arresto di Sebastiano Pelle. Il boss dell’omonima cosca di San Luca era latitante dal 1995, quando l’antimafia lo aveva accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Pelle era infatti la mente del traffico di droga nazionale e internazionale. Il mercato delle sostanze stupefacenti, grazie ai legami con potenti narcotrafficanti di tutto il mondo, era uno dei business più redditizi per la famiglia, che otteneva introiti di decine di milioni l’euro l’anno.
I carabinieri lo hanno catturato nel porto di Reggio Calabria. Quando lo hanno riconosciuto e lo hanno dichiarato in arresto, lui non ha opposto resistenza, nonostante fosse armato. Si è lasciato ammanettare ed è stato portato in questura. Era solo, una circostanza che ha lasciato perplessi gli stessi agenti. Un boss del suo calibro, soprattutto se nel mirino della giustizia, dovrebbe essere infatti sempre circondato dai fedelissimi. Probabilmente si trovava al porto perché aspettava qualcuno. Magari era in attesa di qualche grossa partita di droga in arrivo via mare. O forse era tornato dall’estero.
Da ormai vent’anni la famiglia Pelle, che conta molti esponenti in carcere, è al centro della cosiddetta faida di San Luca. I Pelle combattono insieme alla cosca alleata dei Vottari contro le famiglie Nirta-Strangio. Faida culminata nel 2007 nella strage di Duisburg, in Germania.
L’arresto di Sebastiano Pelle, tra i latitanti più pericolosi, rappresenta un’altra vittoria dello Stato, “un altro duro colpo alla criminalità organizzata”, sottolinea il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
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Gio 10/11/2011 da Francesco Minardi in Cosche, Narcotraffico


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Questo è l’ultimo.
Rispondi Segnala abusoL’ultimo superlatitante catturato dai Carabinieri presente nella top ten diramata dal Ministero dell’Interno.
Pochi giorni fa NON è stata concretizzata la cattura del Superlatitante, sempre di ‘ndrangheta, Domenico Condello.
Pur facendo uso del Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri,il blitz pur se scattato NON ha garantito il massimo risultato.
Pur riconoscendo la piena determinazione del ROS di Reggio Calabria,il Reparto d’elitè nel rintraccio dei Superlatitanti ha, comunque, un Comandante, il generale di Brigata, Giampaolo Ganzer,come pessima figura nel rappresentarlo. Un generale che deve essere sottoposto a giudizio, perchè condannato a 14 anni di reclusione per traffico internazionale di droga,NON sostituito dal Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli.
In forza al ROS da 10 anni,lascia trasparire un senso di fastidio e di pochissimo senso della responsabilità, lasciando “indisturbato” un generale che nel pieno delle sue facoltà è stato, tra l’altro, richiamato dalla sentenza di condanna ad abbandonare immediatamente l’incarico per interdizione perpetua – cioè per sempre – dai pubblici uffici.
Perchè, dunque, deve ancora rimanere lì, quando la società civile attende delle risposte serie nella lotta alle organizzazioni criminali di stampo mafioso?.
Grazie…-