Muore il rapitore e la donna rapita gli fa un necrologio

Muore il rapitore e la donna che aveva rapito gli fa un necrologio. Una storia senza precedenti quella con protagonista Cristina Berardi, sequestrata nel 1987 e ostaggio di Gianfranco Ara per quattro mesi, fino alla liberazione della polizia. Ara è morto pochi giorni fa e il quotidiano “La Nuova Sardegna” ha pubblicato il necrologio della donna indirizzato alle sorelle di lui: “Cristina Berardi è vicina a Maria Grazia e Tina per la tragica scomparsa del fratello Gianfranco Ara, con profondo rispetto e affetto”.
Cristina Berardi fu rapita il 20 giugno 1987 a Villagrande, oggi nella provincia sarda dell’Ogliastra, da un commando di cinque persone. Fu liberata durante un blitz della polizia dopo tre mesi. L’unico ad andare a processo per il rapimento fu Ara, condannato a 28 anni. “Gianfranco Ara – assicura la donna al quotidiano sardo – ha avuto un ruolo marginale nel mio sequestro. E per quel ruolo marginale, se pur grave, ha gravemente pagato. A differenza di tutti gli altri”.
L’ostaggio aveva da anni perdonato il suo rapitore, tanto che era legata alle sue sorelle. Ara era uscito di carcere tre anni fa. Pochi giorni fa è stato trovato morto a Nuoro. Il medico legale parla di morte naturale e sono stati esclusi atti violenti. Vicino al cadavere è stata trovata una siringa e i test tossicologici spiegheranno se a causare il decesso siano state sostanze stupefacenti.
Poi il necrologio da parte della vittima del rapimento, una delle tante in quel periodo di terrore in Sardegna. Un atto che ha stupito tutti. “Quando lo sento definire sequestratore – ha detto la Berardi – non posso non pensare al dolore della famiglia. Che oggi lo piange. Della sorelle. Che io conosco e con le quali sono legata da stima e amicizia. A loro va tutta la mia vicinanza, il mio rispetto, il mio affetto”.
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… a prima vista si tratta d’un tipico caso di “Sindrome di Stoccolma “. Non mi meraviglierei più di tanto a scoprire che tra gli stessi sequestratori possano circolare sentimenti del genere. Nel nostro caso è la sequestrata che mostra umanità. Normale secondoo me, visto che il perdono era già scattato perecchi anni fa:::
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