Macao Milano, sgomberata anche la sede di Brera

Macao Milano, sgomberata anche la sede di Brera

Torre Galfa, la protesta cotinua

E’ stato sgomberato anche Palazzo Citterio a Milano, occupato dal collettivo Macao. All’interno dell’edificio in via Brera c’erano circa quaranta persone. Lo sgombero è avvenuto alle 6 e 40. Le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate nel palazzo statale passando per l’orto botanico dell’Accademia di Brera. Dopo polizia e carabinieri è arrivato anche l’esercito. Non ci sono stati comunque momenti di tensione, la situazione è molto tranquilla e le forze dell’ordine si sono collocate anche nelle strade adiacenti.

Adesso gli occupanti sono davanti al palazzo e stanno cercando di prendere una decisione relativa anche ad un eventuale presidio da effettuare. Un portavoce del collettivo Macao ha affermato: “Per la seconda volta in una settimana, in due luoghi che hanno svelato forti criticità attorno alla gestione delle politiche economiche e culturali della città di Milano e del Paese, le questioni aperte da cittadine e cittadini sono state ridotte a questioni di ordine pubblico“.

Continua il presidio alla Torre Galfa

Milano, sgomberato Macao

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Continua l’assemblea permanente da parte del collettivo Macao nella Torre Galfa a Milano. Gli attivisti del movimento culturale non hanno abbandonato il luogo, nonostante la proposta da parte del sindaco Pisapia relativa all’offerta di uno spazio dell’ex Ansaldo nella zona Tortona. Gli attivisti di Macao, nonostante il tempo non proprio favorevole, sono rimasti in assemblea, anche nel corso della notte, dormendo anche in strada. I giovani di Macao infatti temono di finire chiusi in un luogo, senza voce.

Molte polemiche hanno scatenato anche le parole del consigliere regionale della Lega Davide Boni, il quale avrebbe detto che sarebbero necessari degli interventi duri da parte delle forze dell’ordine per ripristinare la viabilità, e che bisognerebbe procedere, se necessario, anche con gli idranti.

Dopo lo sgombero Pisapia promette l’ex Ansaldo

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha deciso di intervenire sulla questione dello sgombero della Torre Galfa. Gli attivisti di Macao hanno protestato a lungo e alla loro voce si sono unite quelle degli utenti della rete, che si chiedevano perché Pisapia non intervenisse sulla questione. La rabbia è stata tanta da parte di coloro che si chiedevano per quale motivo il sindaco ha potuto permettere tutto questo. E in serata è arrivata la risposta del primo cittadino di Milano. Il sindaco ha deciso di intervenire nel corso dell’assemblea pubblica tra via Galvani e via Fara.

Pisapia ha rivolto un saluto ai manifestanti e ha affermato: “Abbiamo delle difficoltà, dei ritardi. E capisco che non sia solo un problema di spazio. Macao è un progetto innovativo, Macao è la risposta della cultura all’incultura. Un progetto che possiamo costruire insieme“.

Poi ha promesso di mettere a disposizione del movimento culturale un altro luogo: “Ho parlato con gli assessori e abbiamo trovato una soluzione, un luogo che molto ricorda la storia di Milano. Metteremo a disposizione l’ex Ansaldo, in zona Tortona, un bellissimo spazio, nel giro delle prossime settimane, a chiunque voglia arricchire la città con progetti culturali“.

Le proteste dopo lo sgombero

Su Twitter non ci sono stati soltanto appelli ad accorrere perché c’è bisogno dell’aiuto di tutti, ma corre anche l’indignazione e soprattutto la rabbia nei confronti di Pisapia e della Giunta milanese, che non stanno facendo niente per difendere Macao. Lo sgombero, nonostante fosse stato sussurrato da varie parti, ha colpito un po’ tutti di sorpresa. Eppure questo spazio occupato era dimenticato da anni ed era abbandonato tra cavi scoperti e amianto.


Le forze dell’ordine hanno bloccato circa 20 persone, di cui 9 sono state identificate. Tra l’altro i giovani occupanti hanno rifiutato un container messo a disposizione per portare via tutto insieme.

Il palazzo è presidiato e Pisapia afferma che gli sgomberi non danno una soluzione. Intanto a protestare è arrivato anche Dario Fo, che ha affermato: “Questa è una mossa sbagliata“.

Lo sgombero della Torre Galfa

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L’appello è stato annunciato su Twitter. E’ proprio sul celebre servizio di micro blogging che si apprende cosa sta succedendo alla Torre Galfa, l’edificio di proprietà di Ligresti, che è stato occupato dal movimentismo milanese della cultura e dell’arte. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione e hanno sgomberato Macao. Questo spazio è stato affollato fino ad ora da chi illegalmente ne aveva preso possesso, con l’obiettivo di aprire nuovi spazi culturali.

Da parte del Comune di Milano sembrava essersi aperto uno spiraglio, che avrebbe previsto la collaborazione delle istituzioni, invece stamattina è avvenuto lo sgombero e i giovani che hanno occupato Macao non hanno opposto nessuna resistenza, si sono spostati all’ingresso dello stabile, mentre le forze dell’ordine presidiano il perimetro della struttura.

A Milano gli artisti occupano la Torre Galfa

Sabato 5 maggio un gruppo di giovani milanesi ha deciso di occupare il grattacielo Fonsai a Milano, soprannominato Torre Galfa. Sono tutti artisti, designer, videomakers, musicisti, fotografi e lavoratori precari del mondo della cultura che condividono un sogno: quello di sviluppare il progetto Macao, ovvero un centro per l’arte e la creatività aperto a tutta la cittadinanza da inaugurare in quello stabile, di proprietà della famiglia Ligresti, che risulta sfitto da anni.

Sporadici e poco incisivi sono gli interventi della Giunta comunale guidata da Giuliano Pisapia sull’argomento. Un tentennamento dovuto probabilmente al desiderio di supportare forme di creatività e autorganizzazione, come quelle portate avanti dagli occupanti, unito alla coscienza della pericolosità sociale e politica del tacito appoggio a forme di attivismo di questo tipo. Parole molto severe sono state invece quelle di Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano, che ha duramente attaccato il Sindaco per non aver ancora provveduto a far sgomberare lo stabile e ha sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine.

Nel frattempo però gli occupanti non sono più un drappello di poche decine di giovani: si sono moltiplicati e organizzati per portare avanti strenuamente la loro battaglia. Hanno ripulito lo stabile, hanno cominciato ad arredarlo e portano avanti iniziative che coinvolgono la cittadinanza e diffondono la loro causa. La loro rivendicazione è molto semplice: si tratta di uno stabile disabitato e abbandonato da anni che sottrae spazio utile alla società civile e quello che vogliono fare è semplicemente riaprilo alla città.

Gli eventi organizzati per tenere alta l’attenzione sono i più svariati: dalla costituzione di una biblioteca ai concerti, dal coinvolgimento delle scuole elementari della zona agli spettacoli di danza, dalle lezioni universitarie alle serate in compagnia. Moltissime sono anche le personalità del mondo dello spettacolo e della cultura che si sono recati presso la Torre Galfa per dare il proprio appoggio al progetto Macao: da Lella Costa e Daria Bignardi a Giovanni Storti e Valerio Mastrandrea, passando per Elio Germano, Cesare Picco e Francesca Comencini. immancabili come sempre, hanno preso parte all’occupazione anche Dario Fo e Franca Rame.

Ma i ragazzi non si sono limitati a questo: approfittando del silenzio del Comune sono passati all’attacco scrivendo una diffida nei confronti della Prefettura, della Questura e del Comune di Milano a firma dell’avvocato Ugo Mattei, ordinario di Diritto civile all’Università di Torino, nel quale spiegano perché il loro non è un atto lesivo delle prerogative legali e costituzionali. Inoltre hanno lanciato la raccolta firme Proteggiamo Macao.

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Mar 22/05/2012 da

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Carolus 16 maggio 2012 10:48

Godo nell’immaginare le facce dei sinceri democratici che hanno votato per Pisapia e auguro loro di trovarsi “gli artisti” in casa loro come liberi occupanti.

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cesara
Cesara 16 maggio 2012 18:26

Bene sono d’accordo con te

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