Lavitola: “Berlusconi versò un milione per comprare il senatore De Gregorio”

Lavitola: “Berlusconi versò un milione per comprare il senatore De Gregorio”
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lavitola berlusconi 5 milioni

Silvio Berlusconi nel 2006 avrebbe versato un milione di euro al senatore Sergio De Gregorio. L’obiettivo era quello di poter controllare la commissione Difesa. Attraverso il versamento della somma di denaro, il senatore De Gregorio passò dall’Idv a Forza Italia. E’ questo che ha rivelato Valter Lavitola, il quale ha svelato una serie di retroscena che riguardano la compravendita dei parlamentari, coinvolgendo anche altri esponenti politici, come Mastella e Dini.

Lavitola racconta di aver fatto incontrare Berlusconi con il generale Spaziante, in modo che quest’ultimo potesse diventare il numero due della Guardia di Finanza. I magistrati stanno valutando l’atteggiamento di collaborazione di Lavitola, cercando di capire se le sue dichiarazioni possano servire a saldare dei conti rimasti aperti nel periodo della sua latitanza.

5 milioni da Berlusconi: “E’ in debito di riconoscenza verso di me”

Arrivano le prime rivelazioni da parte di Lavitola dal carcere di Poggioreale. L’ex direttore dell’Avanti dice di voler collaborare e spiega, nel corso dell’interrogatorio, che era il consulente di Finmeccanica e il consigliere politico di Silvio Berlusconi. Lavitola conferma anche le informazioni riferite dalla sorella, che aveva detto che Valter avesse intenzione di chiedere cinque milioni all’ex Presidente del Consiglio. Se non li avesse ricevuti, dice Lavitola, al suo ritorno in Italia avrebbe raccontato delle informazioni delicate su Berlusconi.

Lavitola conferma: “Sì, sì, è vero, è vero, io ho cercato di contattare il presidente Berlusconi per farmi prestare cinque milioni. Purtroppo non ci sono riuscito. Non sono riuscito né a contattarlo né a avere i soldi“.

La somma gli sarebbe servita per gestire, anche dal carcere, le sue attività di imprenditore per quanto riguarda il commercio di pesce all’ingrosso in America. Per Lavitola quei 5 milioni sarebbero un debito di riconoscenza: “Fino a ieri io ho fatto sette mesi di latitanza per avere dato i soldi a Tarantini per conto suo, fino a prova del contrario. E per quel tipo di latitanza, mi è stato chiuso il giornale, perché se non ci fosse stata quella roba di Tarantini, io probabilmente tutta questa storia dell’Avanti, non l’avrei avuta“.

Anche Silvio Berlusconi indagato per il caso Tarantini

lavitola silvio berlusconi indagato

E’ stato coinvolto anche Silvio Berlusconi nelle indagini che vedono come protagonista Valter Lavitola, il faccendiere che si è costituito qualche giorno fa a Fiumicino. L’ex presidente del consiglio è entrato nell’inchiesta sugli affari illeciti di Lavitola, con l’accusa di aver indotto, insieme all’ex direttore dell’Avanti, Gianpaolo Tarantini a non dire la verità sulle feste che si svolgevano nella residenza dell’ex premier. Al momento si continua ad indagare sullo stesso Lavitola.

Questo avviene anche alla luce di un cambiamento di comportamento da parte di Lavitola, che nel primo interrogatorio avvenuto da detenuto in carcere si è mostrato maggiormente collaborativo con gli inquirenti. Quello del caso Tarantini quindi potrebbe essere uno degli argomenti da tenere in considerazione nel corso delle indagini.

Lla GdF sequestra 2,5 milioni concessi all’Avanti

valter lavitola fiumicino

La Guardia di Finanza si è recata a Palazzo Chigi. Sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro presso il dipartimento per l’editoria. Si tratterebbe dei fondi destinati al quotidiano “L’Avanti“. I fondi si riferiscono al 2010 e, anche se sono stati concessi, non sono stati ancora erogati. L’operazione riguarda la vicenda dei finanziamenti illeciti che il quotidiano “L’Avanti” avrebbe percepito a nome di Valter Lavitola, che è stato arrestato due giorni fa all’aeroporto di Fiumicino.

Implicato nella faccenda anche il senatore del Pdl Sergio De Gregorio. Dal 1997 al 2009 la testata giornalistica ha ricevuto finanziamenti per oltre 23 milioni. Secondo l’accusa questi soldi avrebbero dovuto finanziare delle spese che in realtà non sono mai state sostenute. Il tutto ottenuto tramite documenti falsi per operazioni mai effettuate.

Lavitola in carcere a Napoli: ha corrotto il Governo di Panama

Nuove accuse per Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti, latitante dal 14 ottobre 2011 in Sudamerica e rientrato in Italia lunedì mattina dove si è costituito, finendo in carcere a Poggioreale. Oltre alle accuse già emesse dalla Procura di Napoli, c’è ora anche quella di corruzione internazionale per presunte tangenti versate a politici di Panama per la costruzione di carceri. Secondo i magistrati Lavitola avrebbe dato al presidente dello stato centroamericano Ricardo Martinelli, al ministro della giustizia Roxana Mendez e ad altri esponenti del governo “utilità e somme di denaro in contante” per la realizzazioni di prigionimodulari nello Stato dell’America Centrale“.

Lo scrive il gip di Napoli Dario Gallo nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Lavitola, oltre che del senatore Sergio De Gregorio e di altri indagati.

I pm di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli hanno acquisito nuove prove che dimostrano “a livello di gravità indiziaria, il coinvolgimento, oltre del Lavitola nel ruolo di intermediario, del Presidente di Panama Martinelli e di uomini del suo governo nel mercimonio“.

Per la costruzioni di nuovi carceri, un appalto dal valore di 176 milioni di euro, Lavitola avrebbe fatto da intermediatore, promettendo al presidente di Panama soldi e un elicottero da otto milioni di euro da parte di un imprenditore.

Tanti i beni offerti come “merce di scambio” con un valore stimato in circa 28 milioni di euro. Oltre a questi anche denaro sonante: 530mila euro e 140mila dollari le somme effettivamente corrisposte.

Tra le accuse anche quelle che riguardano i finanziamenti all’editoria. Come direttore dell’Avanti, Lavitola avrebbe usato i fondi della società editrice versandole a “soggetti domiciliati all’estero“. Secondo i pm di Napoli si tratta dei contributi dati alla società editrice International Press incassati tramite documenti che attestavano spese mai avvenute, come quelle dello “strillaggio”.

La somma erogata per l’Avanti è di oltre 23 milioni di euro a partire dal 1997: Lavitola è accusato di associazione per delinquere, emissione e utilizzo di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e truffa.

Non bastasse ci sono anche gli oltre 500mila euro ricevuti da Forza Italia, soldi che ancora non hanno una “effettiva causale” e su cui i pm napoletani stanno ora indagando.

Dalle carte emergono accertamenti anche su 1.628.800 euro ricevuti sempre da Lavitola dalla società Sorem.

A tutto questo si unisce anche l’inchiesta della procura di Bari che vede l’ex direttore dell’Avanti accusato di presunta estorsione ai danni dell’ex premier Silvio Berlusconi.

Valter Lavitola atterra a Roma: si costituisce
L’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, ha deciso di costituirsi. L’uomo, latitante dallo scorso ottobre in Sudamerica, è atterrato questa mattina a Fiumicino con un volo proveniente da Buenos Aires. Alle 6:41 il faccendiere è atterrato all’aeroporto ed è stato arrestato dagli agenti della Polizia di frontiera, che hanno effettuato quanto previsto dall’ordinanza di arresto della Procura di Bari. Lavitola è stato in seguito condotto negli uffici di Polizia per la notifica. Aveva con sé un piccolo trolley e uno zainetto beige, portava un piumino blu senza maniche, jeans, scarpe da ginnastica.

Lavitola è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e rivelazioni di segreto d’ufficio nell’indagine P4. Inoltre su di lui si indaga anche per accuse di frode fiscale, corruzione nella vicenda Finmeccanica, estorsione con Silvio Berlusconi come parte lesa, corruzione internazionale e induzione a rendere dichiarazioni mendaci nell’inchiesta che coinvolge Tarantini.

Valter Lavitola, il Gip di Bari ordina l’arresto

Lavitola arresto bari

Il giudice per le indagini preliminari di Bari, Sergio di Paola ha ordinato l’arresto di Valter Lavitola per il reato di induzione a mentire. Il provvedimento sarà notificato dai carabinieri al difensore del faccendiere latitante. Secondo il giudice, è da condividere la ricostruzione fatta dal tribunale del Riesame di Napoli che ha riqualificato l’accusa di estorsione contestata a Lavitola in induzione a mentire ai pm baresi che indagano sulle 30 escort che Tarantini avrebbe portato a Silvio Berlusconi tra settembre 2008 e maggio 2009.

A nulla è servita la richiesta di revoca d’arresto degli avvocati di Lavitola, perchè oggi il gip di Bari ha ordinato l’arresto del noto faccendiere coinvolto nella vicenda escort-Berlusconi.

Inoltre, i giudici di Bari dovranno verificare il passaggio in cui il Riesame afferma che Berlusconi era consapevole che le ragazze che Tarantini portava nelle sue residenze erano escort.

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Mer 09/05/2012 da in , ,

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cesara
Cesara 19 aprile 2012 13:06

Lo capisce pure lo scemo del paese che questa accusa è costruita su misura per Berlusconi per poterlo incolpare in un qualsiasi modo, per poi processarlo. Ormai è una leggenda, Berlusconi è colpevole di tutti mali del ns Paese.

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cesara
Cesara 27 aprile 2012 09:32

Strano che tutte le confessioni di alcune persone non gradite alla sinistra, avvengono quando codeste si trovano in carcere. Per questo motivo viene in mente TANGENTOPOLI, quando allora il falso giudice, più giustizialista che tale, usando il metodo del poliziotto da cui proveniva fino a pochi mesi prima, estorceva la verità ai malcapitati con il ricatto di tenerli in galera fino a quando non avessero confessato quello e come voleva lui desiderava. Ecco, ci risiamo.

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