Incidente porto Genova, ritrovato l’ultimo disperso: 9 i morti

Incidente porto Genova, ritrovato l’ultimo disperso: 9 i morti

Nave contro torre di controllo a Genova

L’incidente al porto di Genova ha determinato 9 morti. E’ stato ritrovato anche il corpo dell’ultimo disperso. Si tratta del sergente Gianni Jacoviello, ultima delle vittime dell’incidente. I sommozzatori hanno ritrovato il corpo nei pressi del molo, proprio nel punto in cui è stata individuata la borsa del sergente. Intanto continua l’inchiesta. L’Autorità Portuale e due delle famiglie delle vittime dell’incidente si sono costituite parti offese. L’Autorità ha nominato anche un legale di fiducia. E’ stato Michele di Lecce, procuratore capo di Genova, ad affermare che nel corso dei prossimi giorni potrebbero esserci dei passi in avanti sull’inchiesta.

  • Crolla la torre di controllo
  • Nave contro il porto
  • Nave contro il molo
  • Il tragico incidente

Al momento, comunque, si continuano ad acquisire documenti e carte. Di Lecce ha affermato che l’ufficio fin dal primo momento ha iniziato ad operare per tentare di risolvere questo caso con celerità. Per questo motivo, secondo quanto detto dal procuratore capo, saranno coinvolte anche le altre forze di polizia.

Nel frattempo è stata recuperata anche la scatola nera del mercantile, in modo da riuscire ad ottenere maggiori dettagli, per capire che cosa possa essere successo quella notte. Vengono prese in considerazione, per il momento, le ipotesi di un problema tecnico oppure di un errore umano, quelle che vengono considerate le due cause possibili. Secondo una prima ricostruzione, infatti, la manovra potrebbe essere stata effettuata correttamente.

Ma pochi secondi prima dello scontro con la torre piloti, dalla radio degli operatori del rimorchiatore di poppa potrebbe essere arrivato l’avvertimento: “Non c’è più acqua, che fate?”. Dalla nave rispondono: “Non ho la macchina”. Quindi è stata un’avaria?

Il Jolly Nero ha urtato la torre di controllo, facendola cadere. La nave stava uscendo dal porto intorno alle 23 di martedì 7 maggio. L’urto ha determinato un’inclinazione della torre di 45 gradi. L’edificio è finito per abbattersi su una palazzina vicina di tre piani, distruggendola. Diverse persone sono rimaste all’interno e altre sono cadute in acqua. Nella palazzina si trovavano gli uffici e gli alloggi del personale.

LUTTO CITTADINO – Il sindaco di Genova, Marco Doria, si è recato nel luogo dell’incidente e ha proclamato già nel corso della notte, in accordo con il presidente del Consiglio comunale, il lutto cittadino per giovedì 9 maggio. L’obiettivo è quello di consentire l’ampia partecipazione di tutti i cittadini, che, ha spiegato il sindaco, sono stati raggiunti “dalla drammatica notizia da poche ore”.

IL CORDOGLIO DI NAPOLITANO – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiamato il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, in modo da avere delle informazioni precise sulla vicenda. Con una nota, il Capo dello Stato ha affermato di aver appreso “con sgomento la notizia del gravissimo incidente” e ha espresso “i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese“. Inoltre Napolitano ha specificato di rimanere in trepida attesa per la sorte dei dispersi.

L’INTERVENTO DEL GOVERNO – Intanto anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta è stato informato dell’incidente e Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, si sta recando a Genova, in modo da seguire da vicino gli sviluppi della situazione e le operazioni condotte dai soccorritori e dai vigili del fuoco.

L’ATTACCO DEI SINDACATI – Con una nota, le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, sono intervenute sull’incidente nel porto di Genova, spiegando di essere vicini alle famiglie delle vittime, “nell’attesa che le indagini facciano luce sulle cause e sulla dinamica di questo gravissimo incidente“.

Duro è l’attacco dei sindacati, che sottolineano come sia necessario, “sulla base degli accertamenti”, prendere le adeguate decisioni “per adottare tutti i provvedimenti affinché non si ripetano accadimenti come questo“.

I sindacati chiedono di rafforzare le norme relative alle manovre nei porti: “Fin da ora questo incidente dimostra il rischio di tutte le manovre di entrata e uscita delle navi dai porti e da sempre come sindacati richiediamo la necessità di rafforzare ed adeguare i provvedimenti legislativi in materia in quanto la sicurezza della vita dei lavoratori è prioritaria su ogni altro interesse“.

Le vittime

Vittime dell'incidente al porto di Genova

  • Marco De Candussio
  • Daniele Fratantonio
  • Giuseppe Tusa
  • Michele Robazza

Otto le vittime della tragedia al porto di Genova. Si tratta di: Maurizio Potenza, 50 anni, pilota del porto di Genova, Michele Robazza, 41 anni di Livorno, anche lui pilota dello scalo genovese, Daniele Fratantonio, 30enne di Rapallo, Davide Morella, 33enne originario di Bisceglie, Marco De Candussio, 40 anni, originario di Barga (Lucca), tutti militari della Capitaneria di porto. Tra le vittime anche Sergio Basso, 50 anni, di Genova, dipendente della società Rimorchiatori Riuniti. Settima vittima identificata è il sottocapo Giuseppe Tusa, 25 anni, originario di Milazzo. L’ottava vittima è Francesco Cetrola, 38 anni, di Matera, militare della Capitaneria. L’ultima vittima è il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, di La Spezia.

Le testimonianze

Drammatico il racconto di alcuni testimoni. Girolamo Cuomo, un operatore del porto di Genova, ha riferito di aver sentito lo schianto. Ha pensato che qualche nave si fosse scontrata e poi lo stupore di non vedere più la torre pilota: “Ero in servizio qui al molo Giano quando ho sentito lo schianto. Il tempo di fare il giro e tornare indietro e ho visto. Subito abbiamo pensato che fosse qualche nave che si era scontrata. Torno indietro e non vedo più la torre pilota. Mi affiaccio e vedo tutte macerie e questa nave che si era allontanata“.

Una guardia giurata in servizio al molo Giano ha raccontato che la torre è caduta tutta d’un colpo, dopo aver sentito un boato: “Intorno alle 23 ho sentito un forte rumore. Sono uscito fuori e non credevo ai miei occhi. Ho cominciato a vedere all’istante gente che usciva di corsa e mezzi che arrivavano“.

Stupito anche Gian Enzo Duci, presidente degli Agenti marittimi, che racconta: “Sono andato a chiudere le finestre e mi sono accorto della nave attaccata alla banchina. Poi guardando meglio mi sono reso conto dell’accaduto. Poi un sms di una persona che stava su un rimorchiatore. Temo di conoscere le persone disperse e decedute. Sono molto scosso. Non so come sia successo“.

Anche l’armatore della Jolly Nero, Stefano Messina, ha affermato di essere disperato e sconvolto.

La dinamica dell’incidente


Visualizza Genova Molo Giano in una mappa di dimensioni maggiori

La nave coinvolta nell’incidente è la Jolly Nero, che effettua la linea Messina – Napoli. Si tratta di un’imbarcazione di più di 40.000 tonnellate, lunga più di 239.000 metri. Mentre l’imbarcazione stava lasciando il porto, guidata da due pilotine, ha sbagliato manovra, travolgendo dentro la torre piloti della Capitaneria di Porto.

L’urto ha determinato un’inclinazione della torre di 45 gradi. L’edificio è finito per abbattersi su una palazzina vicina, distruggendola. Diverse persone sono rimaste all’interno e altre sono cadute in acqua.

Sul caso è intervenuta anche la Procura di Genova, che ha deciso di aprire un’inchiesta. La nave è sotto sequestro e il comandante è stato sottoposto ad un interrogatorio.

Sulla torre piloti si trovavano diversi uffici, come quelli della Guardia Costiera e quelli della compagnia piloti del porto di Genova. Sembra che l’incidente sia avvenuto nel corso del cambio turno e proprio per questo motivo è difficile al momento capire quante persone si trovavano realmente sulla struttura, alta 54 metri.

La torre aveva apparecchiature radar capaci di controllare fino ad una distanza di 30-40 miglia al nord del Tirreno.

L’impatto

Delle immagini esclusive relative all’incidente nel porto di Genova sono quelle che sono state mandate in onda dalla Rai. Si tratta di un filmato tratto dalle telecamere di sorveglianza del porto del capoluogo ligure. Dalla sequenza di immagini è possibile vedere chiaramente come la Jolly Nero, durante la sua manovra, proceda in retromarcia nel bacino delle Grazie, fino a toccare e a far crollare la torre di controllo.

Quest’ultima inizialmente ha cominciato ad oscillare e alla fine si è abbattuta a causa dell’impatto con la poppa della nave. Il filmato è stato ripreso da una videocamera collocata in un punto alto, probabilmente in via Aurelio Saffi. Il tutto è stato fatto vedere in onda da Rai 3 Liguria. Si tratta di circa 15 secondi, ma la successione di immagini è davvero impressionante.

Giallo sulle cause

Porto di Genova: nave contro il molo Giano, crolla torre controllo

Non si sa ancora nello specifico cosa abbia potuto provocare l’incidente, che è stato definito inspiegabile da parte di Luigi Merlo, il presidente dell’Autorità portuale della città. Merlo spiega che la serata era perfetta, non c’era vento e il mare era calmo. Non c’erano nemmeno problemi di luminosità.

Secondo quanto detto da Luigi Merlo, la manovra effettuata dalla nave non doveva avvenire in quell’area del porto: “La nave stava uscendo dal porto, si tratta di un mezzo non di enormi dimensioni. Sarà l’autorità giudiziaria a indagare, al momento è difficilmente spiegabile ciò che è avvenuto“.

L’ex comandante Rossano, adesso in pensione, avanza l’ipotesi dell’avaria, nel corso di un collegamento con Primocanale: “Se c’è una avaria al timone può succedere una simile tragedia. Anziché accostare a dritta, lasciando il porto nuovo, la nave è andata dritta e ha picchiato contro la torre. Una piccola nave aveva già toccato l’ala nordovest degli uffici della torre, una cabina a mezzo piano. Si trattò di un incidente in cui la macchina ha avuto un black out“.

Jolly Nero

Porto di Genova: nave contro il molo Giano, crolla torre controllo

La nave protagonista del grave incidente a Genova è la Jolly Nero, un cargo portacontainer appartenente alla flotta della “Ignazio Messina & C”. L’imbarcazione è lunga 239,26 metri, è larga 30.50 metri e presenta una stazza netta di 17.083 tonnellate (40.594 tonnellate di stazza lorda).

La compagnia proprietaria della nave ha 14 imbarcazioni di bandiera italiane, oltre ad altre a noleggio. La nave doveva raggiungere Napoli e poi avrebbe fatto scalo in diverse località del Medio Oriente: Port Said, Aqaba, Jeddah, Abu Dhabi, Gibuti, Suez, Misurata, Castellon.

Nel corso degli ultimi 30 anni vari sono i misteri che hanno interessato la compagnia Messina. Sono accaduti vari incidenti, crimini, nei quali sono state coinvolte diverse navi Jolly. Si profila in alcuni casi anche l’ombra della ‘ndrangheta. Uno fra i tanti è il caso del Jolly Rosso, che si è arenato nel 1990 sulla spiaggia di Formiciche: forse a bordo trasportava rifiuti tossici.

L’incubo della Costa Concordia

costa concordia isola giglio

Subito dopo l’incidente è stato inevitabile effettuare un paragone con quanto successo l’anno scorso all’Isola del Giglio. E’ subito tornato in mente il tragico naufragio della Costa Concordia. Anche in quel caso uno schianto ha portato ad una tragedia, ma in questo caso la situazione è diversa, come ha sottolineato il comandante Rossano.

A partire dal fatto che a Genova non si può parlare di inchini: “Nessuno si è mai sognato di fare il saluto alla torre. Qui uno entra ed esce in modo normale, non c’è nessuna tradizione di salutare nessuno. La torre è lì, a 200-300-400 metri, a seconda del punto in cui uno entra nel porto. Non c’è nessun inchino di saluto, niente di niente. Si segue la propria rotta e buona notte ai suonatori“.

La Costa Concordia, nave da crociera con una stazza di 112.000 tonnellate, si inabissò al largo dell’Isola del Giglio nella serata del 13 gennaio 2012, dopo un urto con gli scogli. In quel tragico avvenimento morirono 32 persone e ancora oggi non sono stati ritrovati i corpi di una passeggera italiana, Maria Grazia Trecarichi, e di un membro dell’equipaggio, Russel Rebello.


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Ven 17/05/2013 da

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ROSSELLA PETTI 9 maggio 2013 16:42

MI DISPIACE PER QUESTI DUE DISPERSI CHE SONO MORTI PER L’INCIDENTE

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