Genoa-Siena, le prossime due partite in casa a porte chiuse

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Dopo la vicenda di Genoa – Siena della scorsa domenica, il giudice sportivo ha preso una decisione. La squadra del Genoa giocherà i prossimi due incontri in casa a porte chiuse. Gianpaolo Tosel, il giudice che ha deciso sulla sospensione, ha dichiarato in una nota che si tratta di un provvedimento che non ha nessun precedente nella storia del calcio italiano. Secondo il giudice, la società di Genova è responsabile oggettivamente del “comportamento violento, aggressivo e intimidatorio dei propri sostenitori“.

Sul fatto è intervenuto anche il presidente della Figc Giancarlo Abete, che punta sulla lotta alla violenza: “Questi fatti ci pongono degli interrogativi a cui daremo delle risposte nel Consiglio Federale di venerdì prossimo dove parleremo di tutela della salute e lotta alla violenza, a coloro che inquinano lo sport in maniera inaccettabile“.

Ma Abete ammette anche che non è accettabile il comportamento dei giocatori: “La vera violenza di ieri non è stata l’interruzione della partita, perchè è già accaduto ed il rischio c’è sempre. Quello che non si può accettare è la resa con la consegna della maglia, era meglio che la partita fosse stata sospesa“.

Identificati 10 ultrà

Si continua a indagare su quanto accaduto nel corso della partita Genoa-Siena e non solo in ambito sportivo. Il questore di Genova Massimo Maria Mazza ha chiarito che al momento ci sono già dieci persone identificate tra quanti domenica hanno tentato di invadere il campo e costretto i giocatori rossoblu a togliersi la maglia. Le indagini proseguono per identificare tutti i responsabili. “Sono sicuramente coloro che hanno assunto alcuni comportamenti, questi non sono tifosi, ma violenti ultrà“, ha dichiarato il questore. Mentre i vertici del calcio e dello sport italiano lanciano dure parole d’accusa, si fa sentire anche Fabrizio Fileni, uno degli uomini in nero che domenica ha parlato con Giuseppe Sculli, l’unico a non levarsi la maglia. “Noi non abbiamo obbligato i giocatori a togliersi la maglia. Glielo abbiamo chiesto perché la stavano disonorando“, ha detto Fileni.

Intanto lo sport azzurro si interroga su quanto è successo a Marassi. “Siamo al punto di non ritorno“, ha dichiarato il presidente del Coni Gianni Petrucci che ha definito come “vergognose“, le azioni viste al Ferraris. “Quanto successo rappresenta ancora una volta il lato peggiore del calcio italiano“, chiosa il numero uno dello sport italiano.

23 aprile 2012 – Genoa-Siena, tensione durante la partita: fumogeni e petardi in campo
Ci sono stati momenti di tensione nel corso della partita Geona-Siena, tenutasi domenica. Sono stati lanciati da parte di alcuni tifosi fumogeni e petardi in campo e c’è stato anche un tentativo di invasione da parte di alcune persone che sono salite sulla balaustra. Sono stati momenti pieni di tensione e di preoccupazione, tanto che l’abritro ha deciso di sospendere la partita, che comunque è stata in seguito ripresa. La vicenda è avvenuta allo stadio di Genova, nel corso della 34esima giornata del campionato di serie A.

Alla ripresa della partita, all’inizio del secondo tempo, alcuni tifosi non hanno sopportato la situazione del punteggio, che vedeva la squadra di casa sotto 4-0 con il Siena. Subito sono stati lanciati fumogeni e petardi in campo.

Il direttore di gara, Paolo Tagliavento, al 54′ si vede costretto a sospendere la partita, sperando che tutto torni alla normalità. Invece il clima diventa acceso. Alcuni tifosi tentano di entrare in campo arrampicandosi sulle recinzioni, altri si posizionano davanti ai tunnel degli spogliatoi.

Marco Rossi, capitano del Genoa, prova ad instaurare un dialogo con i tifosi, mentre alcuni giocatori si sfilano la maglia e la consegnano a Rossi, Giandomenico Mesto invece scoppia in lacrime. Dopo 40 minuti la situazione torna un po’ più tranquilla e la partita viene ripresa. Alla fine il risultato sarà di 4-1, per un’autorete di Del Grosso.

Le reazioni successive a quanto accaduto sono state molto dure. Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha affermato: “Dispiace che 60, 100 persone hanno l’impunità di dire e fare quello che gli pare senza che si possano controllare e mandare a casa. Non è possibile che si impadroniscano dello stadio e impongano la loro legge“.

Massimo Mazza, il questore di Genova, ha spiegato: “I giocatori del Genoa si sono tolti la maglia, come preteso dagli ultras, con il consenso del presidente, Enrico Preziosi. I responsabili delle forze dell’ordine presenti in campo erano fortemente contrari e hanno fortemente sconsigliato il presidente di agire in tal senso“.

Gianni Petrucci, presidente del Coni, si esprime con queste parole: “Quanto successo a Genova rappresenta ancora una volta il lato peggiore del calcio italiano. Sulla maglia non si tratta, è stato commesso un sacrilegio dello sport“.

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Mar 24/04/2012 da Giorgio Rini

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