Frode fiscale Unicredit, Alessandro Profumo rinviato a giudizio

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L’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, è stato rinviato a giudizio per frode fiscale. Profumo sarebbe coinvolto in un’inchiesta relativa ad un’operazione finanziaria, insieme ad altre 19 persone, tutte rinviate a giudizio con la stessa accusa. L’ex di Unicredit avrebbe partecipato, secondo l’accusa, ad un’operazione finanziaria chiamata Brontos condotta da Unicredit insieme alla banca inglese Barclays. Si tratta di un’operazione che avrebbe portato ad un’evasione per 245 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, Unicredit e Barclays avrebbero falsificato degli utili, indicandoli come dividendi, in modo da ottenere un’aliquota fiscale meno elevata. Il tutto sarebbe stato effettuato con l’aiuto di due società lussemburghesi e inglesi.
Il processo sarà aperto il primo ottobre prossimo a Milano. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta ci sono 17 tra ex manager e manager di Unicredit, come Patrizio Braccioni e Ranieri De Marchis, oltre a 3 dipendenti di Barclays.
Alessandro Profumo, attuale presidente di Banca Monte Paschi, ha specificato in una nota: “Capisco che il Giudice per l’udienza preliminare non è il Giudice del merito e quindi aspetto fiducioso ed impaziente il giudizio pubblico, certo come sono della correttezza di ogni mio operato e che non potrà quindi che essere riconosciuto come tale. In questo modo si porrà anche fine al danno di reputazione che sto di fatto, inevitabilmente, pur ingiustamente, subendo“.
L’accusa che viene contestata agli imputati è quella di avere “costruito una struttura complessa e artificiosa, predeterminata in ogni sua articolazione, così da non comportare alcun rischio economico o finanziario, unicamente volta a generare, sotto il profilo della rappresentazione contabile, proventi nella forma di interessi, che artatamente invece prospettavano dividendi ai fini della imponibilità fiscale, prevista solo nella misura del 5% del loro ammontare lordo“.
Tutto questo sarebbe stato messo a punto con “più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso e previo accordo tra loro“.
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Mar 05/06/2012 da Giorgio Rini in Frode




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Quanto letto non mi sorprende affatto. Ricordo ancora, non c’era l’euro, che l’Unicredit propose a mio marito i “Fondi Asiatici”, fasulli come i famosi Bond della Parmalat. In pratica dopo sei mesi di investimento, questi Asiatici, a sentire l’Unicredit, dovevano fruttare un mucchio di soldi. Dopo tre mesi, mio marito non soddisfatto di come andavano le cose. lo fece presente a chi di dovere. gli venne risposto: che effettivamente i Fondi Asiatici non stavano andando bene, ma lo assicurò che ancora tre mesi bisognava aspettare e tutto si sarebbe normalizzato.Morale della favola, in tre mesi ci rimise 15 milini tondi tondi. e se non si affrettava a torglieli tutti., dopo qualche mese non c’era più niente dei ns soldi.
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