Costa Concordia, Schettino: “Sono una vittima”, ma la scatola nera lo incastra [FOTO & VIDEO]

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Costa Concordia: l'intervista a Francesco Schettino

Francesco Schettino ha rilasciato un’intervista a Quinta Colonna, il programma condotto da Salvo Sottile su Canale 5. Si tratta di un’esclusiva in cui Francesco Schettino parla della sua versione sulla tragedia della Costa Concordia. L’ex comandante della nave da crociera naufragata al largo dell’isola del Giglio ha detto che non avrebbe mai pensato che potesse accadere una cosa del genere e si è sentito in dovere di chiedere scusa come rappresentante di un sistema. Schettino ha parlato anche della scelta di non dare subito l’allarme generale.

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L’ex comandante non si dichiara pentito, perché ritiene che sarebbe stata un’imprudenza far fermare la nave e rischiare di provocare altri danni, considerato anche il fondale di 100 metri, in cui la nave comunque sarebbe certamente affondata. Schettino in tv su Canale 5 ha chiesto scusa, affermando di essere anch’egli una vittima. Ha spiegato che il naufragio è stato un incidente banale, nel quale si è venuta a verificare una fatalità a causa dell’interagire tra gli esseri umani. Schettino ha detto che è come se tutte le teste e tutti gli strumenti fossero andati in blackout. L’ex comandante ha spiegato la sua versione dei fatti e ha detto che egli non aveva il comando, perché la direzione della navigazione era dell’ufficiale.

La colpa è stata quella di essere stato distratto. L’ex comandante della Costa Concordia ha puntualizzato che alla fine è riuscito ad evitare l’impatto frontale e secondo lui il ritardo nell’ordinare l’abbandono della nave è stato provvidenziale: “La nave stava andando a scarrocciare verso terra, quindi sarebbe stato un’imprudenza farla fermare. Se si ribaltava lì non so quante vittime ci sarebbero state“.

Inoltre Schettino ha dichiarato: “Al carcere ci penso, ma un incidente nautico è differente da un crimine. Io non credo di aver commesso un crimine. Ho fatto delle scelte da comandante, io mi sento sempre un comandante, certamente. Voglio che emerga la verità, qualunque questa sia. Mia moglie e mia figlia mi sono state sempre vicino, mia figlia è intelligente, ha 16 anni, non ha esternato nessuna perplessità“.

Schettino inoltre ha fatto presente che la moldava Domnica Cemortan era solo un’amica, che è stata a cena con lui. Riguardo alla telefonata con l’ufficiale della Guardia Costiera Gregorio De Falco, Schettino ha precisato che non poteva eseguire i suoi ordini: “Dovevo fare 300 metri a nuoto, cioè buttarmi in acqua, fare il giro della prora, vedere la biscaggina, con il cellulare da preservare, perché nel frattempo dovevo parlare con l’unità di crisi, facevo una cosa molto più seria“.

L’intervista è andata in onda il 10 luglio alle 21:20. Inizialmente si è detto che l’esclusiva sarebbe costata a Mediaset 50.000 euro, ma Salvo Sottile su Twitter smentisce, affermando che la sua trasmissione non paga nessuno.

L’intervista arriva qualche giorno dopo che sono stati revocati, da parte del giudice per le indagini preliminari di Grosseto, gli arresti domiciliari al comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Ad annunciarlo è stato il legale di Schettino, l’avvocato Bruno Leporatti. Il procuratore, Francesco Verusio, ha accolto favorevolmente la richiesta di scarcerazione del comandante della nave da crociera naufragata al largo dell’Isola del Giglio nello scorso mese di gennaio.

Schettino comunque non potrà lasciare la sua città natale, visto che è stato confermato l’obbligo di dimora. L’ex comandante non potrà uscire al di fuori di Meta di Sorrento.

Il procuratore ha detto che questa può essere considerata una misura idonea, considerando che i termini stavano scadendo. In questo modo c’è la possibilità, da parte delle forze dell’ordine, di controllare la condotta dell’indagato.

Intanto continuano le indagini e il 21 luglio si terrà la nuova udienza dell’incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa.

La scatola nera incastra il Comandante

costa concordia scatola nera

C’erano delle vere e proprie anomalie in alcuni sistemi di controllo della Costa Concordia, affondata lo scorso 13 gennaio. Si tratta di anomalie che parlano di una vera e propria avaria nella scatola nera avvenuta prima del naufragio, il 9 gennaio. I consulenti che hanno analizzato la scatola nera parlano di dati incompleti, di sistemi di controllo non funzionanti correttamente, di carte nautiche che non sono state approvate e addirittura di porte stagne aperte.

Inoltre la scatola nera era in avaria da prima del naufragio e la documentazione relativa al naufragio non è stata registrata. Tanto che i tecnici hanno dovuto lavorare sul computer di servizio, visto che le registrazioni si sono fermate alle 23:36 del 13 gennaio.

Sembra tra l’altro che non fosse la prima volta che la scatola nera andava in avaria. Il guasto doveva essere sistemato, secondo quanto dimostrano delle e-mail, il 14 gennaio, nel porto di Savona. Ma la nave non c’è mai arrivata.

I Ris hanno terminato la trascrizione del contenuto della scatola nera della Costa Concordia. E’ stato scoperto che alle 21:39 e 14 secondi del 13 gennaio Schettino ha assunto il controllo della plancia di comando e ha ordinato il timone a mano.

A questo punto si verifica tutto il percorso che porterà al naufragio della nave. La collisione con gli scogli avviene alle 21:45 e 7 secondi. Tutto viene registrato, dalla disattivazione del pilota automatico a tutto ciò che avviene sul ponte di comando, dall’audio alla strumentazione.

Qualche minuto prima della collisione ci si è resi conto di ciò che stava per avvenire. Varie infatti sono le voci che affermano, fra le altre frasi “Chiudete le porte stagne a poppa“, “Mi sento in colpa!“, “Su uno scoglio a pelo d’acqua“, “L’importante è che non ci sia entrata acqua“.

Nel momento in cui Schettino ha pronunciato la frase “Timone a mano“, ha deciso di abbandonare la rotta elettronica e di effettuare una deviazione che avvicinava la Concordia al Giglio.

Alle 21:42 si raggiunge il momento in cui l’impatto con gli scogli è inevitabile. Alle 21:56 e 19 secondi Schettino telefona a Roberto Ferrarini dell’unità per l’emergenza di Costa Crociere a Genova.

La scatola nera registra tutto: “Roberto ho fatto un casino!… Senti una cosa: io sono passato sotto l’isola del Giglio, qua! E’ stato il comandante Palombo… mi ha detto “passa sotto passa sotto”. Sono passato sotto qua, ho preso con la poppa un basso fondale… Sono, guarda, io sto more’… no, non mi dire, non mi dire nulla. Io per accontentare sto maronne , io ho fatto questa cosa… E sono passato che alla fine ci stava questo scoglietto qui. Sono proprio distrutto… è perché, perché abbiamo preso questa botta sulla poppa, solo sulla parte della poppa. Mi ha detto Palombo, mi ha detto: Vieni!“.

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Mer 11/07/2012 da Giorgio Rini

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Gloria Quaresima 12 luglio 2012 05:39

Sono contenta che Francesco Schettino abbia ammesso di aver sbagliato, di essersi distratto e che alla fine era come pensavo, cioè che non è stato il solo a sbagliare. Per me questa gente non è ben preparata alle emergenze, perchè questi incidenti succedono di rado, per fortuna. Lo sbaglio imperdonabile è stato il cambio di rotta e l’inchino maledetto. Spero che tutto questo serva a far prendere più coscienza a tutti. Forse è un bene che Schettino sia parzialmente libero, ma mandatelo a lavorare sulla Concordia, per favore. Fatelo contribuire alla rimozione, sarebbe un bel gesto!

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