Chi l’ha visto? ultima puntata, i casi di Roberta Ragusa e Denise Pipitone (12 giugno 2013)

Chi l’ha visto? ultima puntata, i casi di Roberta Ragusa e Denise Pipitone (12 giugno 2013)

Chi l'ha Visto?

Dopo uno stop obbligato torna il mercoledì di Chi l’ha visto?, il programma di Rai Tre condotto da Federica Sciarelli. Nella puntata si riprendono le fila di molti casi come quello di Roberta Ragusa. Gli inquirenti hanno sentito Sara, l’amante del marito della donna, Antonio Logli, al momento unico indagato, ma hanno interrogato anche una donna che ha raccontato una confidenza fattale dal marito, sul rapporto ormai deteriorato, e la voglia di troncare con il passato. La donna ha raccolto le confidenze di Logli dopo un rapporto sessuale a pagamento. Secondo gli inquirenti è una testimonianza importante per scoprire il movente del supposto omicidio di Roberta.

Nuovi appelli per i casi di persone scomparse, aggiornamenti sulle vicende già trattate e un caso che rischia di essere archiviato senza arrivare alla verità.

Il caso di Antonello Patti

antonello patt

La storia di un ragazzo che sognava di fare il cinema e che è scomparso da decenni, forse per seguire il suo mito, Mimì Rogers. La storia di Antonello Patti però potrebbe avere dei risvolti più neri. Un parente della madre è infatti Gaetano Guarrasi, boss della mafia storica di Palermo ucciso davanti alla salumeria, la cui storia ha ispirato il film Tano da morire di Roberta Torre. Nel quartiere della Vucciria in molti credono che Antonello sia stata vittima della lupara bianca, vittima della guerra di mafia, forse per una risposta non gradita. Lo sostiene anche Giuseppe Leto, ex pugile di cui Antonello era molto amico: era un ragazzo vivace, senza peli sulla lingua e potrebbe aver schiacciato i piedi alle persone sbagliate.

Il caso di Angela Costantino e Barbara Cervi

Quando il pentito Antonino Lo Giudice evade pochi giorni fa, manda un filmato al figlio per chiedere di non essere cercato. L’evasione è un brutto colpo per i pm che indagano sulla ‘ndrangheta ma anche per chi ancora cerca Angela Costantino e Barbara Cervi, mogli rispettivamente di Pietro e Roberto, fratelli del boss, oggi pentito della ‘ndrangheta. Le due donne sono scomparse, senza lasciare traccia, a distanza di anni. Lo Giudice avrebbe rivelato i dettagli dell’omicidio di Angela, scomparsa nel 1994, deciso dal clan perché si era innamorata di un altro uomo mentre il marito era in carcere. Il suo corpo però non è mai stato ritrovato. Barbara è scomparsa 4 anni fa: si teme che anche lei possa essere stata uccisa.

Il caso di Marianna Cendron

marianna cendron ricerche

Durante le ricerche di Marianna Cendron, la 18enne scomparsa 4 mesi fa da Paese, in provincia di Treviso, i genitori della ragazza hanno trovato un biglietto sul parabrezza della loro auto. La madre e il padre della ragazza erano a Padova per controllare la segnalazione della bicicletta giunta due settimane fa, quando hanno trovato un biglietto con una scritta particolare, 27885 PD. Tramite le ricerche della redazione, si risale alle corse di un bus di Padova, nella zona di Este. Il padre e l’inviato seguono la traccia ma nessuno sembra averla vista. Cosa c’è dietro quel biglietto? Cosa indica la sigla?

La campagna contro gli omicidi stradali

antonello zara

Continua la campagna di Chi l’ha visto? sulla sicurezza stradale. Immagini di incidenti mortali causati da errori, imprudenze e comportamenti sbagliati, che uccidono ogni giorno sulle strade italiane. La storia di Antonello Zara, ex tronista della nota trasmissione di Canale 5, falciato quattro anni fa da un’auto contromano in Sardegna, è una delle tante. Antonello è appena uscito da una festa, in sella al motorino, quando una Bmw lo centra in pieno: la macchina era contromano e a una velocità troppo alta. Alla guida un ragazzo di 20 anni, neo patentato e uscito anche lui da una festa: condannato a un anno, non ha fatto un giorno di carcere. Il padre, Walter Zara, sta portando avanti una battaglia perché venga introdotto nel codice il reato di omidicio stradale.

La storia di Vanessa Villani

vanessa villani 3

Un crimine orrendo che doveva segnare la fine per Vanessa Villani, 31 anni di Ferentino in provincia di Frosinone, massacrata nel letto con il figlio piccolo accanto. Invece Vanessa ha lottato per 40 giorni tra la vita e la morte, riuscendo alla fine a svegliarsi. Il 17 marzo Davide Bianchi, il compagno, padre del piccolo e con cui stava avendo dei problemi, la sorprende nel sonno e la colpisce nel sonno, lasciandola in una pozza di sangue. A trovarla è la mamma: mentre scende le scale con Vanessa svenuta e in un bagno di sangue, incontra Davide. “Non so niente”, le dice. Le indagini però portano a lui: è stato lui a colpirla secondo gli inquirenti, a picchiarla fino al coma, da cui Vanessa si risveglia dopo 40 giorni. Oggi è tornata a casa: in testa porta sempre un foulard per nascondere le cicatrici di quel massacro. I ricordi sono ancora confusi, ma il piccolo ha assistito e lo racconta a suo modo: “Papà ha dato le botte alla mamma, bum bum”. Vanessa aveva deciso di lasciare Davide per il bene del figlio, perché non vedesse come la maltrattava, tra spintoni, botte e sputi. La accusava di tradirlo, era geloso, ossessivo: per questo lo stava lasciando.

Quella mattina, Vanessa si ricorda di essersi alzata alle 5 per far fare la pipì al piccolo: si rimette a letto per farlo riaddormentare, Davide è in un’altra stanza. All’improvviso un dolore sordo alla testa e la vista che si annebbia, mentre il piccolo piange dispetato. Un’ultima immagine è quella di Davide in piedi nella stanza che la guarda mentre le si chiudono gli occhi. Pensava di averla uccisa: invece Vanessa è sopravvissuta e ora per lui si sono aperte le porte del carcere.

Il caso di Marcella Pacciarella

marcella pacciarella

Un caso che ha ancora troppi misteri, una morte che qualcuno ha voluto far sembrare un suicidio. A Ciampino, periferia di Roma, il 12 luglio 2007, la signora Marcella Pacciarella cade dal terrazzo condominiale. Vedova e pensionata, era una donna di 71 anni, attiva e tranquilla. All’inizio si crede all’ipotesi del suicidio, ma dopo l’esame autoptico si scopre che la donna è stata colpita con un corpo contundente al cranio e in varie parti del corpo. La morte è avvenuta tra le 5 e le 6 del mattino, un dato che fa emergere ai vicini ricordi di fatti strani. Sullo spioncino della porta della dirimpettaia di Marcella, da cui si vede l’ingresso dell’appartamento della signora, la sera prima qualcuno ha messo un pezzo di nastro adesivo. Non solo. Intorno alle 21 del giorno precedente, una famiglia del primo piano riceve un biglietto in cui c’è scritto di andare alla cassetta della posta. All’interno trovano una foto di una donna e 50 euro “Per Dimitri e la moglie da parte della signora Pacciarella”. Spaventati, si recano da lei: sentono rumori e il gatto, ma la signora non apre la porta.

Gli investigatori scoprono che la donna nella foto è la ex di Andrea Antinori, l’uomo che vive sul pianerottolo della signora Pacchiarella: nel suo appartamento viene trovata la chiave della cassetta della posta della signora. Sembrava avese un alibi, ma una donna si reca dalla polizia: quella sera andò a casa sua, le dice di essere un agente dell’antidroga e le mostra soldi e buste di cocaina. A un certo punto, si sentono rumori di mobili spostati provenire dall’appartamento della signora Pacciarella. L’uomo guarda dallo spioncino, non vede nulla, o almeno così dice alla donna. L’appartamento della signora Pacciarella però viene ritrovato perfettamente in ordine, chiusa ma senza mandata di chiavi.

Il giorno dopo il figlio della donna nota le chiavi dell’appartamento e un rotolo di scotch nel giardino. Ci sono anche delle scarpe ma qualcuno le prende prima degli inquirenti. Sulle chiavi si trovano tracce di Dna del vicino e Antinori viene indagato. La signora Pacciarella aveva raccontato alla figlia che il vicino le aveva chiesto più volte di usare il telefono, che era nervoso per dei biglietti anonimi. Il caso viene archiviato perché la Procura non ha elementi: il pm non l’ha mai interrogato perché, nel caso, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, come si legge negli atti della chiusura del caso.

Il caso di Gianni De Angelis

gianni de angelis

Gianni De Angelis, 35 anni, manca a tutti gli amici di Esperia, provincia di Frosinone. Un uomo allegro e solare che però soffre per il matrimonio fallito e che è scomparso dall’8 maggio. Una storia durata dieci anni finita e che per Gianni è stata troppo dolorosa: per questo ha lasciato due lettere, una alla ex moglie, una alla famiglia, in cui avvisava che sarebbe andato via per sempre pur di dimenticare. Tagliare i ponti con tutti e tutto, anche con lavoro in un negozio di autoricambi che gestiva con il cognato, forse a Berlino, come aveva raccontato agli amici. La mattina della scomparsa, Gianni chiama il cognato per una questione di lavoro: da allora il telefono è muto, lui e la macchina su cui viaggava scompaiono: l’auto viene ritrovata con le chiavi inserite e i documenti due giorni dopo. Lì vicino c’è una centrale idroelettrica: la paura è che si sia suicidato, ma le indagini lo escludono. La familglia scopre che negli ultimi tempi ha recuperato alcune migliaia di euro dai clienti: che li abbia usati per partire? Se sì, dove si trova?

ll caso di Josè Garramon

josé garramon

In studio per la prima volta c’è la madre del piccolo Josè Garramon, il bimbo di 12 anni ucciso da Marco Fassoni Accetti, l’uomo che si è autoaccusato di essere il telefonista nel rapimento di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Il padre di Josè all’epoca scrisse una lettera al magistrato che si occupava del caso: era un bambino ubbidiente, che non aveva mai arrecato problemi alla famiglia, che aveva sempre avvisato dove andava e con chi. Non avrebbe accettato un passaggio da uno sconosciuto. Il piccolo morì sul ciglio di una strada ad Ostia, a 20 chilometri dal quartiere Eur dove abita e dove era uscito per andare dal barbiere.

Secondo i giudici fu Accetti a investirlo, condannandolo per omicidio colposo e omissione di soccorso: l’uomo lo avrebbe investito involontariamente. Come ha fatto un bambino di 12 anni ad arrivare così lontano da solo? A ricordare il piccolo Josè è la governante, Martha, l’ultima a vederlo vivo quel giorno di 30 anni fa. “Qualcuno l’ha forzato a salire in macchina”, dice la donna che lo conosceva molto bene. Quella sera Josè voleva fare una sorpresa alla madre e tagliarsi i capelli dal barbiere, a poca distanza da casa: in quel tratto di strada qualcuno lo ha rapito o ha incontrato una persona che conosceva? La madre e la governante si ricordano di momenti di tristezza nei giorni precedenti la morte, una cosa molto strana per un bambino allegro e solare. Il programma rintraccia un compagno di scuola di Josè e gli mostra una foto dell’epoca di Accetti: non lo riconosce. Chi invece lo riconosce è Martha, la governante, che dice di aver visto Accetti un mese prima dell’incidente. Aveva citofonato a casa Garramon perché, secondo la donna, doveva consegnare delle foto di bambini. La donna ha riconosciuto Accetti da un’altra foto dove appariva senza barba, non quella mostratale dagli agenti dove invece portava la barba. Il programma scopre che José all’epoca aveva una fidanzatina: nessuno però l’ha mai interrogata o le ha mostrato delle foto.

Il caso di Denise Pipitone

denise pipitone indagato

C’è un nuovo indagato, Giuseppe Della Chiave, nel caso di Denise Pipitone. Tutto nasce dalla testimonianza di Battista Della Chiave sul nipote Giuseppe, e una telefonata fatta poco dopo la scomparsa di Denise: l’uomo allora aveva in braccio una bambina e la portò via con sé. Il signor Battista nel corso del processo a carico di Jessica Pulizzi per la scomparsa della piccola, si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip: è un suo diritto visto che ha accusato un parente. Per Piera Maggio, la madre della piccola Denise, è stato l’ennesimo colpo basso: non si arrenderà comunque, nonostante ci sia ancora chi non voglia far emergere la verità.

Ai microfoni della trasmissione ha parlato anche Piero Pulizzi, il padre naturale di Denise: “Sono disgustato e deluso per quello che sta avvenendo“, le sue prime parole. La famiglia dei Della Chiave, secondo Piero, hanno abitato per anni nello stesso stabile di Anna Corona, ex moglie di Piero e madre di Jessica Pulizzi e non potevano non conoscersi visto che stavano sullo stesso pianerottolo. Quello che non riesce ad accettare è il cambiamento del signor Battista: secondo lui, essendo rimasto con la famiglia fino al momento dell’incidente probatorio, sarebbe stato minacciato perché non parlasse.

Il caso di Roberta Ragusa

ragusa nuovo testimone

Una nuova testimone è stata sentita per il caso di Roberta Ragusa dagli inquirenti. Per la scomparsa della donna, scomparsa la notte del 13 gennaio 2012, è già stata interrogata Sara Calzolaio, l’amante del marito, Antonio Logli, al momento unico indagato per la presunta morte della donna. Secondo Sara, Roberta sarebbe viva e potrebbe ritornare presto: parole che hanno ferito profondamente la famiglia della donna. Il programma ipotizza cosa potrebbe trovare Roberta se tornasse ora a casa, dopo un anno e cinque mesi dopo, con una donna a vivere a fianco del marito. Per le cugine farla apparire come una madre crudele e scellerata, incurante dei figli che da troppo tempo non hanno sue notizie, è l’ennesima cattiveria, un atto per metterla in cattiva luce per far risalatare il ruolo dell’amante, ora sua sostituta in famiglia.

La nuova testimonianza è un fatto molto importante e non solo perché non se ne era a conoscenza: la donna è stata contattata da Logli circa 5 mesi prima della scomparsa della moglie tramite internet per avere un rapporto sessuale a pagamento. A fine serata, Logli si sarebbe confessato con lei, raccontandole del matrimonio ormai fallito e dell’impossibilità di lasciare la moglie per le troppe difficoltà economiche che avrebbe incontrato. Per gli inquirenti questo potrebbe essere il movente della morte di Roberta. “Quello che abbiamo acquisito dimostrerebbe quello che abbiamo pensato di Logli“, spiega il Procuratore capo Ugo Adinolfi: omicidio premeditato da parte di Logli per evitare le conseguenze economiche di un divorzio. “Secondo noi Roberta Ragusa è stata uccisa e al momento l’unico accusato è il marito“, conclude il pm. Per gli inquirenti non ci sono alternative all’omicidio. Le parole della testimone coincidono con le testimonianze delle cugine e delle amiche: nello stesso periodo, tra maggio e giugno, Roberta avrebbe confessato di aver scoperto il tradimento del marito e di aver capito che era Sara la sua amante.

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Mer 12/06/2013 da

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