Camorra: arrestato Giuseppe Iovine, fratello del boss Antonio

Camorra: arrestato Giuseppe Iovine, fratello del boss Antonio

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E’ stato arrestato Giuseppe Iovine, di 50 anni, fratello del boss dei Casalesi Antonio, chiamato “‘o Ninno”. Insieme a lui è stato arrestato anche un altro affiliato al clan. Si tratta di Nicola Fedele, di 31 anni. L’accsa è quella di estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso. Dopo che il fratello Antonio era stato arrestato, Giuseppe Iovine stava tentando di ricostruire la trama del clan.

La polizia è riuscita a ricostruire vari episodi, che si possono ricondurre proprio all’azione di Giuseppe Iovine, il quale comunque non è riuscito nel suo intento, perché è stato fermato dalle forze dell’ordine a San Cipiano d’Aversa, proprio nella stessa abitazione, nella quale viveva il fratello Antonio.

Notte di sangue a Napoli: tre omicidi di camorra in 12 ore

Torna a scorrere il sangue per le strade di Napoli. Tre morti in dodici ore, due ragazzi di vent’anni uccisi nella notte di lunedì, e un uomo di 42 anni, titolare di un bar a Casoria nella mattina di martedì. Gli omicidi sono riconducibili a vere e proprie esecuzioni di stampo camorristico; l’ultimo in ordine di tempo è avvenuto davanti a testimoni che al momento non parlano, rendendo ancora più difficili le indagini.

Vittima dell’agguato a Casoria è Andrea Nollino, 42 anni, incensurato, raggiunto da tre colpi di arma da fuoco, sparati da due uomini in sella a una moto, protetti dal casco.

Tutto è avvenuto nella mattinata di martedì, mentre l’uomo stava aprendo il bar di sua proprietà in largo San Mauro: i colpi lo hanno raggiunto a distanza ravvicinata e per lui non c’è stato nulla da fare.

Probabile che Nollino non fosse la vittima designata, almeno dalle prime indagini dei carabinieri di Casoria: sul posto a quell’ora c’erano altre persone che stavano litigando ed è probabile che fosse uno di loro il vero bersaglio. Gli inquirenti stanno controllando l’eventuale presenza di telecamere in zona, anche perché nessun testimone si è fatto avanti.

L’omicidio arriva a poche ore di distanza da altre due esecuzioni. Una nel quartiere di Miano, periferia nord dove è stato ucciso Marco Riccio, 18 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti per rapina e stupefacenti e, secondo gli investigatori, vicino al gruppo Magnetti, di via Dante nella zona di Secondigliano.

Anche in questo caso un agguato di stampo camorristico: il giovane si trovava per strada, in via Cupa Cardone, nei pressi della caserma dei carabinieri, quando è stato raggiunto dai killer che lo hanno freddato con numerosi colpi alla testa.

Dietro la sua morte, secondo gli inquirenti, ci sarebbe il passaggio dal clan Amato-Pagano a quello dei Magnetti del gruppo Vanella Grassi di Secondigliano, tra i più forti nello spaccio di droga.

La terza vittima, Giuseppe Sannino, di soli 21 anni, non sarebbe invece affiliato a clan camorristici, ma la sua morte è riconducibile ai metodi di stampo criminale. Il giovane è stato ucciso da colpi di arma da fuoco: il suo corpo è poi stato scaricato da un’auto nei pressi di Villa Betania, nel quartiere di Ponticelli. A ciò si aggiunge il ferimento di un 23enne, Mario Noto, medicato in ospedale per ferita da taglio a una natica: dalle prime indagini i due fatti sarebbero tra loro collegati, un regolamento di conti dopo un litigio.

Notte di sangue a Napoli: risse e due omicidi di camorra
Duplice delitto a Napoli nel corso della notte. In un agguato avvenuto in via Cupa Cardone, nel quartiere di Miano, è rimasto ucciso Marco Riccio, un ragazzo di 18 anni che secondo gli inquirenti era legato al gruppo della camorra Magnetti. Il giovane è stato ucciso intorno alle 23:30. Sempre a Napoli un altro giovane, Giuseppe Sannino di 21 anni, è stato ucciso e il suo corpo è stato portato davanti alla clinica Villa Betania. Il giovane risiedeva a Cercola, località alla periferia di Napoli.

Sarebbe morto per ferite d’arma da fuoco ed era già noto alle forze dell’ordine. Un vicino di casa di Sannino, Mario Noto, di 23 anni, è stato soccorso poco tempo dopo dal momento che è stato colpito da un coltello. Tutto sarebbe avvenuto per una rissa. Non si hanno ancora molte informazioni sull’episodio, ma è probabile che le due vicende di Cercola siano collegate.

Napoli, trovati due corpi carbonizzati dentro un’auto in fiamme

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Si teme una nuova guerra di camorra a Napoli dopo il ritrovamento di due corpi carbonizzati questa mattina a Melito. È il terzo fatto di sangue che si registra nella città e nelle zone limitrofe dall’inizio dell’anno e gli inquirenti temono che dietro agli omicidi si nasconda una nuova faida tra clan camorristici per il controllo del territorio. Le vittime e le modalità delle tre morti registrate negli ultimi giorni infatti non lasciano molti dubbi alle forze dell’ordine che temono un’escalation della violenza in un territorio già martoriato dalla criminalità organizzata.

Sono stati trovati due corpi carbonizzati dentro un’auto in fiamme a Melito, nella zona di Napoli. I due cadaveri sono stati trovati all’interno del bagagliaio della vettura, una Fiat Grande Punto, che si trovava in via Papa Giovanni XXIII. I corpi sono stati trovati dopo che i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere il fuoco, successivamente ad una segnalazione ricevuta. Al termine dell’intervento è stata fatta la macabra scoperta. Sul luogo sono arrivate anche delle volanti della questura.

Le forze dell’ordine stanno dunque indagando per scoprire la dinamica dell’omicidio, considerando anche che la località è stata coinvolta in passato nella faida tra Lauro e Secondigliano e Scampia. Gli inquirenti quindi pensano che si possa trattare di un omicidio che ha a che fare con la camorra.

San Giorgio a Cremano, ucciso il pregiudicato Mario Leone

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È stato raggiunto da numerosi colpi di pistola sparati dai killer in sella a una moto Mario Leone, pregiudicato e sorvegliato speciale di 54 anni, residente a San Giorgio a Cremano, nel napoletano. L’8 gennaio Leone si trovava vicino casa, nella zona della Circumvesuviana quando gli assassini, muniti di caschi integrali, hanno fatto fuoco, crivellandolo di colpi.

Un omicidio avvenuto in pieno stile camorristico, per strada. Alcune persone avrebbero assistito al fatto, ma non hanno saputo aiutare le forze dell’ordine nel riconoscere i due sicari, resi irriconoscibili dal casco integrale. Vista la modalità, gli inquirenti sospettano un regolamento di conti, maturato probabilmente all’interno del suo stesso clan, gli Abate.

Giugliano, freddato per strada Rosario Tripicchio

omicidio giugliano

Ha cercato di scappare in una pizzeria, ma Rosario Tripicchio è stato freddato da numerosi colpi di pistola a Giugliano nel napoletano. La vittima, 31 anni e già noto alle forze dell’ordine per rapina e droga, lo scorso 5 gennaio è stato inseguito dai killer che lo hanno atteso davanti casa. Accortosi dei sicari Tripicchio ha cercato di sfuggire all’agguato, tentando anche di rifugiarsi in una pizzeria lungo la strada, in via San Vito, ma è stato raggiunto dai colpi di pistola sparati dai killer.

L’omicidio, secondo gli investigatori, è maturato in ambito camorristico: Tripicchio era infatti originario di Scampia, ed era da poco residente a Giugliano dove avrebbe avuto dei legami con il clan locale.

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Ven 06/07/2012 da

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Nilza 19 marzo 2012 08:30

Ma no, e8 vero.I problemi sono altri, tipo che fai il saicslco, poi dici ok ora mi laureo in Economia e commercio, dopo la laurea in economia e comm dici ok, perf2 ho fatto il liceo saicslco, quindi per coerenza ne prendi un’ altra in giurisprudenza, perf2 poi hai sempre la prima in economia e ti apri un paio di aziende e con quella in diritto fai causa a tutti quelli che non ti pagano.Il problema e8 che appunto se ti dicono che 2+2=4 ti incazzi e dici eh no, mica finisce cosec! un po’ come avere un libretto di risparmio in lire ed aspettare il cambio moneta per fare casino con Bankitalia.Cioe8 che ho detto? vi ho dato ragione?per me no!

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