Ansaldo, minacce Br a Genova: “Orsi a morte”

Ansaldo, minacce Br a Genova: “Orsi a morte”
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Agguato a Genova, gambizzato l'ad di Ansaldo Nucleare

Nella sede di Ansaldo Energia a Genova è stata trovata questa mattina una scritta con la firma delle Brigate Rosse e il simbolo della stella a cinque punte. La frase, che recita “Orsi a morte“, è una minaccia nei confronti del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, il quale controlla la società Ansaldo. Il tutto è stato trovato all’interno di un ufficio del personale al quarto piano dell’edificio in via Lorenzi a Cornigliano.

  • Agguato a Genova contro l'ad di Ansaldo Nucleare
  • Agguato a Genova, indagini in corso
  • Agguato a Genova, pista politica
  • Roberto Adinolfi vittima di un'agguato

Sull’episodio di minaccia stanno indagando al momento le forze dell’ordine, che sono state chiamate direttamente dai dipendenti che hanno ritrovato la scritta nell’ufficio di Ansaldo Energia. La minaccia arriva poco tempo dopo l’agguato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e dopo le rivendicazioni da parte del gruppo anarchico Fai.

L’allarme del ministro Cancellieri: “Pericolo di escalation”

Esiste un pericolo di escalation dopo l’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. A dirlo è il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, arrivata a Torino al Salone del Libro per un incontro su Falcone e Borsellino. L’allarme è condiviso dalla collega Paola Severino, titolare del dicastero della Giustizia. Secondo la Cancellieri la rivendicazione arrivata è attendibile. “Almeno abbiamo individuato la matrice, adesso bisogna lavorare“, ha aggiunto il ministro. Le fa eco la Severino nel corso di un’intervista a SkyTg 24. “So quanto sia seria il ministro Cancellieri e quanto avrà pensato prima di rendere questa dichiarazioni. Quindi sono preoccupata perchè considero questo suo timore estremamente serio“, ha dichiarato.

Il ministro dell’Interno ha poi precisato che non c’è al momento consenso per questi atti. “Se questo consenso c’è, è limitato a un’area molto circoscritta“, ha aggiunto.

La situazione è comunque delicata e tenuta sotto osservazione, anche perché legata alla crisi economica e alla delicata situazione economica, ma si dice certa che il paese possa tenere. Il ministro è poi intervenuta anche sugli attacchi che in questi giorni hanno colpito vari sedi di Equitalia.

“Chi colpisce Equitalia colpisce lo Stato. Le persone che lavorano a Equitalia sono dipendenti dello Stato che assicurano i diritti dello Stato. E lo Stato siamo noi“.

11 maggio 2012 – Agguato Ansaldo, arriva una rivendicazione
Sarebbe giunta una rivendicazione per l’agguato ad Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare. Si arriva quindi ad una possibile svolta per il caso. A rivendicare l’agguato è un comunicato firmato Fai-Cellula Olga, con una lettera inviata da Genova al Corriere via posta. Il titolo del volantino è “Il marchio della vita” e nel testo, molto lungo, si può leggere una frase citata da Adinolfi, relativa all’impatto ambientale del nucleare e al disastro di Fukushima in Giappone, due argomenti che vengono sminuiti nel discorso di Adinolfi citato nel volantino.

Intanto in mattinata a Legnano sono stati trovati quattro volantini affissi in alcuni punti della città, che riporterebbero un testo politico utilizzato negli anni ’70 dalle Brigate Rosse. Non sembra esserci però in questo caso una rivendicazione dei fatti di Genova. I volantini sono stati trovati: all’Inps di via Podgora, all’esterno dell’azienda Franco Tosi e dell’Agenzia delle Entrate di via Pisa.

Circolano i nomi di due ex Brigatisti

Due ex Brigatisti sarebbero i sospettati per l’agguato a Roberto Adinolfi , l’ad di Ansaldo nucleare gambizzato lunedì mattina a Genova. È quanto emerge dalle ultime indiscrezioni riguardo alle indagini. Gli inquirenti stanno portando avanti la pista del terrorismo e in particolare quella legata alle Nuove Br, concentrandosi su due persone che nel 2000 tentarono di ricostruire una cellula brigatista insieme a ex esponenti Br-Ucc. Entrambi sono sotto sorveglianza da tempo, anche se non sono state escluse altre piste.

I due ex brigatisti sono legati a un uomo di Genova, oggi in carcere dopo un sequestro di armi da Guerra arrivati da paesi dell’ex blocco comunista. Secondo fonti investigative i due farebbero parte di un centro di documentazione politica del capoluogo ligure.

In mancanza di una rivendicazione certa e attendibile gli inquirenti si stanno muovendo con cautela.

Oltre alla pista del terrorismo di matrice brigatista, a cui rimanda anche la modalità dell’agguato, si lavora su altri ambienti terroristici, mentre una terza si concentra sugli interessi commerciali del Gruppo Ansaldo.

Gli inquirenti hanno consegnato in Procura una lista di possibili sospettati creata dallo studio di due fascicoli, uno sul movimento anarco-insurrezionalista attivo a Genova, l’altro sul gruppo di brigatisti sgomitato in Liguria e Genova dopo l’arresto di Gianfranco Zoia e Massimo Porcile.

Agguato Ansaldo, c’è il nome di chi ha sparato ad Adinolfi
Nell’ambito dell’inchiesta sull’agguato a Roberto Adinolfi, ex ad di Ansaldo Nucleare, i Ros avrebbero chiesto ai magistrati di ascoltare le conversazioni di un soggetto, in particolare quelle avvenute a partire dal primo giorno dell’anno in corso. Sarebbero quindi stato individuato un nome ben preciso nelle indagini, che potrebbe portare al responsabile della gambizzazione di Adinolfi, che potrebbe essere avvenuta anche da parte di una donna. Nell’inchiesta si tiene conto di diverse piste, come quella vetero-brigatista, quella anarco-insurrezionalista e anche quella commerciale.

Intanto sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha spiegato che il terrorismonon si ripeterà, nemmeno in forme di bieca e micidiale farsa“. Le parole di Napolitano sono molto chiare: “quanti fossero tentati di mettersi su quella strada sono dei perdenti e non si illudano di intimidire lo Stato“.

9 maggio 2012 – E’ giallo sulla rivendicazione

Una prima rivendicazione per l’agguato al dirigente di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi è arrivata sul web, ma gli inquirenti frenano. Sull’edizione piemontese del network indipendente Indymedia è infatti apparso lunedì sera, poche ore dall’attentato, un testo dal titolo “Contro la violenza dei padroni, violenza rivoluzionaria”, firmato dal GAP, Gruppi Armati Proletari. Gli inquirenti però sono propensi a definirlo più un “documento di appoggio” che una vera rivendicazione. Al momento le indagini sono in corso e non si esclude nessuna pista.

Nonostante la dinamica dei fatti faccia pensare a un agguato in stile Br, gli inquirenti stanno vagliano tutte le piste, comprese quelle che porta in Europa dell’Est dove il gruppo Ansaldo Nucleare ha preso alcune commesse.

Il documento non sembra una vera rivendicazione: si esulta per il gesto e si critica il governo Monti, ma non sembra esserci nessuna ammissione di responsabilità.

L’azione non è stata finora rivendicata e non risulta che la vittima abbia ricevuto minacce“, ha infatti confermato anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri nel corso dell’informativa alla Camera sull’episodio.

Condanna forte da parte del Governo per un gesto che “desta preoccupazione” soprattutto per il ruolo che il gruppo Ansaldo ha avuto negli anni di piombo nella lotta all’eversione.

8 maggio 2012 – Agguato Ansaldo, Adinolfi sta bene. Nessuna rivendicazione
Migliorano le condizioni di Roberto Adilnolfi, ad di Ansaldo Nucleare gambizzato lunedì a Genova. L’operazione è riuscita senza problemi: dopo una notte tranquilla il dirigente sta bene potrebbe tornare a casa già nel fine settimana. A rassicurare sulle condizioni di salute il professor Federico Santolini, primario di ortopedia dell’ospedale San Martino che ha operato il dirigente e suo amico personale. Il professore ha poi chiarito che Adinolfi non vuole rilasciare dichiarazioni al momento. Nel frattempo le indagini proseguono: secondo gli inquirenti l’agguanto è stato “un chiaro atto terroristico” anche se non è arrivata ancora nessuna rivendicazione.

I carabinieri hanno terminato l’acquisizione di tabulati telefonici e filmati delle telecamere di sicurezza e sono in procinto di sentire diversi testimoni.

Dalla prima ricostruzione infatti i due killer hanno atteso a lungo Adinolfi tanto che il figlio del dirigente li ha notati all’uscita da casa, venti minuti prima che uscisse il padre.

Altre persone hanno notato i due in attesa del “bersaglio”: Adinolfi ha dichiarato al pm Silvio Franz di aver visto i due sotto casa, di essere stato seguito a piedi da uno degli attentatori che poi gli ha sparato alle gambe praticamente a bruciapelo.

Ansaldo, gambizzato l’ad Adinolfi. Gli inquirenti: “Atto terroristico” [FOTO & VIDEO]
Secondo quanto spiegato dagli inquirenti che stanno indagando sull’agguato all’amministratore delegato di Ansaldo, Roberto Adinolfi, si tratterebbe di un vero e proprio chiaro atto terroristico. In questo momento non sono arrivate ancora rivendicazioni al riguardo, ma le forze dell’ordine non hanno dubbi, sia per quanto riguarda la tecnica dell’agguato, sia relativamente all’arma utilizzata.

L’agguato viene considerato altamente simbolico e alcune fonti della sicurezza parlano anche di una tecnica “da Brigate Rosse“. Secondo le stesse fonti, infatti, “uno dei primi attentati delle Br fu proprio all’Ansaldo negli anni ’70. Oggi è come se avessero voluto dire ‘ricominciamo come 40 anni fa’“.

Non vengono comunque trascurate altre possibili ipotesi oltre alla matrice eversiva. Le condizioni dell’uomo comunque sarebbero buone, dopo l’intervento chirurgico che ha affrontato al San Martino.

7 maggio 2012: La pista è politica

Gli inquirenti stanno indagando sull‘agguato che ha colpito l’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi nella mattinata di lunedì a Genova. Il dirigente è stato colpito alla gamba da uno dei tre proiettili sparati da un uomo su una motocicletta con il volto coperto dal casco. Operato al reparto di Traumatologia del San Martino per ferite significative e lesioni ai tessuti molli della gamba, Adinolfi è ora stabile e non dovrebbe avere problemi nel recupero. I Carabinieri nel Ros intanto sono al lavoro e le prime indagini puntano sull’estremismo ambientale e dell’estrema sinistra anche se non si esclude la pista anarchica.

Nei mesi scorsi infatti sul web erano apparsi appelli di alcuni gruppi anarchici ad “alzare il tiro” anche con un’azione armata.

Pur non escludendo moventi personali, legati alla vita privata, la pista politica è quella più battuta anche per la modalità dell’agguato, avvenuto in concomitanza con le elezioni e la riunione di bilancio del gruppo, prevista in giornata.

Secondo le prime indagini chi ha sparato ad Adinolfi non voleva ucciderlo ma solo ferirlo. Il dirigente non è stato in grado di fornire elementi utili: oltre a indossare un casco integrale, l’assalitore e il suo accompagnatore, entrambi in sella a uno scooter, non hanno detto una parola, neanche per richiamare la sua attenzione.

Al momento si seguono varie piste e gli investigatori non vogliono sbilanciarsi, nonostante il modo in cui è avvenuto l’agguato faccia pensare a un’azione di stampo eversivo. Troppo presto per parlare di un ritorno agli “anni di piombo”, dicono gli inquirenti: se fosse confermata la pista eversiva, dovrebbe arrivare anche una rivendicazione che si attendibile.

Genova, gambizzato l’a.d. di Ansaldo Nucleare: probabile la pista dell’eversione
Gambizzato a Genova l’amministratore di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. L’attentato è avvenuto nel quartiere di Marassi, in via Montello, dove abita il manager della società di Ansaldo Energia, di proprietà di Finmeccanica. Adinolfi è stato raggiunto da tre colpi di arma da fuoco sparati da un uomo in motocicletta con il volto coperto dal casco. Un solo proiettile ha raggiunto il manager, colpendolo alla gamba: immediatamente soccorso, è stato trasferito all’ospedale San Martino e operato. Le condizioni al momento sono ancora gravi, ma dalle prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita.

L’agguato è avvenuto poco distante dalla ferrovia Genova-Casella. Adinolfi si stava recando al lavoro quando un uomo in motocicletta si è avvicinato, esplodendo tre colpi di arma da fuoco. Solo uno ha colpito il manager di Ansaldo Nucleare, raggiungendolo alla gamba. Il proiettile è rimasto incastrato nella gamba, provocando la frattura dell’osso della tibia.

Sul luogo stanno indagando i Carabinieri che stanno cercando gli altri proiettili anche con l’utilizzo del metaldetector. “Dobbiamo ancora orientarci, sono in corso i primi rilievi“, ha dichiarato il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, che sta seguendo il caso.

Al momento non ci sono state rivendicazioni dell’agguato, anche se non si esclude la matrice di tipo eversivo vista la dinamica dei fatti. Gli inquirenti stanno però vagliando tutte le ipotesi, compresi eventuali moventi privati.

Dai primi accertamenti nel corso della giornata di lunedì era in programma l’assemblea di bilancio relativa al ramo aziendale di Ansaldo Sts.

Roberto Adinolfi, 59 anni, sposato con tre figli, si è laureato in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano. Entra in contatto con Ansaldo Nucleare nel 1975 in occasione della sua tesi e inizia a lavorare nell’azienda di cui oggi è amministratore delegato. Nel corso della sua carriera si è occupato prevalentemente di energia nucleare.

Ansaldo Nucleare è una società del gruppo Finmeccanica nata nel 1989 dalla fusione tra Nira (Nucleare italiana reattori avanzati) e Ansaldo meccanico nucleare. Ha 250 dipendenti per la produzione di reattori e centrali nucleari di terza generazione: con sede a Genova, l’azienda ha chiuso il bilancio 2011 in utile e non ha problemi di recessione né ha ipotizzato licenziamenti.

Sono cose che non si commentano“, sono state le prime parole del ministro del Lavoro Elsa Fornero a margine di un convegno a Torino.

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Ven 18/05/2012 da

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Carolus 10 maggio 2012 12:06

La sinistra eternamente e sinceramente democratica non si smentisce mai !

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cesara
Cesara 11 maggio 2012 19:57

Queste persone se hanno votato, hanno votato certamente M5s.

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Guglielmo Rinaldini 13 maggio 2012 15:48

Quanta ignoranza e quanta malattia mentale in così poche righe. Non occorre essere psichiatri per capire che la gradevolezza del ferimento e il piacere dell’azione nascondono seri conflitti psichici e una sicura pericolosità sociale. E lasciamo perdere le solite lettere allungate verso l’alto di chi sovrastato da un super io ingombrante e allo stesso tempo inconsciamente consapevole della propria nullità proietta su altri le proprie meschinità e violenze. La scienza e lo stato uccidono? Loro no? Non occorre essere lombrosiani per capire che da quelle facce da idioti non può venir fuori altro che farneticazioni con un eloquio a metà tra il cesso sociale e masturbazioni adolescenziali (“immaginifica”, “marchio della vita”…) anche completi nonsenses e palesi illogicità. L’Italia deve capire che la malattia mentale ha una enorme pericolosità sociale e non si cura col buonismo nè con concetti classisti dell’800…talvolta neppure haloperydol, acido valproico e prozac nulla possono…non è d’aiuto in questo un governo golpista con un premier divenuto senatore al volo e un management composto da frankestein e la famiglia addams, ricordo un ministro donna del governo Berlusconi che oltre ad essere una bella donna parlava di Diritto come pochi altri (la Carfagna)…neppure è d’aiuto una magistratura che consente a Equitalia di violare leggi e Costituzione, forse perchè troppo impegnati a perseguitare qualcuno…mandando cittadini predisposti psicologicamente al gesto estremo…

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