Alcoa, protesta a Roma: lanci di petardi e bandiere bruciate

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Momenti di tensione a Roma dove i lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme (Sulcis Iglesiente) si sono dati appuntamento per manifestare sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico. I manifestanti, circa 350 persone, hanno protestato battendo al suolo il loro caschi da lavoro e durante il corteo sono stati gettati petardi, fumogeni e, stando a fonti sindacali, anche alcune bombe carta. Alcuni lavoratori hanno poi bruciato le proprie tessere elettorali, mentre un gruppetto ha anche dato fuoco al Tricolore, scatenando lo sdegno degli stessi manifestanti che li hanno insultati per il gesto.

La situazione del colosso dell’alluminio americano rischia di diventare esplosiva. La chiusura dello stabilimento potrebbe gettare nella disperazione una terra già povera di insediamenti industriali, dove l’emergenza disoccupazione sta diventando una vera piaga sociale.

Le proteste dei lavoratori vogliono attirare l’attenzione sul vertice che si sta tenendo in questo momento nella sede del ministero tra i vertici dell’Alcoa, i rappresentanti sindacali e il ministro competente Corrado Passera.

Mario Ghigni, segretario Uil, ha dichiarato che chiederanno di non spegnere gli impianti, mentre Passera, prima del vertice ha spiegato che la situazione dell’Alcoa è tra le vertenze su cui “c’è il massimo impegno del ministero, del sottosegretario De Vincenti e mio personale. Come governo stiamo facendo il massimo per facilitare le trattative“.

Il risultato però, secondo il ministro, non è garantito anche per le difficoltà del settore, e sul nodo delle forniture di energia allo stabilimento ha aggiunto che bisogna agire nel pieno rispetto delle direttive europee.

Momenti di tensione dunque ma per i lavoratori questo è solo l’inizio. Cori di protesta al suono dei caschi battuti a terra, i lavoratori hanno esposto striscioni tra cui quello indirizzata a Toia, amministratore delegato di Alcoa Italia, reo di aver tradito la “terra madre”. In contemporanea con la protesta a Portovesme è scattato uno sciopero di quattro ore.

Oltre ai lavoratori sono giunti a Roma anche i sindaci del territorio, venti comuni sui ventuno che compongono la provincia di Carbonia Iglesias. “Siamo qui per difendere i nostri lavoratori e le loro famiglie”, ha dichiarato il vicesindaco di Sant’Anna Arresi, Giuseppe Pisano.

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Mar 27/03/2012 da Lorena Cacace

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